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“Raccontami”, mia video poesia su YouTube

Caffè Letterario

Raccontami
di luoghi lontani,
poesie mai sentite,
fruscii di farfalle.
Raccontami
di aquile e gabbiani,
cieli infuocati di tempesta
e notti di stelle cadenti.
Raccontami
di ciò che è stato,
di chi ti ha amato,
di chi ti ha potuto odiare.
Raccontami di ere antiche
e di futuri immaginifici.
Raccontami
la perfezione del blu
e la felicità di un giallo.
Raccontami
emozioni sconosciute,
paure segrete,
passioni che fan tremare.
Raccontami
la follia,
la magia,
il coraggio.
Raccontami
di quella ruga tra gli occhi.
Raccontami di te.
Lucia Lorenzon

Spero si veda perché ho avuto problemi di caricamento. Buona lettura e visione.

Lucia

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L’Amore è semplice 

L’Amore è semplice
quando è grande;
è cercarsi nel letto la notte,
solo per sapere d’esserci,
è una mano che stringe
e dice ” non aver paura”,
sono sguardi che si parlano,
silenziosi,
sapendo tutto;
segreti a due
ed emozioni condivise.
È quel caffè, bevuto assonnati,
quel gemito di piacere,
quell’angolo di pelle
che sfiorata da i brividi.
È quel modo di dire,
quella cosa che ti da fastidio,
ma non ne faresti a meno mai.
È il viso che invecchia
e  ti fa da specchio,
perché tu sei
in quella piega della fronte aggrottata,
in quell’angolo della bocca che ride.
È il baluginìo
di occhi che non smettono
d essere felici di vederti,
è quella sfumatura di voce
quando dici “ciao”
È quel dolore che
non avresti confessato ad altri,
quelle lacrime che hai visto solo tu.
È quel gesto così quotidiano
e mai scontato.
L’amore è  semplice,
quando è grande.

Lucia Lorenzon, 23 maggio 2017

Eterno ora

Io non ti ricorderò,
mai sarai un dolce volto
di un passato di emozione,
il ricordo di un brivido,
una lacrima di nostalgia.
Mai rimpianto,
mai passato,
mai colore sbiadito.
Il passato non è tempo
cui apparterrai.
Per sempre presente,
vita dentro vita,
respiro nel mio respiro,
occhi dei miei occhi,
parole nelle mie parole,
pelle della mia pelle,
battito del mio cuore.
Eterno ora.

Lucia Lorenzon, 29 aprile 2017

Corazza d’Amore

E scorrono
su cicatrici antiche
dita leggere.
Carezze laddove
c’è stato il male.
Come balsamo
districhi nodi dell’anima
e apri feritoie buie,
portando colore e luce.
Sono caduti i muri,
colpiti dall’ infinito rimbalzo
dei tuoi baci.
Ora le lacrime
scorrono per emozioni buone,
la mia pelle
profuma di te,
la mia bocca ha il tuo sapore.
La notte, nel buio,
la paura non si avvicina,
i mostri si arrestano;
indosso una corazza d’amore.

Lucia Lorenzon, 7 aprile 2017

Radice di me

Non v’è luogo
dove io non ti accarezzi,
dove non siano giunte le mie labbra,
le mie mani,
le mie dita sottili.
Non vi è terreno inesplorato,
bacio mancato,
sapore sconosciuto.
Mia unica terra,
paese natìo
lingua madre.
Tutto di te è familiare,
è casa,
è focolare,
è radice profonda di me.
Non v’è segreto,
ma un conosciuto codice di noi:
l’antico respiro
di un’appartenenza.

Lucia Lorenzon 1 aprile 2017

Emozione è…


Emozione è il  ritornello di una canzone, la carezza di una sera, che ha il tepore della primavera. 

Sono quei papaveri, che tremano nel vento, e i girasoli, che alla loro stella volgono sempre il volto.

È quel libro invecchiato, ovunque sottolineato.
Quella tazza di tè, mentre parlo con te.
È il profumo inatteso di un ricordo sospeso, una maglietta sbiadita che racconta una vita.
Sono le rughe sul viso, che dicono quanto hai sorriso, quel tuo sguardo incantato, che ho sempre amato; è la paura del tempo, se con sé porta rimpianto.
È la risata argentina di una figlia bambina, e quello sguardo innocente di chi è felice di un niente.
E’ il mio cuore veloce, che impara ad esser felice e quel battito lento, che sconfina nel pianto.
È quel quadro, quel film, quel cibo, quel viaggio, per i quali vivere vale tutto il coraggio.
Sono i sogni sognati, anche mai realizzati, e le scelte incoscenti, che han deciso i momenti.
È quello strano tremore di un incontro d’amore ed i brividi addosso, cui rinunciare non posso.
È il dolore che incontri, e che provi a gestire, chè la vita non puoi lasciarti sfuggire.
È un progetto da fare, fino all’ultimo istante, chè l’anima muore se non pensa più a niente.
È un regalo piccino che significa tanto, perché non è la ricchezza il metro del “quanto”.
È quella voce preziosa, che ti parla da dentro, che non puoi paragonare assolutamente a nient’altro.
E’ la preghiera che volgi, a qualcuno in cui credi, e che importa sia un dio o chi solo tu vedi.
È quel talento che proprio non sapevi d’avere ma che qualcuno ti ha fatto, finalmente, scoprire.
L’emozione è dovunque ci sia lo stupore di un cuore che freddo non può, non vuol diventare. 
Lucia Lorenzon, 29 marzo 2017

Come madre

E ti fui,
nel cuore,
madre,
di indefesso amore capace,
più che ad un figlio
portato in grembo.
Conobbi così
un sentimento
arcaico,
potente e viscerale,
come fiera
che tutto combatte,
e tutto accetta,
per un cucciolo.
Il tuo male
avrei preso per mio,
istantaneamente,
pur di riavere il tuo sorriso.
Sorprendente,
il sacrificio
che diventa lieve.

Lucia Lorenzon, 28 marzo 2017