Archivio | maggio 2015

29 maggio 2015 Saggio di Stella con “Piccolo Coro”

Il look: realizzato e gentilmente offerto dal Salone Delfina (in cambio di foto da esporre) https://m.facebook.com/SaloneDelfina
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L’attestato di partecipazione al primo anno di “Corso di propedeutica e canto corale”

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Locandina della serata

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Foto dalla serata. Purtroppo non un granché. Non c’era un palco o una pedana, molti giochi di luce, e io pur essendo in terza fila col mio macchinino digitale poco ho potuto fare.

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Le piccole

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Bacio finale a mamma

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I maestri

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Ritorno a casa

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Piccola donna che cresce…primi impegni…prime soddisfazioni…ali che spuntano…piano piano…prime prove di volo.
Ti voglio bene.

Mamma tua

Anoressia: le immagini drammatiche di un corpo che non esiste più

Sono stata anoressica, il mio minimo sono stati 39 kg, una forma di anoressia meno grave di queste, ma una cara amica era arrivata a 27. Drammi infiniti. Spesso vuoti d’amore devastanti.

MEDICINA ONLINE

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Anoressia. Una patologia diffusa che getta nella disperazione intere famiglie. A volte difficile da diagnosticare nelle fasi iniziali quando piccole perdite di peso e umore diverso dal solito sono interpretati da genitori ed amici come un fenomeno passeggero e trascurabile. A tale proposito, prima di continuare con la lettura di questo post, vi invito a dare una occhiata a questo mio articolo:

Una vostra amica è troppo magra? Vi insegno a capire se soffre di anoressia

L’anoressia cambia il nostro corpo in una maniera che mai avremmo immaginato. Oggi vi propongo una serie di immagini (e relative storie) davvero drammatiche, sperando possano in qualche modo tenere alta l’attenzione su questo male spesso taciuto.
Attenzione: le seguenti immagini potrebbero urtare la vostra sensibilità

KATE CHILVER

Il 13 dicembre 2011 muore Kate Chilver, definita come il caso più eclatante di anoressia della storia clinica di questa malattia. Si spegne a soli 31 anni con un…

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VORREI ESSERE IRLANDESE

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Ogni tanto dico d’avere colori irlandesi. Capelli rossi…pelle chiarissima…occhi verdi.

Beh, oggi sarei orgogliosa d’essere veramente Irlandese.

Orgogliosa di far parte di un popolo ad altissima componente cattolica che col più democratico dei sistemi, un referendum popolare, ha votato con una netta maggioranza il sí alle nozze gay.

Perché essere cattolico non vuol dire non riconoscere che l’amore esiste anche tra persone dello stesso sesso, perché essere cattolico non vuol dire impedire a queste persone di sposarsi ed avere gli stessi diritti civili di una coppia eterosessuale, perché essere cattolici non vuol dire considerare sempre come “diversi” gli omosessuali, di cui è innegabilmente piena la stessa chiesa.

Perché nessuno è diverso e la religione cattolica ce lo vorrebbe anche insegnare…per poi infarcire di fatto la realta’ di, per me inaccettabili, distinguo.

E laddove l’arcivescovo di Dublino Diarmuid Martin fa una sorta di autocritica : “Ci dobbiamo fermare, guardare ai fatti e metterci in ascolto dei giovani. Non si può negare l’evidenza”, ha dichiarato l’alto prelato alla televisione nazionale irlandese. E ancora :La maggior parte dei giovani che hanno votato “sí” sono il “prodotto” delle nostre scuole cattoliche. Questa è una sfida anche per la Chiesa“(…) “La Chiesa in Irlanda deve fare i conti con la realtà.

Credo la Chiesa dovrebbe fare i conti con la realta’ ovunque, ma la risposta del Vaticano al risultato del referendum irlandese è stata raggelante per me. Cosí parla il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano: “Sono rimasto molto triste di questo risultato, la Chiesa deve tener conto di questa realtà ma nel senso di rafforzare il suo impegno per l’evangelizzazione”. “Credo che non si possa parlare solo di una sconfitta dei principi cristiani ma di una sconfitta dell’umanità”.

Non ho che una tiepidissima fede e non sono praticante, ma so per certo che, anche in Italia, molti cattolici praticanti non sono affatto concordi con le parole di Parolin.

Per quanto mi riguarda l’umanità sconfitta è quella di una Chiesa ostinatamente arroccata su posizioni obsolete che neppure molti suoi fedeli condividono.

Una Chiesa in cui mi riconosco sempre meno.

E credo che ci sia bisogno di molti piú Diarmuid Martin che di Pietro Parolin.

Ma noi non siamo l’Irlanda…Noi siamo l’Italia e il Vaticano “abita” qui.

