Chi siamo noi



Chi siamo noi,
cosa narra questa pelle
che brucia
al solo pensiero di un tocco,
questa bocca
che cerca, arsa,
dissetanti baci.
Chi siamo noi,
che ci stiamo dentro,
gusci,
foderi perfetti,
che non san più star vuoti.
Chi siamo noi,
che ci confidiamo,
con silenzi colorati d’ogni emozione
e fibrillazioni simultanee del cuore.
Chi siamo noi,
se non edera e muro,
polline e vento,
stelle gemelle di uno stesso cielo,
che non sanno più esistere,
se non insieme.

Lucia Lorenzon, 21 giugno 2017

Ho un angolo di vita…

Ho un angolo di vita
adorno di fiori, profumi,
di colori e musica.
Ho un angolo di vita
dove vivono fate
gnomi e folletti.
Ho un angolo di vita
dove si leggono fiabe,
ballate,
filastrocche e poesie.
Ho un angolo di vita che sa
di cioccolato
di vino buono,
di mille assaggi di bontà.
Ho un angolo di vita
dove c’è spazio
per ogni stagione.
Ho un angolo di vita
pieno di sogni,
di speranze,
e qualche fantastica utopia.
Ho un angolo di vita
pieno d’amore,
passione,
e infinita tenerezza.
Ho un angolo di vita
colmo di carezze,
sorrisi, lacrime di gioia,
abbracci ed emozioni.
Ho un angolo di vita
fatto di confidenze
segreti,
parole care e quotidiane.
Ho un angolo di vita senza tempo.
Ho un angolo di vita
che vale una vita.
Lucia Lorenzon, 11 giugno 2017

Sette splendenti anni

Sette splendenti anni, sette anni non facili, ma coi tuoi sorrisi, i tuoi luminosi occhi azzurri, il tuo carattere meraviglioso.

Sette anni che giorno dopo giorno confermano che mi somigli in molte cose, ma che sei la parte migliore di me. 

Ottimista, solare, intelligente, socievolissima, spiritosa, con una punta di ironia che si sta sviluppando e rende ancora più vivido il brillìo dei tuoi occhi, che restano però pieni di dolcezza.

Hai un cuore grande tu, ma grande grande e tanto gentile e generoso con tutti.

Hai domande che non fai, e a volte mi chiedo se tu in qualche modo non ti sia già data delle tue risposte, sul perché mamma non è sposata, mamma “è tutta scassata” mamma è un poco “strana”. Perché tu sei piccola ma sei grande dentro, e hai una capacità incredibile di mettere insieme i dati che raccogli, e trarne idee, soluzioni, ipotesi sempre incredibilmente “centrate”. Fin troppo. Sei cresciuta in fretta, maturata prima, non sarebbe dovuto essere così, ma così è andata e tu affronti ogni “particolarità ” della tua, e della nostra vita, con tanta collaborazione e con un costante sorriso. Oso sperare non sarà troppo duro e troppo doloroso per te conoscere certe verità. Spero non troppo.

A volte mi fai quasi soggezione, o forse la dovrei chiamare “stima”, sì, stima, anche se hai solo 7 anni io per te ho tanto amore quanta stima.

Per fortuna niente ti ha rubato la tua risata argentina, la gioia nella tua voce sempre alta, il tuo animo maschiaccio,  i tuoi canti quotidiani ad accompagnare soprattutto i momenti di attività “artistica”, i tantissimi disegni.

Quanto amo sentirti cantare, a volte suoni che neanche sono parole, ma quasi gorgheggi, lo fai da sempre, anche se nel tempo sempre meno, e io spero non smetterai mai del  tutto perché è un canto che mi porto dentro, che so mi terrò dentro tutta la vita.

Anche se la festa la faremo sabato, troverai oggi palloncini colorati; quello enorme, fucsia, col numero 7,  oscilla stanotte aspettandoti. La torta è venuta un poco storta ma ora rimedio… c’è il biglietto con una stella che ride, come te, e parole che ora saprai leggere da sola.

Ho fatto del mio meglio Stella mia.

Una volta nel “fare del mio meglio” mi è riuscito un capolavoro: TU. 

Buon Compleanno “ciuciolo”!
La tua Mamma 

Avrei 

Avrei voluto poterti amare

anche da vecchio, 

chè vecchio,

non è parola brutta,

per chi si ama.

Avrei voluto

che il vantaggio dei miei anni

fosse divisibile per due,

e fartene dono.

Avrei voluto

sfumare la passione 

in carezze,

amandoti ancor di più.

Avrei voluto camminarti,

fiera, accanto,

incurante di qualunque sguardo;

e addormentarmi 

notte dopo notte,

al suono del tuo respiro.

Avrei voluto fluttuare,

nel mare dei tuoi occhi,

per tutto il tempo mortale concessoci.

Avrei voluto baciarti

il cuore ogni giorno,

chè il tuo cuore 

sarà sempre pieno

di sogni, di giochi, di stupori

e d’amore, come quello d’un fanciullo.

Avrei voluto 

percorrere le vie della tua sera

mano nella mano,

fino al buio.

E ritrovarti poi, oltre.
Lucia Lorenzon , 3 giugno 2017

“Raccontami”, mia video poesia su YouTube

Caffè Letterario

Raccontami
di luoghi lontani,
poesie mai sentite,
fruscii di farfalle.
Raccontami
di aquile e gabbiani,
cieli infuocati di tempesta
e notti di stelle cadenti.
Raccontami
di ciò che è stato,
di chi ti ha amato,
di chi ti ha potuto odiare.
Raccontami di ere antiche
e di futuri immaginifici.
Raccontami
la perfezione del blu
e la felicità di un giallo.
Raccontami
emozioni sconosciute,
paure segrete,
passioni che fan tremare.
Raccontami
la follia,
la magia,
il coraggio.
Raccontami
di quella ruga tra gli occhi.
Raccontami di te.
Lucia Lorenzon

Spero si veda perché ho avuto problemi di caricamento. Buona lettura e visione.

Lucia

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L’Amore è semplice 

L’Amore è semplice
quando è grande;
è cercarsi nel letto la notte,
solo per sapere d’esserci,
è una mano che stringe
e dice ” non aver paura”,
sono sguardi che si parlano,
silenziosi,
sapendo tutto;
segreti a due
ed emozioni condivise.
È quel caffè, bevuto assonnati,
quel gemito di piacere,
quell’angolo di pelle
che sfiorata da i brividi.
È quel modo di dire,
quella cosa che ti da fastidio,
ma non ne faresti a meno mai.
È il viso che invecchia
e  ti fa da specchio,
perché tu sei
in quella piega della fronte aggrottata,
in quell’angolo della bocca che ride.
È il baluginìo
di occhi che non smettono
d essere felici di vederti,
è quella sfumatura di voce
quando dici “ciao”
È quel dolore che
non avresti confessato ad altri,
quelle lacrime che hai visto solo tu.
È quel gesto così quotidiano
e mai scontato.
L’amore è  semplice,
quando è grande.

Lucia Lorenzon, 23 maggio 2017

Dove muoiono le farfalle?

gif di mia creazione

Dove vanno a morire le farfalle?
Dove si disperde
il sontuoso colore,
la polvere magica,
la bellezza che toglie il respiro
(durando il tempo di un respiro)?
Dove muoiono,
portando con sé
il fruscio della meraviglia,
e l’incanto della fragilità
che si fa sogno?
Creature ammaliatrici
illudeteci,
dolcemente,
che la bellezza non muore.

Lucia Lorenzon, 21 maggio 2017

La gif è mia, risultato ancora molto “acerbo” ma mi piace far esperimenti.