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Lettera di Gioia ad un amore lontano…

Ecco il mio reblog mensile da Caffè Letterario, una lettera d’amore immaginata, ma penso esistano amori così. L’amore ha mille declinazioni e spesso non sappiamo nulla di amori immensi che pur vengono vissuti.

Caffè Letterario

Una immaginaria lettera ad un amore grande e lontano

Amore mio,

Sai… Il coraggio non era lasciarsi, ribadisci sempre che ho voluto io, pervicacemente,continuare, anche se tu sei troppo grande, anche se sei lontano.
Sì, io, con tutta me stessa, perché dovevo poterti dire e sentire l’amore fino all’ultimo momento possibile. L’amore stava nelle ore a far l’amore la sera, un tempo, ma l’amore sta in un bacio, in un cuoricino, in un ti voglio bene, in una foto, una canzone cantata a squarciagola , un abbraccio scritto, un “dammi la mano amore”, sta in un solo cuore che pulsa su WhatsApp , nelle confidenze sulle pene e sulla salute, nei ti amo al telefono, quando si può. Non so contenerlo nel cuore, tesoro, é tanto grande come un tempo, come se mai il tempo fosse passato, straripa e se non lo manifesto, soffro. È lì, intatto, adattato ai tempi…

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Buone feste

La foto e il disegno del biglietto sono miei.

Ricordiamoci le piccole cose, ricordiamoci di chi si ricorda di noi. Ricordiamoci che un “scusa mi sono dimenticato” è meglio di un silenzio, che la gratitudine è una qualità sempre più in disuso, che i piccoli doni pensati valgono più di qualsiasi dono prezioso fatto per far “figuroni”. Ricordiamoci che riempire una chiesa non sarà mai tanto importante come riempire un cuore.
Ricordiamoci che regalare un sorriso, far sentire amato qualcuno, farlo sentire sicuro del nostro affetto, ha un valore inestimabile a qualunque età.
Ricordiamoci che nonostante la ridondanza di questi giorni di festa, la vita è degna di essere vissuta per piccoli momenti essenziali, per degli occhi felici, per degli occhi innamorati, per degli occhi commossi, per degli occhi ormai chiusi che non dimenticheremo mai.

Buone Feste a tutti voi, di cuore.

Lucia

Ti faccio un regalo

Reblog mensile della mia “poesia” pubblicata sul blog “Caffè Letterario”

Caffè Letterario

Ti faccio un regalo,
sai dentro che c’è?
Tutte le cose più difficili di me;
ci son ansie, tristezze e paure,
del mondo le subite brutture,
l’accidia che spesso mi coglie,
le perdite delle mie battaglie.
C’è la mia incapacità di perdono,
verso chi doveva capire chi sono,
le urla che non so trattenere,
contro chi, oramai, non sa più di ferire.
C’è un corpo che ho maltrattato,
troppo spesso non l’ho rispettato.
C’è del male subìto il fragore,
i dolori del corpo e del cuore.
Ma non è tutto qui il mio regalo,
c’è, sotto tutto questo, del buono.
C’è la parte migliore di me,
nata quando hai accolto il brutto di me.
Ci son sogni, disegni, poesie,
ci sono tutte le mie fantasie,
e speranze, e sogni, e magie.
Ci sono miracoli che non credevo possibili, attimi di felicità incredibili.
C’è l’amore che fa rima con cuore,
e…

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51 anni… (17 dicembre 2019)

