Archivio | marzo 2018

La mia “non festa” del papà

Se non si ha la fortuna di essere amati da un padre, totalmente, senza riserve, anche con spigolosità e scontri, ma sempre, si farà i conti con questa assenza per tutta la vita.
E purtroppo ci si farà male e si rischierà, spesso, di far male anche a chi nella vita ti è vicino.
Sai…”papà” ( quanta fatica chiamarti così)
ho sognato un abbraccio paterno tutta la vita. Ho sognato di poterti chiamare quando ero triste, quando mi sentivo delusa, quando avevo paura.
Ho sperato che il mio essere così brava a scuola ti rendesse fiero, che la mia bellezza ti rendesse orgoglioso.
Avrei voluto chiamarti quando ho fatto degli incidenti o quando mi sono trovata al buio e al freddo con una ruota a terra o la caldaia rotta.
Avrei sognato una spalla su cui piangere un abbraccio in cui rifugiarmi, la semplice possibilità di dire ” mi aiuti papà”.
Ma tu ti sei fatto inghiottire dall’ alcolismo e hai devastato la mia vita per decenni.E io ti sono stata, emotivamente, il più lontana possibile Mi sono persa in mille modi, nell’ anoressia, nella bulimia, nella tristezza.
Mi sono persa in amori sbagliati, talmente priva del tuo amore da cercarlo ovunque. Talmente sulla strada sbagliata da dare a mia figlia un padre che l’ ha rifiutata, non l’ha nemmeno riconosciuta, eppure ho mille volte pensato che è meglio non averlo un padre che vivere costantemente la tristezza di una presenza/ assenza.
Ora sei vecchio, con un cuore molto malato, hai smesso di bere, ma è avvenuto tutto troppo tardi. Non sento calore, non sento stima verso di te.
Un freddo perdono in qualche modo te l’ ho dato lo stesso. Eri una persona fragilissima psicologicamente, ma purtroppo la tua debolezza è diventata in modi diversi la mia.
Solo una dovuta riconoscenza: al nonno degno che sei stato, e sei, per la mia bambina, da lei ti sei fatto amare.
Un riscatto, in qualche modo, sul finire della vita, almeno quello, lo hai saputo cogliere.

Lucia

P.S.

Un grazie ad un uomo speciale, che pur non essendomi padre mi ha fatto “assaggiare” quanto deve essere bello poter contare su un amore paterno. E ha guarito anche profondissime ferite. Facendo gli auguri a lui li faccio a tutti i papà degni di questo nome.

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Tempesta

È solo un momento,
è solo un momento;
una terribile raffica di vento,
una tempesta,
in parte annunciata,
ma peggio, davvero, di quella pensata.
E tutto al di dentro fa un forte rumore,
il cuore che batte, contando le ore.
Sospesi, straniti, tra l’ appena ieri,
e l’inquieto oggi di domande e pensieri.
“Com’ è che stai?” ti chiedo ogni giorno,
e in silenzio ti dico sempre “buongiorno!”
E so che è difficile lo sia per davvero,
ma non posso non sperarlo, è augurio sincero.
Non posso aiutare in questa battaglia,
mi sento impotente e il cuor mi si taglia,
perché Tu fai parte di questo mio cuore,
la tua serenità è mia, e mio il dolore.
Vorrei esser magica, una strega, una fata,
poter appianare questa strada in salita.
Non posso far niente, ma passerà la tempesta,
ci sarà nuova quiete e cuori di festa.
Intanto tengo tra le mani il tuo viso,
cercando comunque di farti un sorriso.
Perché la tua forza, generosa e vera,
saprà ritrovare la primavera.

Lucia Lorenzon 16 marzo 2018

Ti aspetto

Ecco la mia pubblicazione mensile sul blog “Caffè letterario”; ancora amore, già, ancora, forse rischiando la monotonia, ma di certo è ciò di cui meglio mi riesce di parlare.
Buona lettura.

