Portami

Eccomi a ribloggare la mia pubblicazione mensile sul blog ” Caffè Letterario.”… Buona lettura (e buone vacanze a chi è in vacanza!).

Caffè Letterario

immagine di Frida Castelli

Portami laddove non esiste il tempo;
fosse solo un attimo,
dammi l’eterno in regalo.
Fammi incorniciare
il fotogramma di noi,
insieme.
Sempre.
Voglio poggiare la mano
sul tuo volto
e le labbra sulle tue,
una carezza senza termine,
un bacio infinito.
Ti guarderò, poi, negli occhi,
persa nel tuo cielo
senza voler ritrovarmi.
Esploratrice inesausta d’azzurro.
Ti dirò che ti amo,
dentro quel bacio, facendone sigillo.
Portami,
a incorniciare
l’ indissolubilità di due anime,
da sempre esistite per trovarsi,
e riconoscersi.
Portami, Amore.
Portami.

Lucia Lorenzon, 11 luglio 2018

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“Casa” è dove sta il cuore…

immagine di L. Jover

Non aveva una casa. “La casa è dove sta il cuore”, dicono. Era maledettamente vero. Non c’erano mura, camini, angoli familiari, profumi, vecchie coperte, persone, paesaggi, animali, che la facessero sentire a casa in quel luogo.
Lì la sua anima non riposava, non era mai davvero felice, non si riconosceva in nulla.
Nemmeno nei volti che l’ avevano accompagnata lungo tutta la vita.
Non sentiva di appartenere a nessuno, neanche a sé stessa.
Non fino all’ incontro con Lui.
Le persone diventano casa. L’ unica possibile.
Diventano nido, diventano focolare, diventano appartenenza, diventano pace.
Le sue braccia erano le sue mura .
Il suo odore era l’unico che avrebbe riconosciuto ovunque.
I suoi occhi erano il suo soffitto e il suo cielo.
Il battito del suo cuore una ninna nanna antica.
La sua voce la carezza mancata di una madre.
Il suo corpo la sua coperta calda.
Una lama le si era sfilata dal cuore, riconoscendolo: l’ unico pezzo di un mosaico universale che si incastrava perfettamente con lei.
L’ incarnazione di ogni forma d’ amore che le era mancata.
Un uomo /madre
un uomo/figlio
Un uomo/amante
Un tutto. Un perfetto cerchio d’ amore.
Un grido, un canto, un sussurro, un fiato.
Il senso di una vita.

Lucia Lorenzon 4 luglio 2018

Hai mai?

immagine digitale di mia creazione

Hai mai sorriso al vento
che porta baci, che solo tu sai?
Hai mai volato dove volteggiano
angeli sorridenti in cieli dorati?
Hai mai osato incantarti
fino a sentire il cuore perdere un battito
nel guardare un volto?
Ti è mancato il fiato ogni giorno
anno dopo anno,
ruga dopo ruga,
nel capire che l’ amore non trema?
Sai andare lontano tra fenicotteri in volo
e balene possenti?
Camminando sotto la neve o tra i profumi del bosco?
Li vedi gli gnomi, le fate, i folletti, gli elfi?
L’hai visto l’ arcobaleno nei giorni bui o quell’ unica stella che ha sfidato la notte?
Hai perso te stessa dentro un corpo,
fino a smarrire il tuo confine e a fare, di due, un unico respiro?
Hai mai osato essere felice al di là del comune senso di felicità,
chè la felicità non ha regole?
Hai sfidato il male,
sguainando un cuore che ti han riempito di tenerezza?
Ho potuto dire sì.
Ne posso dire mille e ancor mille…
Ho potuto dire sì, dacchè ci sei.

Lucia Lorenzon, 24 giugno 2018

Rivisitazione “minimal” locandine film noti

Appuntamento con la mia pubblicazione mensile sul.blog “Caffè letterario” oggi un poco inconsueta.

Caffè Letterario

Essendo arrivata trafelata a questa metà di giugno per i mille impegni, ( e ahimè malanni )miei e di Stella, ricorro oggi alle mie risorse “grafiche” e vi propongo una serie di poster “rivisitati” di film più o meno noti. Le ho create per partecipare a un contest, che non ho vinto, ma le ho comunque messe tutte su tshirt nel mio store online ( queste non sono tutte).

Buona visione!

