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Covoni di fieno

Non ho nostalgia
di un un’infanzia mal posta
in un luogo ancora antico,
e greve di regole
che la mia anima, fragile,
non sapeva portare.
Mi sono fuggita dentro,
senza sapere come sperare,
facendomi carezze
coi sogni,
alfine troppo grandi,
per non farmi male.
Ho attraversato un buio cammino
per arrivare in questo tempo.
Sono nata da poco.
Di quei giorni antichi
salverei i covoni di fieno,
ora desueti,
dove avrei voluto esser
non bimba
ma giovane donna, per te,
per ridere
e giocare a nascondermi,
e poi baciarti, lungamente,
sotto un sole ancora felice.
Non sapevo esistessi,
eppur mi mancavi.

Lucia Lorenzon, 18 luglio 2019

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Fede d’amore

Una riproposta… scritta nel 2017

Caffè Letterario

Ripropongo dei versi scritti nel 2017 e già pubblicati nel mio blog personale, non credo di averli pubblicati qui e non avendo scritto in tempo nulla di nuovo, spero apprezzerete ugualmente.

Ho fatto del mio corpo
un tabernacolo
a custodia del tuo.
Ogni angolo violato
chiuso da maldestre cicatrici,
e annebbiati ricordi,
l’ho riaperto
per darlo a te.
Tutto è diventato tuo,
cancellando
ogni indecente prima.
La mia carne
profuma di te,
la mia anima di te racconta.
Ho ricordi nuovi
a partire da noi,
allargatasi a ridipingere
un passato dolente,
e radici di un futuro
che non avrà fine.
Abbiamo fatto del nostro amore
un’ incorruttibile fede,
che sente anche quando non vede
e di ogni amplesso
una laica preghiera,
un danza di ringraziamento
ad un dio che ci ha concepiti insieme.

Lucia Lorenzon, 8 marzo 2017

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Mi parlano di te

Ho ascoltato il vento,
il canto delle balene,
l’ ululato dei lupi
innamorati della luna.
Ho ascoltato un pettirosso,
sul ramo di un abete, adornato di neve,
le foglie scricchiolanti d’autunno,
le cicale, sfrenate,
cantare la loro felicita all’estate,
e le rondini
salutar la primavera.
Ho sentito tuoni
rombare del loro non poter vivere,
senza il saettare dei fulmini,
e stelle tremare, silenziose,
per far brillare il loro cielo.
Ho colto il brusio delle api,
che suggevano i fiori;
lo sconsolato infrangersi delle onde,
che sempre tornano a baciare, nei secoli,
l’amata riva.
Infiniti suoni d’amore,
ma, tutti,

tutti,

mi parlano di te.

Lucia Lorenzon, 6 luglio 2019

illustrazione di Ess_illustrator

Vi chiedo il voto per una poesia…

La poesia che segue partecipa ad un concorso, se vi piace, se vi va, potete votarmi aprendo il LINK che lascerò dopo la poesia stessa e poi su “ACCEDI E VOTA” seguendo le semplici istruzioni, si può votare per sei giorni a partire da oggi, grazie comunque, in ogni caso.

Se mi hai amato tu,
viaggiatore tra visioni e sogni,
inesausto cantore di bellezza.
Tu,
col mare negli occhi
ed ardite vette nel cuore,
creatura di felicità e stupore,
che hai sempre sorriso al mondo.
Tu,
tanto amato
da mai sentirti vuoto,
forte e potente,
libero.
Tu,
incantatore incantato,
tenero e furente,
che muti le carezze in fuoco
e il fuoco in dolci magie.
Lucido e folle
mai sazio di conoscenza e vita

in costante ricerca,
senza fine e confini.
Se mi hai amato tu,
dovevo avere in me
un soffio di irrinunciabile,
un colore aggiunto,
una piccola poesia,
un’ emozione nuova.
Qualcosa di mai visto.
Sì,
se mi ami tu.

Lucia Lorenzon

questo il link da aprire per votarmi

https://strumenti.dantebus.com/contest/artwork/11680

GRAZIE ❤️

No planet B

Oggi rebloggo da Caffè Letterario il mio articolo fatto prevalentemente di immagini, create da me sul tema dell’ambiente. Buona visione.

Caffè Letterario

Vi propongo oggi in questo spazio mensile una carrellata di mie grafiche, create per partecipare ad un contest di grafiche per T-shirt sul tema del cambiamento climatico inquinamento, attenzione ambientale.

Il titolo del contest era appunto come il titolo che ho scelto per l’articolo “no Planet B” (non abbiamo un altro pianeta, un piano B, questo è l’unico che abbiamo.

Aggiungo a questa mia presentazione non versi miei, ma di Giorgio Caproni, versi che trovo quanto mai adatti.

Non uccidete il mare,
la libellula, il vento.
Non soffocate il lamento
(il canto!) del lamantino.
Il galagone, il pino:
anche di questo è fatto
l’uomo. E chi per profitto vile
fulmina un pesce, un fiume,
non fatelo cavaliere
del lavoro. L’amore
finisce dove finisce l’erba
e l’acqua muore. Dove
sparendo la foresta
e l’aria verde, chi resta
sospira nel sempre più vasto
paese guasto: Come
potrebbe tornare a essere bella,

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Esiste un mondo

Caffè Letterario

Non so mai valutare le mie poesie, non so se questa, dedicata ai bambini, è agli adulti ancor capaci di esserlo possa anche risultare un po’ infantile, lascio a voi il giudizio.

Esiste un mondo
dove diventano veri
i sogni dei bimbi,
dove si abita
in castelli di sabbia
adornati di conchiglie,
dove le pozzanghere riflettono il cielo
e lo schizzano ovunque,
dove volano fate e unicorni.
Puoi trovarci fiori arcobaleno
mari arancioni,
elefanti rosa,
balene tra le nubi.
Le stelle sorridono
a un gatto che dorme
appollaiato su uno spicchio di luna.
Laggiù c’è un albero di caramelle
più in là una fontana zampilla cioccolato.
Nulla è impossibile,
nessuno è infelice.
Esiste un mondo
di meraviglia e poesia,
dove i grandi
possono entrare solo con la fantasia.

Lucia Lorenzon8 maggio 2019

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Dentro, ti vivo.

Reblog della mia pubblicazione sul blog “Caffè Letterario”, buona domenica a tutti.

Caffè Letterario

Sei nel mio sangue,
nel reticolo delle vene
che si intravedono,
sotto la mia pelle di carta di riso.
Sei nel ritmo del mio cuore
sincronizzato col tuo respiro,
addormentatomi accanto.
Sei nelle gocce di pianto,
stillate dai miei occhi d’alga,
sempre in cerca del tuo azzurro.
Sei nel l’umido desiderio,
che racconta segreti peccati;
nelle rime di antichi cantori,
che forse già sapevan di noi.
Sei il sentiero insperato,
che porta fuori dal fitto bosco,
sei il tepore delle notti più fredde.
Sei sempre. Laddove ti cerco.
Sei nel mio ora,
nel mio sconosciuto futuro,
nel mio dimenticato passato.
Unica voce che sempre riconoscerò
la conosco da dentro,
perché dentro ti vivo.

Lucia Lorenzon

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