Il mangiatore di sonno

Una mia filastrocca “sdramatizzante” per tutti coloro che soffrono d’insonnia. La rebloggo da “Caffè Letterario” come é mia consuetudine mensile.

Caffè Letterario

Soffro da molto tempo di insonnia,e conosco molti che ne soffrono, dedico a me stessa e a tutti costoro (magari ce n’è qualcuno anche qui fra voi) questa filastrocca “sdramatizzante”.

Questa è la filastrocca del mangiatore di sonno,
e qui ardua è la rima, mi viene sol “tonno”.
E allor me la cavo con un colpo geniale:
questa è la filastrocca del ladro seriale
di quel sonno che, se si perde, fa male.
Una notte, poi due, poi non tieni più il conto
però ti senti sempre più affranto.
Il sonno rubato
ti lascia spossato,
che sian notti in bianco,
o risvegli precoci,
diventano, a volte, ore feroci.
Non sai cosa fare,
nè cosa pensare,
ti trovi a mattina
più stanco di prima.
Quel losco tipaccio continua spietato,
a nutrirsi del sonno del malcapitato.
Bisogna fregarlo, con un piano preciso,
coltivar pensieri che portan sorriso,
o, meglio ancora, se…

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Girasoli

Ripubblico da “Caffè Letterario” questa mia poesia. Un abbraccio a tutti, spero stiate bene, nonostante la difficoltà del periodo.

Caffè Letterario

Vorrei regalarti un girasole.
Sono coraggiosi i girasoli,
innamorati del Sole,
lo cercano, sempre,
anche nei giorni più scuri,
quando imperversa il temporale.
Chinano il capo un attimo,
ma mai domi,
per risollevarlo, poi,
pazienti e fieri,
al riapparir di quella amata luce,
perché il Sole,
(lo sanno i girasoli),
torna, torna sempre.

Lucia Lorenzon, 4 giugno 2020

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Segreta Luna

C’è la luna bianca, qui, sospesa tra i fiori dei tigli e gli aghi del pino.
Forse se ne profuma.
Dolcissima come gli uni, solida come l’altro.
Chissà sopra quali palazzi veglia su di te.
Anche se non la vedi io le ho parlato,
ma sa esser segreta la luna.
Ascolta, per un giorno svelare,
solo a certi occhi.

Lucia Lorenzon, 4 maggio 2020

Un tempo nuovo

Con questo mio scritto pubblicato sul blog “Caffè Letterario” auguro a voi tutti la pazienza d’attendere un tempo nuovo, e una Buona Pasqua a chi crede.
Lucia

Caffè Letterario

Foto di Lucia Lorenzon

Sto cercando sorrisi negli occhi, dietro a maschere di paura. Mi rincuorano piccole rughe che si accendono quando si allarga il sorriso celato.
Cerco luci in fondo allo smarrimento, mentre attendo, poggiata ad un carrello che diventa quasi scudo, segna distanze che nell’attesa  allentiamo in chiacchiere lievi, coltivando la leggerezza come un impegno.
La primavera esplode, assolata, regalandoci una bellezza che reca in sé consolazione e nostalgia, forse la notiamo fino in fondo, davvero, per la prima volta.
Il futuro é sospeso.
La speranza gioca a volte con l’illusione.
La paura é ora compagna di ogni battito di cuore.
Cerco i bambini, creature tanto forti da dover tener nascoste, inconsapevoli vincitori di un nemico che non sa radicarsi laddove il tempo non ha ancora lasciato tracce.
Scorrono i giorni.
Verrà il domani, mentre l’amore, senza curarsi di nulla, semina nel cuore il desiderio di un bacio…

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Tempesta

Rebloggo questa filastrocca di due anni fa perché la trovo molto adatta al momento… Un abbraccio a tutti voi, passerà la tempesta. Passerà. ❤️

lucialorenzon

È solo un momento,
è solo un momento;
una terribile raffica di vento,
una tempesta,
in parte annunciata,
ma peggio, davvero, di quella pensata.
E tutto al di dentro fa un forte rumore,
il cuore che batte, contando le ore.
Sospesi, straniti, tra l’ appena ieri,
e l’inquieto oggi di domande e pensieri.
“Com’ è che stai?” ti chiedo ogni giorno,
e in silenzio ti dico sempre “buongiorno!”
E so che è difficile lo sia per davvero,
ma non posso non sperarlo, è augurio sincero.
Non posso aiutare in questa battaglia,
mi sento impotente e il cuor mi si taglia,
perché Tu fai parte di questo mio cuore,
la tua serenità è mia, e mio il dolore.
Vorrei esser magica, una strega, una fata,
poter appianare questa strada in salita.
Non posso far niente, ma passerà la tempesta,
ci sarà nuova quiete e cuori di festa.
Intanto tengo tra le…

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Tornerà il tempo

Tornerà il tempo
di sudore e grida,
di peccati capitali
da scontare insieme,
rubandosi,
ingordi,
le carni;
Il tempo
d’indecenti desideri.
Torneranno le mani
ad appiccare incontenibili incendi,
ad arcuare la schiena,
che chiederà di più,
che chiederà ancora,
e il ventre implorerà possesso.
Allora incollerò le labbra alle tue,
a ridirti,
dentro, in gola,
in un soffio gemente,
quanto amore
può stare
in un “ti voglio”.

