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Esattamente 7 anni fa…

Non tutte le madri sanno il giorno preciso del concepimento del proprio figlio. Io che, madre, mi avevano detto non sarei mai stata, io lo so.
So che era un 22 settembre sera di sette anni fa.

Non vedevo tuo padre da oltre un mese. Una sera di settembre che aveva ancora il tepore dell’estate, come la doratura della mia pelle, solitamente candida.

Eravamo sbagliati insieme io e lui.

Sbagliatissimi.

Un amore a senso unico.

Da me a lui senza ritorno.

Un legame che non doveva nascere e non sarebbe dovuto durare.

Invece ebbe fine solo quella sera.

La sera in cui un errore, l’unione di due errori, ha concepito la piu’ giusta delle cose: la tua vita.

Una vita di cui ho avuto paura, ma che avrebbe prevalso su tutto.

Tu hai scelto d’esserci quella sera di sette anni fa.

Hai scelto me.


Lui non c’è mai più stato.


Io ci sono.


Tu ci sei, Stella ❤


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Una figlia solo mia

Stella, 12 settembre 2016, primo giorno della prima elementare.

Il tuo negozio vende i buoni mensa per la scuola.  Entro a comperarne col mio bel foglietto dove serve il timbro del commerciante, e la cui compilazione a fine anno da diritto alla detrazione fiscale del 19% sulle spese mensa.
Mi chiedi: “i buoni per l’asilo?” 

Ti è sfuggito il particolare, che sa chiunque, in questo microscopico paese, che Stella fa la prima elementare. Solo che tu sei suo padre. 

E questo è un “dettaglio” che oramai sfugge non solo al tuo ma anche al mio pensiero.

Non penso più che tu manchi nei momenti importanti. Non ti mando più messaggi come il giorno che é nata o foto in qualche momento significativo, perché caduti sempre in un silenzio assordante. Ha smesso di importarmi. Forse si può pensare che scriverlo significhi qualcosa di diverso invece no, é così. Ha smesso di dispiacermi. Di farmi rabbia.  Stella di te non ha nulla. Nemmeno nei tratti fisici. Nulla. 

Come me la fossi fatta da sola. Una partogenesi. 

L’errore non sarà mai lei, così capitata per caso, ma l’averle dato te come padre. Un giorno glielo dovrò spiegare e dovrò dirle che ti amavo, anche se non so assolutamente piú il perché. Quanto si può essere vuoti d’amore per cercarlo dove c’è il vuoto assoluto.

Stella resta un legame indissolubile, ma se non fosse per lei, che un giorno avrà bisogno di sapere chi sei, tu saresti nel più totale oblio.

STELLA, LA GITA, LE RIFLESSIONI…

Stamattina  sei partita per una  gita. Non la prima, ma la prima con pranzo  al sacco che  prevede rientro intorno alle 17. Sei felice. Tu sei una bimba serena con tanti momenti di autentica felicità. Socievole, per nulla timida. Sei intraprendente. Sei oppositiva, se ti senti imposto qualcosa che non vuoi fare. Litigiosa, capatosta, combattiva seppur sensibilissima. Nonni ti guardano “impauriti”, nonna soprattutto dice: “ma se è così adesso come sarà fra qualche anno?” Vedendo in te tratti di una “ribellione” che è troppo simile al mio carattere da adulta. A quel mio modo d’essere che non hanno mai sopportato. E quando li sento dire che “non sei stata brava” o “non sei stata ubbidiente” io ne sono solo felice. Tu non devi essere brava e ubbidiente. Devi essere una bambina e sei splendida cosí. Non come la tua mamma da bambina. Un soldatino mite ed infelice che già a 6 anni aveva manifestato evidenti e trascurarati segni di disagio. Timida, insicura, impaurita da non si sa bene cosa. Io ho avuto i tuoi nonni come genitori. Ed è stata durissima crescere con loro. Tu li hai come nonni e hai me come madre. La mia presenza pur tanto ostacolata dal dolore fisico ti ha dato una sponda di libertà, di accettazione, di apprezzamento, di tenerezza, di empatia che ti sta facendo crescere molto più serena di me, pur non avendo tu il padre. E ne vado fiera.Fierissima.

Spero tu continui a crescere così.