Onore alla liberta’, alla generosità, e all’umanità del popolo irlandese.

Onore ed enorme rispetto.

Lucia

OGGI DA TUTTO IL MONDO PER IL BLOG MONDONNA (E PER ME)

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Oggi giorno di successo e visualizzazioni da ogni parte del mondo per l’altro blog per cui scrivo, MonDonna, e soddisfazione particolare per le oltre 1200 visualizzazioni date ai miei articoli ( permettetemi un po’ di vanto, il blog non ha neanche 100 followers).
Ma tutti coloro che vi scrivono sono bravi e trattano dei più vari argomenti: arte, musica, erboristeria, poesia, cinema, cyber universe, storia…
Passate a trovarci:

https://redazionemondonna.wordpress.com/

Lucia

STORIA DI CINZIA, CHE NON SARÀ MAI SPOSA

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Cinzia non aveva mai guardato con aria trasognata abiti da sposa.

Sposa non si vedeva, ché quel “per sempre finché morte non ci separi” lo prendeva con tale serietà da non crederla promessa possibile ad una creatura umana e come tale ne rimaneva rispettosamente lontana.

O, forse, nessuno l’aveva portata a crederlo possibile.

Era invecchiata da sola, partecipando a decine di matrimoni che aveva visto fallire, uno alla volta, falciati da stanchezze, tradimenti, incomprensioni, bugie, o forse dalla mancanza di fiducia nella possibilità di farcela, di andare oltre, di provarci ancora.

Era stata anche amante di un paio di uomini sposati, stanchi, arenati, che cercavano “parziali” vie di fuga, mantenendosi aperte tutte le possibilità, senza soffrire, impegnando il corpo e tenendosi il cuore.

Gli uomini  che aveva avuto li aveva amati tanto ma, forse non altrettanto intensamente amata o, forse era troppo esigente, troppo problematica, complicata…
O chissà.

Poi lui…l’incarnazione di ciò che esteticamente non le piaceva, decisamente più grande, un lavoro come tanti, libero.

Tenero, affettuoso, generoso comprensivo, fantasioso.

Alfine perfetto per lei.

Era andata oltre quell’aspetto, quegli sguardi interrogativi per una coppia tanto esteticamente improbabile e lo aveva amato, tanto, con forza, con concretezza, col desiderio di costruzione di una vita, finalmente, a due.

Lui l’aveva sostenuta, aveva supportato le sue speranze, colorato i suoi sogni.

E si vedeva, ora sì, non più giovane, sposa, sposa che attraversa le navate di una chiesa, per dire, incredibilmente, all’uomo che l’avrebbe attesa all’altare: “per sempre, finché morte non ci separi”.

Poi…Come una bolla di sapone tutto era svanito.

Svegliata da un sogno che le aveva invaso il cuore, svegliata da un’improvvisa fragilità che aveva solo colto ma non capito, o confuso con sensibilità estrema.

Nulla più possibile, nulla più realizzabile, l’amore che non scende a patti con la realta’.

Umano, troppo umano.

Resterà il ritratto di una sposa, sulla soglia di quel “per sempre” a cui non crederà  più.

“Se non ci fossero i miei figli…”

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Dipinto di Steve Hanks

Parlavo pochi giorni fa con una mia amica, fa l’avvocato ma il lavoro ormai è ridotto al lumicino e poco lavora anche il marito.
Mia coetanea, ha sempre fatto una vita brillante e felice, prima gli studi poi un lavoro appagante, buoni guadagni, un matrimonio felice, i viaggi, i figli…Ricordo ancora una sua frase di anni fa: “io non so come affronterei seri problemi, perché in realta’ non ne ho mai avuti “.
Ora le difficolta’ lavorative, un susseguirsi di problemi e lutti familiari e quella frase: “L’unica cosa bella sono rimasti i bambini, se non ci fossero loro…” ( una ragazzina dodicenne e un bambino di nove).
Questa frase negli ultimi tempi me la sento ripetere spessissimo da tanta gente “Se non ci fossero i miei figli…” e spessissimo la penso anche io.
In questi tempi bui, sia collettivi che personali, sempre piu’ ci si rende conto che la salvezza propria e dell’umanita’, la motivazione piu’ radicata per continuare a combattere, a cercare di risolvere, aggiustare, se possibile migliorare le cose ( si tratti di problemi di salute, economici, psicologici o quant’altro) sta nelle creature che abbiamo messo al mondo; e nel momento in cui le mettiamo al mondo, abbiamo fatto un atto di speranza, piantato un seme di fiducia nel futuro che potrebbe diventare il nostro punto di forza per il resto della vita.

Già...” Se non ci fosse mia figlia…”

Lucia