Caffè Letterario

Io sono qua. E ti aspetto.
Un giorno, un mese, cent’anni, una vita e anche oltre.
Io aspetto.
Perché l’ amore me lo hai insegnato tu. Perché tu mi hai insegnato la tenerezza, la comprensione, la pazienza e la mancanza di egoismo di chi ama davvero.
Tu mi hai stimata, mi hai sostenuta, mi hai accolta, mi hai aiutata.
L’ amore me lo hai insegnato tu.
Quell’ amore per cui faresti qualunque cosa, quello per cui non esiteresti a sacrificare la vita.
Quello per cui improvvisamente il buio diventa luce, l’ infelicità felicità, per cui la sopravvivenza diventa vita da vivere, e speranza, e sogno.
E allora aspetto; un giorno, un mese, un anno, una vita, e oltre.
Aspetto la tua voce che è carezza nel mio cuore e nella mia mente. È quiete e allegria.
Aspetto i tuoi occhi, per cogliere la bellezza che mi hai insegnato a guardare…

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Desiderio

Disegno di Frida Castelli

Pensava di averlo conosciuto il desiderio.

Non ne sapeva nulla invece. Non immaginava neppure cosa fosse davvero, prima di incontrare lui.

L’ urgenza, la ferocia, la felicità, lo struggimento.

Inutile dissertare sul sesso senza amore. Sì, sì esiste, ma non potrebbe mai arrivare a certe vette, a certe incomparabili vertigini.

L’ intimità, la familiarità, la conoscenza, si racconta, che tolgano, appannino; oh che errore! Se lo fanno non sono piene, non sono totali, non sono “tonde”.

Un corpo amato è emozione infinita. Un corpo conosciuto offre odori, essenze, rumori, suoni che sono la colonna sonora di un amore.

Sapere che, quel punto, sai solo tu che toccandolo la farà tremare. Sapere che sei solo tu a poter avere, sulle tue dita, certe segrete umidità.

Sprofondarsi dentro. Occuparsi. Possedersi.

Io te, tu me. Senza dimenticare niente.

Sapendo che nulla è proibito. Sfinirsi per ore, o consumarsi d’ urgenza. Dondolare tra crudezze da film hard e il miele di una vignetta di Peynet. Orgasmi morti in un grido, o accoccolati in un gemito.

Io e te.

Dimentichi di essere due riusciamo a diventare un unicum. Un dio mescolato, perfettamente felice.

Ci guardiamo, sapendo.

Ci sfioriamo, sapendo.

Giochiamo, viviamo, soffriamo.

Insieme, ogni maledetto, meraviglioso, giorno.

E sappiamo.

Sappiamo di quel Dio che ha la nostra pelle e il nostro amore in gola.

Lucia Lorenzon, 11 marzo 2018

Verrà un giorno nuovo

Verrà un giorno nuovo, verrà, per questo impasto di cuore dove si confondono le strade, dove i sorrisi a volte cedono alle lacrime, e i battiti rallentano; così pieno di tutto che trabocca, di paure e felicità, di sogni immensi e immensi burroni, di delusioni mai risarcite e di tanto amore. Verrà un giorno di sole, verrà la pioggia, la neve, spunterà l’arcobaleno ad est. La luna comanche tingerà di rosso il cielo e lui batterà, guardando le stelle e sospirando desideri proibiti e bellissimi.
Verrà un giorno nuovo, dove la nebbia, magica, giocherà a far intravedere quella sagoma amata, non la raggiungerà, ma saprà che è lì davvero, ad aspettare il compiersi del tempo.
Verrà un giorno nuovo di suoni e colori, di poesie che non possono non nascere, di baci segreti. Baci di un cuore a un cuore.
Sì, verrà un giorno dove tutto si potrà sentire in questo impasto di cuore.
Basterà che metti il palmo della tua mano lì, tra il mio seno, un poco a sinistra, e saprai ciò che è avvenuto. Ogni cosa.

Saprai di me. Saprai di te. ©LuciaLorenzon, 3 marzo 2018