Lucia Lorenzon 10 marzo 2020

La magia sei tu

Ho raggiunto, sognando, la magia,
ne ho rubata un pezzetto per te.
É a colori,
riserve di colori,
per raddrizzare i grigi,
sfumare i neri,
trasformare nubi
in sogni di cotone,
Imbiancare,
con polvere di zucchero a velo,
momenti di amarezza.
Gioca, come  fossi un bambino,
a farne armature
contro l’ipocrisia.
E, quando serve,
sarà il tuo aeroplano
per allontanarsi dalla viltà,
dalle meschinerie laggiù,
e alleggerirti il cuore.
Tienila in tasca,
lungo questo viaggio nuovo;
poi me la riporti.
Non ti servirà:
la magia sei tu.

Lucia Lorenzon, 1 marzo 2020

Ancora un bacio

Rubami
il corto respiro che mi resta,
dopo ore a gridarti
il desiderio di te.
Non cessa il sussulto
di furente piacere,
nemmeno ora che hai ripreso,
dal mio dentro,
ogni parte di te.
Tremo, madida,
al solo tuo sfiorarmi,
ma cerco, ancora,
e ancora,
almeno un bacio.
Almeno uno, Amore.
Disseta questa terribile sete,
con le tue umide labbra che san di me,
d’ogni mio angolo perlustrato.
Sento, profondo,
il dolente bruciore
dell’impietosa avidità
del tuo prendermi.
Ne godo, ancora,
e, pur domani,
serreró le cosce
a risentire il ricordo
del nostro attrito.
Sarà poi requie,
fino a che riavremo brama
di cibarci di noi.

Lucia Lorenzon, 6 febbraio 2020

Lettera di Gioia ad un amore lontano…

Ecco il mio reblog mensile da Caffè Letterario, una lettera d’amore immaginata, ma penso esistano amori così. L’amore ha mille declinazioni e spesso non sappiamo nulla di amori immensi che pur vengono vissuti.

Caffè Letterario

Una immaginaria lettera ad un amore grande e lontano

Amore mio,

Sai… Il coraggio non era lasciarsi, ribadisci sempre che ho voluto io, pervicacemente,continuare, anche se tu sei troppo grande, anche se sei lontano.
Sì, io, con tutta me stessa, perché dovevo poterti dire e sentire l’amore fino all’ultimo momento possibile. L’amore stava nelle ore a far l’amore la sera, un tempo, ma l’amore sta in un bacio, in un cuoricino, in un ti voglio bene, in una foto, una canzone cantata a squarciagola , un abbraccio scritto, un “dammi la mano amore”, sta in un solo cuore che pulsa su WhatsApp , nelle confidenze sulle pene e sulla salute, nei ti amo al telefono, quando si può. Non so contenerlo nel cuore, tesoro, é tanto grande come un tempo, come se mai il tempo fosse passato, straripa e se non lo manifesto, soffro. È lì, intatto, adattato ai tempi…

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31 dicembre 2019

Foto mia, Tre Cime di Lavaredo, 21 settembre 2019

Arrivo con un poco d’affanno alla fine di un altro anno pieno di piccole grandi felicità, di conquiste, di cose che pensavo non avrei fatto più.
Porto nel cuore le Dolomiti riviste dopo più di vent’anni e il timore di non ricamminarci mai, le lacrime di commozione di fronte alle tre Cime di Lavaredo e e i colori incredibili dell’autunno in montagna.
Porto tutte le domeniche dei miei “viaggi a corto raggio” alla scoperta di tanta sconosciuta bellezza , fianco a fianco con la mia bambina.
Porto i quindici giorni al mare, che è il luogo che più amo e mi dà felicità, i km in bici macinati sotto il sole accanto alla laguna di Lignano. La dolce e divertente quotidianità vacanziera madre /figlia che, da sole, a casa, non ci troviamo solitamente a vivere.
Porto una salute che ha riperso colpi rispetto alle conquiste dei due anni precedenti e i passi indietro mi danno una grande ansia.
Porto i successi di Stella, i suoi occhi felici, le tante risate, il casino continuo, la grande sensibilità, il grande carattere, la socievolezza che non mi appartiene molto, ma che, da madre sua ho dovuto migliorare.
Porto ultime volte, ultime magie, ultimi saluti, ma spero di trovarne di nuovi.
Porto consapevolezze e confusioni, equilibri e cadute, stanchezza infinita e forze inattese. Paure nuove cui dovevo essere preparata e non sono. Mutamenti temuti e addii dolorosi all’orizzonte.
Porto la mia fisicità affettiva costretta a contenersi, e tanta voglia di abbracci e carezze.
Porto amici lontani e cari.
Porto la mia dolcezza ma anche la mia rabbia che esplode verso chi non mi ha difeso e lasciata in balia di situazioni che mi hanno fatto male per sempre.
Porto la voglia di perdonare, di risolvere, di superare, il tempo in certi casi é ormai poco.
Porto la speranza di trovare lo spirito per inoltrarmi in un nuovo cammino che vedo tanto faticoso.
Porto una amica troppo triste che non so come aiutare.
Porto un amore immenso, che non avrei mai pensato di sentire per un uomo, che non avrò accanto in questa vita, ma che con Stella é il secondo miracolo della mia esistenza.
Porto la mia capacità di star sola che mi ha resa intransigente e poco capace di compromessi.
Migliaia di foto, disegni, poesie.
Troppa poca concretezza e tante fantasie.
Nuove conoscenze, nuovi insegnamenti, bagni di umiltà.
E poi… devo trovare il modo di dormire, chè non dormo mai, e mangiare meno cioccolata, che consola ma arrotonda, e a 50 anni arrotonda sempre più velocemente, urge aver più cura di me.
Porto alcuni amici virtuali, cui voglio bene davvero, spero nel tempo di poter conoscere personalmente qualcuno, come già è successo quest’anno con uno dei più cari.

Buon 2020, che somigli al vostro cuore, ai vostri sogni, alle speranze più ardite.
Auguri ❤️

Lucia