Lucia

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8 anni domani,7 giugno 2018

E siamo arrivati a 8. Sai Amore, non ho grosse nostalgie del tempo in cui eri più piccola o angosce per un tempo che vola veloce. La tua crescita, la tua progressiva autonomia, ci ha avvicinate molto. La condivisione è molto più intima e profonda, ora. Anche gli scontri, perché hai un carattere bello tosto e alla fine è giusto ci siano, scontri, confronti, dialogo.
Le mie difficoltà di salute, i miei tanti limiti, pesavano di più su di noi quando eri più piccola. Dovevo delegare molte cose alla nonna perché non ero in grado di farle io. Ora alcuni limiti sono stati scavalcati grazie alla tua crescita, alla tua forte indipendenza e noi ci “sentiamo” molto di più. Mi dici sempre che sono una “mamma strana”, ma lo dici ridendo e io, ti confesso, preferisco mi trovi strana che troppo conforme alle altre mamme che conosci. Questo non è ovviamente un giudizio di merito, non sono migliore, nè peggiore, sono particolare, sono strana, sono tua.
Quella cui tu fai mille battutacce, per poi offenderti se te le faccio io “perché mamma io ancora non riesco a capire sempre quando scherzi”, ( ma tu sei anche permalosissima eh!) quella che ogni tanto vedi piangere ma che ti fa ridere tantissimo e sa coglierti spesso di sorpresa. Quella per cui hai un forte istinto di protezione, quella del “mamma, poi vieni due volte anche se dormo” perché della protezione hai bisogno tu.
Ho una grande ammirazione e una grande stima per ciò che sei, per il tuo senso di responsabilità persin eccessivo per i tuoi anni e la la contemporanea grande leggerezza con cui sai prendere la vita. Io non ero così, io ero timida, insicura, triste e paurosa. Mi piace pensare tu sia così perché,anche se non hai un padre, ti sei sentita al sicuro, ti sei sentita amata. Mi piace pensare che non hai paura di aprire piano piano le tue ali perché sai che, anche se dissestato e disordinatissimo hai un nido caldo caldo in cui tornare.
Sono diventata più mamma col tempo, per questo non ho nostalgie.
Sono stata anche aiutata in questo, perché, un giorno ti racconterò, sulla terra ci sono creature fatte di sogno, amore e poesia, che salvano dagli abissi dell’ anima anche se lontani; è Il secondo miracolo che ho vissuto insieme alla tua nascita.
Purtroppo hai la febbre e domani dovremo andare dal pediatra, ma la festa in giardino la faremo, appena questo folle giugno la smetterà con le piogge quotidiane.
Il grande pallone fucsia con la cifra dei tuoi anni e la torta ci saranno comunque, so che lo sai.
Buon compleanno Ciuciolo.
Ti voglio tanto bene.

Mamma

Sei la farfalla…

Sei la farfalla,
sei il calabrone,
la fragola rossa
e il dolce melone,
l’ accecante fulmine
e il tramonto arancione.
Sei bimbo felice,
sei guerra, sei pace.
Canti del mondo come un trovatore,
ma del mio cuore sei il signore.
Sei libertà e sei possesso,
la grande dolcezza,
il furioso sesso.
Sei la margherita, a volte impaurita,
eppure orchidea, dei fiori la dea.
Sei il più caldo di ogni abbraccio,
ma come un orso polare affronti ogni ghiaccio.
Sei la poesia , sei il sogno sfrontato,
il guerriero non domo,
il gentiluomo educato.
Sei la pioggia che profuma la terra
e il tornado impietoso come la guerra.
Sei il più grande incanto che io abbia incontrato,
il senso profondo di questo creato,
sia esso nato da un dio,
o da una primigenia esplosione,
i tuoi occhi, per me, ne son la ragione.

Lucia Lorenzon, 2 giugno 2018

Mamma di Stella

Lucia e Stella Lorenzon al Molinetto della Croda

Ma la rima con mamma qual’è,
chè parola più impegnativa non c’è?
Non fa mica rima con cuore,
ma è ventre che si fa amore.
Non fa nemmeno rima con vita,
ma lei la dà, dalla natura insignita.
E forse fa rima con figli?
No, ma per essi si fa tigre con artigli.
Magari la fa con eterno?
No, ma così è, il sentimento materno.
Di certo non con armonia,
ma qual poeta non ne ha fatto poesia?
Nemmeno, lo so, con canzone,
ma milioni di brani contengon quel nome.
Potrebbe essere, allor, con preghiera?
No, ma il suo nome è l’ invocazione più vera.
Nel caso mio
la verità è solo quella: la parola mamma fa rima con Stella.

Lucia Lorenzon, 13 maggio 2018

Auguri a tutte le mamme!