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Viaggio fotografico tra i vecchi borghi dell’Alta Marca Trevigiana: 1) NOGAROLO

Benvenuti alla scoperta degli antichi borghi dell’alta Marca Trevigiana, quelli che non fanno parte dei “borghi più belli d’Italia” (ne abbiamo due anche in provincia di Treviso) ma sono, ugualmente, bellissimi.

Caffè Letterario

Tutte le foto sono mie.

Nogarolo è un piccolo borgo, una frazione della Tarzo “più profonda”, nella parte nord della provincia di Treviso, recentemente diventata patrimonio unesco per i “colli del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene” (anch’io abito in queste zone, Nogarolo è a una dozzina di km da me), che ha mantenuto alcuni elementi caratteristici, che lo rendono per alcuni aspetti persino più esclusivo rispetto a quei borghi che vengono frequentemente celebrati per la loro bellezza.

Passeggiando sulle strade, salendo le gradinate che dalla piazza portano alla chiesa, Nogarolo appare come un paese d’altri tempi: silenzioso e circondato da boschi e alture, tipiche architetture rappresentate da vecchi edifici con portici e fontane. Molte case sono abbandonate o in vendita, altre sapientemente ristrutturate.

Tutte le foto sono mie, buona passeggiata a Nogarolo, Lucia.

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L’ARIA DI DOLLE (da “Conglomerati”)di Andrea Zanzotto

Foto di Lucia Lorenzon

In basso e basso e basso lungo la stretta valle di curve e curve e curveil tenebroso innamorato verdeche scava, bolle, eppure scorrein mille nomi di …

L’ARIA DI DOLLE (da “Conglomerati”)di Andrea Zanzotto

Fiori dentro

Io, tra i fiori di ciliegio, 2 aprile 2017

Ci sono fiori
che nascono nel cuore.
Il loro profumo
arriva da dentro.
La loro bellezza
si scorge negli occhi,
che, pudici,
si chiudono,
a gelosa difesa.

Lucia Lorenzon, 2 aprile 2017

Fragilità 

Foto di Lucia Lorenzon


Ancora un attimo
prima di lasciarti.
Ti sono stata figlia,
nutrita
e superba di verde.
Cado, ora,
Diventando io
 _ai tuoi piedi_
cibo
per la vita che verrà.
Della mia estrema fragilità
nulla andrà perso.

Inverno innamorato

“Arriva l’inverno” foto di Lucia Lorenzon

Ti toglie l’inverno
Gli ultimi lembi
Del tuo vestito giallo.
Cadono lievi ai tuoi piedi, 
Scoprendo braccia
E dita protese verso il cielo,
Svelando segreti,
Nidi vuoti
Che han protetto vite,
Forme inattese.
Non pensare ti vìoli l’inverno.
Ti vestirà con collane di brina
Ti regalerà cristalli di ghiaccio
Ti coprirà con bianchi manti di neve.
Custodirà, innamorato,
La vita che ti scorre dentro.
Veglierà sul tuo riposo,
Aspetterà con te
Il tuo sorriso a primavera.

Solo tu

Selfie con leggero effetto “oilpainting”

Solo chi ti conosce davvero. 

Chi ti ha visto e non solo guardato.

Chi ti ama nonostante tutto

Sa leggere l’anima in fondo ai tuoi occhi

Sa ascoltare  anche i tuoi silenzi.

Sa rispondere alle domande che non sai fare.

Sa capire la tristezza in un sorriso 

Il disagio in un gesto sfuggito.

La felicità profonda di certe lente lacrime.

La felicità è…un cappellino

Nel vasto mondo degli accessori femminili la mia passione va, più che a scarpe e borse, a cappelli ed orecchini. Complice il fatto che la mia schiena dopo la gravidanza non mi permette piú tacchi 12, né 10, né 8 e che le borse han comunque prezzi che non mi posso permettere, restano questi due oggetti del desiderio.
Degli orecchini, lunghi e di ogni foggia e colore, vado matta fin da ragazzina ( unico limite il nichel presente spesso anche nei “nichel free”), la passione per i cappelli  (ma anche berretti in inverno) è più recente, ma grande.
Ahimè i limiti economici e le necessità di spese in voci meno “leggere” non mi permettono che acquisti sporadici di questi “beni di conforto per lo spirito” (con gli orecchini è più facile, se ne trovano a pochissimi euro).
Ma poi Qualcuno (sì con la Q maiuscola) decide che ti fa un regalo…e la tua testa dove va? A cercare un cappello da metterci sopra naturalmente.
E ti senti felice come una bimba con un giocattolo nuovo.
Perché la felicità è così, sorprendente, inattesa. La felicità può essere ovunque, e assumere qualsiasi sembianza, anche quella di un cappellino.

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Benvenuto Aprile! (filastrocca)

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E venne aprile
Col suo incedere gentile

Adornato d’alberi fioriti
Margheritine e tarassaco nei prati

É ormai certa la primavera
E più lunga si è fatta la sera

La pioggia che pur cade
Il cuore non pervade

Lo senti sulla pelle
Che ormai l’inverno è alle spalle

Anche i merli neri
Cantano sol d’amore e desideri

É tutta sveglia la natura
E’ cominciata la nuova avventura

Di questo mese che pur bizzoso
Sa _come il suo pesce_ esser sempre   
                                          spiritoso

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Alberello fiorito sul retro di casa mia