Archivi

Il sogno e la realtà

In questa assolata domenica d’ agosto eccomi al mio appuntamento col blog “Caffè letterario”, tra sogno e realtà 😃
Ovunque siate buona lettura.

Caffè Letterario

Non so dove il sogno infranga le regole e si faccia realtà;
dove la fantasia prenda forma,
i voli planino,
le stelle cadute realizzino desideri,
gli eroi si facciano uomini.
So che accade,
accade in
vite,
giorni,
istanti che diventano
radice portante di una esistenza,
linfa vitale.
So che la realtà sfida feroce
il potere del sogno,
ma che esso saprà sempre vincere,
se nutrito di fede assoluta,
come in un dio guida.
Non so il momento in cui
accade
le regole, o il destino,
cui si piega o sfugge, ribelle.
So che il mio sogno
si è fatto vero nella tua voce,
nella tua mano che ha preso la mia,
nella mia che non la lascerà più.
Ora siamo insieme in viaggio;
ci appartiene l’eterno.

Lucia Lorenzon 5 agosto 2018

View original post

Annunci

Come un figlio

Lo amava. Più di quanto potesse lei stessa immaginare.

Lo amava come un figlio, anche se non le era figlio.
Un uomo tanto amato quanto un figlio; con lo stesso desiderio che fosse felice, che fosse sereno, con la stessa consapevolezza che pensava potesse appartenere solo ad una madre: “farei qualunque cosa per proteggerti, perché tu non soffra, perché tu non abbia a patire, persino soffrire al posto tuo”.

Cose che non si possono fare, ma si possono provare.

Non lo diceva.

Sapeva che un amore così sarebbe stato criticato, considerato eresia, follia, ossessione.

Sapeva che una donna, che diceva di amare un uomo in questo modo, sarebbe stata criticata, perché la maternità non è considerata paragonabile a nulla. No, non lo era, per molte cose; ma l’ amore sì.

L’incanto dell’ incontro con qualcuno cui sai di appartenere, il riconoscimento di una parte di sè, la certezza di un amore che non può avere fine.

Lei riteneva che gli amori veri fossero così.
La prima volta che vedi quegli occhi, sai che sono l’ unico specchio che vorrai, che siano venuti dal tuo grembo o da quello del destino.

Lei li amava così: il suo uomo e la sua creatura. Così incredibilmente simili: col cielo negli occhi e l’ ottimismo nel sangue, per volare ovunque i sogni li portassero.

Due orsi famelici di cibo, tanto quanto lei si cibava distrattamente e per dovere.

Due anime sognatrici e curiose. Due artisti della vita capaci di pennellate rivoluzionarie.

Due amanti della natura in ogni suo aspetto.

I suoi amori.

I miracoli della sua vita.

Per cui fare qualunque cosa.
Per cui imparare anche a sopportare di non non poter far niente, se non continuare ad amarli.

Sempre.

Lucia Lorenzon, 5 aprile 2018

Senza nostalgia

Non aveva nostalgia

di un tempo non suo

quando doveva essere felice,

ma la vita sferzava,

impietosa,

modellando la bellezza

in perenne malinconia.

Non aveva nostalgia

di quei luoghi conosciuti,

e freddi fino alla crudeltà,

che le facevano serrare i denti

e resistere, come solo

chi si crede fragile può resistere.

Non aveva nostalgia

della giovinezza perduta,

e del lungo cammino

che allora le restava,

per osare sperare.

Non aveva nostalgia

di sé, né degli altri,

abitanti di una prigione

cui si stava abituando.

Il cammino si è fatto più corto

ma lungo il tragitto fioriscono le viole

e lei ha nuovi occhi

per guardarle.

L’ aria ora la carezza, e sa di buono.

©Lucia Lorenzon, 25 gennaio 2018

49 anni domani, 17 dicembre

Arriva il mio compleanno…

confesso un poco di affanno.

La cifra è di quelle importanti,

quarantanove comincian a esser molti.

Chè poi ve la dico tutta,

Il quattro davanti ancora aiuta,

al prossimo la faccenda sarà più ardita,

guardarsi allo specchio e vedere

le tracce di mezzo secol di vita,

(e molta in grande salita).

Mi guardo e mi faccio un sorriso,

che è sempre la cosa migliore,

si possono persino amare

le rughe che raccontan d’amore,

di risate gioiose e sonore,

o di lacrime di battaglie infinite,

ma mai dichiarate perdute.

E allora auguri a me stessa,

di sogni ancora da fare,

di speranze che non posson morire,

di desideri da poter esaudire,

di amore da ricevere e dare.

Un soffio forte e coraggioso

al tempo che pur vola via.

E buon compleanno Lucia!!!

Lucia Lorenzon 16 dicembre 2017

Sempiterno Natale

Come le luci,

di un sempiterno albero di Natale,

ti sei acceso per me.

Luci senza intermittenza,

ferme e calde,

a togliere gli aghi

del più pungente freddo.

Colorate, come i giorni

che mi hai dipinto addosso.

Suggeriscono sogni,

sussurrano speranze,

insinuano desideri.

Non per un giorno

è festa con te.

Non un solo giorno

si nasce.

Mi hai messa al mondo,

e rimessa mille volte.

Mi brilli nel cuore

perché sia miracolo,

perché sia quotidiano Natale.

Lucia Lorenzon, 10 dicembre 2017

* immagine digitale di mia creazione

I miracoli della vita

Io, settembre 2017

Non dovremmo mai dare ai miracoli una connotazione religiosa, nè pensarli come eventi così rari, o legarli, automaticamente, alla salute. Credo abbiano sempre però contenuto in sé lo stupore e il senso di “incredibile” per un accadimento inatteso; e  sempre portatore di cambiamenti, profondi, interiori soprattutto. Eventi che cambiano prospettiva, angolo di visione, che, sempre, portano speranza. Non necessariamente soluzione, ma speranza sempre, e momenti di emozione, serenità vera, felicità. Un miracolo a volte è un incontro. Una persona. Un sentimento e una forza sconosciuta, di cui non ci si sapeva capaci. Un viaggio fuori o dentro di noi.  Un miracolo è qualcosa di positivo, così grande da segnare un prima e un dopo in un’esistenza.

E quando capita lo riconosci.

Lucia Lorenzon 7 ottobre 2016

Un pensiero scritto un anno fa, che riconfermo in toto.

Danzando sotto la luna

Era uscita di nuovo in giardino, con gli soli slip addosso, la luna era quasi piena, la giornata era stata ancora tanto calda da far sì che la notte potesse stare fuori così. Pochi minuti, le braccia in alto, un giro su sé  stessa, un respiro profondo. Uno sguardo alla luna. 

Si sentiva un poco strega, seppur sorridendo del suo stesso pensiero.

Non era facile stare senza di lui. Non stava bene.

Quell’ estate era stata odiata da molti per il caldo; eppure dentro di lei, nonostante le zanzare, la malinconia, la debolezza datale dal ciclo fortissimo, dentro di lei era contenta di aver avuto quell’estate di sole feroce, ma sapeva anche sarebbe stata in qualunque freddo, se lo avesse avuto accanto.

Lo accarezzava, gesti dolci su un corpo lontano.

Non smetteva mai di essere con lui. Mai.

Le streghe sanno essere ovunque.  

Lucia Lorenzon  10 agosto 2017