Archivio | luglio 2018

Così

Immagine di Frida Castelli

Ti amo così
col cuore tra le mani,
svelata.
Nuda e imprudente;
esposta, folle.
Sento le sfumature della vita
addosso,
ogni minimo refolo di vento,
ogni variante di colore,
l’ ondeggio della tua voce
quando l’attraversa un attimo inquieto.
Nel cielo dei tuoi occhi
colgo il soffermarsi di una qualunque nube.
Un lieve profumo d’arancio
mi racconta la fiaba della tua pelle sulla mia.
Le mie labbra umide
trattengono il sapore della tua bocca calda.
Ti amo così,
senza trame e ritrosie,
senza strategie;
Ti passeggio dentro,
scalza.
Hai le mie impronte nel cuore.
Cucciola e fiera, ti segno mio.
Ti amo così
come regalo d’ amore
ma di te mi nutro e vivo.
Ti amo così, senza ritegno e pudore,
senza riconoscere confine,
senza vedere barriera
Così come solo io so.
Così, come solo tu puoi essere amato.

Lucia Lorenzon, 29 luglio 2018

Portami

Eccomi a ribloggare la mia pubblicazione mensile sul blog ” Caffè Letterario.”… Buona lettura (e buone vacanze a chi è in vacanza!).

Caffè Letterario

immagine di Frida Castelli

Portami laddove non esiste il tempo;
fosse solo un attimo,
dammi l’eterno in regalo.
Fammi incorniciare
il fotogramma di noi,
insieme.
Sempre.
Voglio poggiare la mano
sul tuo volto
e le labbra sulle tue,
una carezza senza termine,
un bacio infinito.
Ti guarderò, poi, negli occhi,
persa nel tuo cielo
senza voler ritrovarmi.
Esploratrice inesausta d’azzurro.
Ti dirò che ti amo,
dentro quel bacio, facendone sigillo.
Portami,
a incorniciare
l’ indissolubilità di due anime,
da sempre esistite per trovarsi,
e riconoscersi.
Portami, Amore.
Portami.

Lucia Lorenzon, 11 luglio 2018

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“Casa” è dove sta il cuore…

immagine di L. Jover

Non aveva una casa. “La casa è dove sta il cuore”, dicono. Era maledettamente vero. Non c’erano mura, camini, angoli familiari, profumi, vecchie coperte, persone, paesaggi, animali, che la facessero sentire a casa in quel luogo.
Lì la sua anima non riposava, non era mai davvero felice, non si riconosceva in nulla.
Nemmeno nei volti che l’ avevano accompagnata lungo tutta la vita.
Non sentiva di appartenere a nessuno, neanche a sé stessa.
Non fino all’ incontro con Lui.
Le persone diventano casa. L’ unica possibile.
Diventano nido, diventano focolare, diventano appartenenza, diventano pace.
Le sue braccia erano le sue mura .
Il suo odore era l’unico che avrebbe riconosciuto ovunque.
I suoi occhi erano il suo soffitto e il suo cielo.
Il battito del suo cuore una ninna nanna antica.
La sua voce la carezza mancata di una madre.
Il suo corpo la sua coperta calda.
Una lama le si era sfilata dal cuore, riconoscendolo: l’ unico pezzo di un mosaico universale che si incastrava perfettamente con lei.
L’ incarnazione di ogni forma d’ amore che le era mancata.
Un uomo /madre
un uomo/figlio
Un uomo/amante
Un tutto. Un perfetto cerchio d’ amore.
Un grido, un canto, un sussurro, un fiato.
Il senso di una vita.

Lucia Lorenzon 4 luglio 2018