Buon Compleanno Stella! ❤

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Stella, 29 maggio 2016

6 anni cucciola, 7 giugno 2016, 6 anni con la febbre e i propositi di festeggiamenti all’asilo saltati, e tu già in mente ti eri organizzata tutto: le bottiglie di aranciata, i succhi, le torte, i biscotti…E’ l’ultimo compleanno all’asilo e ne parlavi con la gioia negli occhi. E poi c’era quello da fare a casa, con la tua originalissima lista di invitati, che prevede una mescolanza, alla pari, di bimbi e adulti cui vuoi bene. Da fare all’aperto, come tutti gli anni, ché di solito il tempo ci ha graziato. Non ha praticamente mai piovuto il giorno del tuo compleanno. Come non pioveva il 7 giugno 2010. Quel giorno improvvisamente era scoppiata l’estate, laddove fino a pochi giorni prima sembrava un perpetuo autunno.
6 anni, ormai, da quel giorno in cui ci siamo incontrate…Tu, uno scricciolo sanissimo nonostante i tanti rischi paventati, io una mamma sola, con la confusione nella testa perché reduce da un cesareo in anestesia generale e una dose di morfina per gestire il dolore.
Eri piccolina, scura e tostissima. Lo sei stata dal giorno in cui sei stata concepita, ne sono certa. Ti sei scelta una strana madre sola, non piú giovane, con tante difficoltà.
Ma tu hai deciso così. Mi piace pensarlo.
Hai deciso che la tua venuta al mondo doveva essere voluta tanto da affrontare ogni difficoltà, fino a che avresti visto la luce. E così è andata.
I problemi incontrati dopo la tua nascita mi hanno fatto sentire spesso una madre inadeguata, incerta a volte persino del suo stesso amore, ma tu mi hai sempre guardata con dolcezza e amore.
Ora sei alta e bionda, sempre tosta, ma anche sensibilissima. Intelligente. Bella come poche.
E sei lí col tuo innato ottimismo sfinita dalla febbre alta, senza lamentarti mai, a dire: “Festeggio un altro giorno”, annusando la crostata già preparata per l’asilo. Perché tu sei così…delle situazioni e delle persone vedi sempre il lato migliore. Sempre. E spero così rimarrai.
Il palloncino gigante col numero 6, che ti regalo per tradizione, febbre o non febbre, ci sarà. Mamma lo ha comperato, fucsia…il colore che ami tu. Quello che dici un giorno ti farai pure nei capelli.
Sarai sempre uno spettacolo Amore.

Buon compleanno Stella.

La tua mamma

La mia fatica di esserti figlia

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Io e mia madre

E in questo tripudio d’auguri io ho faticato a farteli, mamma, faticato enormemente. Distanti come mai, guardo foto lontane e ci vedo una bellezza che non è fiorita, una speranza che non si è avverata.
Mi avrai amata a modo tuo, ma io non l’ho percepito che in qualche istante…attimi di vita troppo brevi per l’amore che dovrebbe essere il più grande.
Nonché addolcirti il tempo ti ha indurita, ma ha indurito anche me. Resta il dolore per una madre che non ha provato a conoscermi, che non mi ha protetta da mio padre, la mia incapacità di un vero perdono. Resta la consapevolezza che farò comunque il possibile se ora, invecchiando, avrai bisogno di me. Tu da un punto di vista pratico, logistico, economico, lo hai sempre fatto, e di questo sono di certo grata seppur tutto è stato avvolto di freddezza.
E grata ti sarò sempre per esserti occupata tanto della mia bambina, di occupartene, con una dolcezza e un calore faticosi anche con lei, ma pur sempre almeno visibili e percepibili.
Non ho imparato l’amore più grande da te.
Me l’ha insegnato una bambina…me l’ha insegnato un uomo.
Ecco…Anche di questa vita che mi hai donato, seppur complicatissima e a volte molto dolorosa, ti sono pure grata.
Una vita in salita ma che ha permesso due grandissimi incontri che la valgono tutta. Per sempre.
Con un piccolo fiore giallo ti ho fatto i miei auguri. Ti ho dato un bacio. Sapevo che dopo pochi secondi ti saresti ritratta.
Non hai mai saputo abbracciare.
Ma io ho imparato lo stesso.

Auguri mamma.

Le mie mani…le tue mani

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Lucia e Stella Lorenzon

Le mie mani.
Le tue mani.
Io ho generato le tue.
Tu hai plasmato le mie.
Le hai portate sul mio grembo, quando ancora il tuo cuore batteva dentro di me, a rassicurarti, le hai condotte sul tuo piccolo corpo, ad accudirlo, sul tuo bellissimo volto, ad accarezzarti.
Me le hai strette con fiducia totale.
Me le hai appoggiate addosso con la consapevolezza innata che io sono tua. Totalmente tua.

Nessun “possesso” é più vero e nessuno così giusto.
Io sono tua.

Tua madre