Lucia, selfie, Villa Manin, domenica 8 dicembre 2019

Ai tuoi anni che passano, alla tua paura di non gestire le nuove malinconie, le tristezze, le lacrime improvvise, le ansie nuove.
Alle tue risorse inattese, alle speranze che non metti via, ai sogni impossibili cui non rinunci perché nella vita un impossibile lo hai visto realizzarsi ed incarnarsi nella tua Stella.
A tutto l’amore che provi verso chi ami, così tanto che vorresti fossero capaci di vedertelo nel cuore, perché le parole e i gesti non ti bastano ad esprimerlo tutto. All’amore che contieni perché temi che sia “troppo” e faccia paura.
A chi ti ha dato, amandoti, il modo di metterti in salvo l’anima dalle brutture subite, e a provare a farla crescere, coltivarla, migliorarla.
Alle tue ali che non faranno mai grandi voli, perché le hai potute rattoppare troppo tardi, ma ora hai nuove curiosità e sai che anche i piccoli voli permettono grandi meraviglie.
Alla tua indole solitaria, che ama le lunghe ore, e persino i giorni da vivere da sola, (anche se non puoi più averli), ma che è capace anche di allegra socievolezza e simpatia.
Alla tua incapacità di perdonare chi dovresti perdonare, e, per quanto te lo riproponga non ce la fai. Ci riprovi, con dolore, non sai se farai a tempo e sai che se non ci riuscirai sarà un tormento con cui far sempre i conti.
A ciò che dovrai fare, almeno per dovere e rispetto, seppur ti costerà tanta fatica, verso chi, comunque, nella vita ti ha aiutata, anche senza comprenderti.
Alla consapevolezza di te, che non riesce a farti mutare che poche cose di ciò che dovresti, ma che è sempre più spietatamente lucida.
Al tuo corpo che cede, che muta, che invecchia e che non hai mai imparato ad amare nemmeno quando era bello davvero.
Ai tuoi occhi che ancora sanno sorriderti, ai tuoi lineamenti che speri non perderanno la loro dolcezza. Alle foto che ti fai da sola per vedere se ancora “vieni bene”.
Al tuo bisogno infinito di abbracciare, stringere, accarezzare, baciare, e di essere abbracciata stretta, accarezzata, baciata, ma accadrà sempre meno, e tu sai che ti mancherà da morire.
Ogni persona nella vita dovrebbe potere essere toccata con affetto fino all’ultimo dei suoi giorni. Lo pensi da sempre. Lo fai con chi puoi.
Alle cose che non di risolveranno più, ai danni irreparabili, ai segni indelebili. Alle cicatrici che faranno sempre male.
Alla necessità di trovare lo spirito per combattere per ciò che ancora si può fare.
Alla tua salute così fragile da sempre, ai dolori che ti accompagnano, perché ti concedano sempre pause per ricaricarti di bellezza e vita.
A te, Lucia, cui questa vita ha fatto tanto male, ma cui ha regalato miracoli e che, comunque, così tanto ami.
A te, i 50 li hai messi alle spalle, i 51, a dirli, fanno un po’ meno paura.

Lucia Lorenzon, 16 dicembre 2019

Restami dentro (video poesia)

Ribloggo da “Caffè Letterario” il mio post di oggi, che aggiunge un video di mia creazione alla poesia “RESTAMI DENTRO” che ho qui pubblicato cinque giorni fa.

Caffè Letterario

Ho pubblicato pochi giorni fa questa poesia sul mio blog. La pubblico ora qui, con il video che ho creato aggiungendo alle parole musica e illustrazioni.

immagine di: https://instagram.com/ess_illustrator2?igshid=13p335k9b2b1e

Mi offro,
nuda,
disarmata,
piena di cicatrici,
col corpo che racconta vita.
La sottile ragazza si cela,
sotto la morbida carne degli anni.
Voglio ancora
la tua avida mano
a percorrermi,
esplorarmi, indecente,
fino a che io lasci la ragione,
gridando.
Il tuo seme ha messo radici,
che come braccia
mi avvolgono.
Restami dentro,
a far fiorire eterne primavere,
e dipingermi colorati autunni.
Guardami,
la vecchiaia sa essere golosa,
la voluttà
non si piega al tempo,
se scintilla anche nei soli occhi.
Gemimi addosso
che saprai amarmi sempre.

Lucia Lorenzon, 15 novembre 2019

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Restami dentro

Mi offro,
nuda,
disarmata,
piena di cicatrici,
col corpo che racconta vita.
La sottile ragazza si cela,
sotto la morbida carne degli anni.
Voglio ancora
la tua avida mano
a percorrermi,
esplorarmi, indecente,
fino a che io lasci la ragione,
gridando.
Il tuo seme ha messo radici,
che come braccia
mi avvolgono.
Restami dentro,
a far fiorire eterne primavere,
e dipingermi colorati autunni,
Guardami,
la vecchiaia sa essere golosa,
la voluttà
non si piega al tempo,
se scintilla anche nei soli occhi.
Gemimi addosso
che saprai amarmi sempre.

Lucia Lorenzon 15 novembre 2019

Ti ho amato di più

Ti ho amato di più,
più di quanto abbia amato mai,
di quanto il mio cuore ferito
sapesse,
potesse.
Ti ho amato di più
dell’impossibilità di amarti.
Ti ho amato senza toccarti,
senza vederti.
Ho fatto della tua voce
la mia casa
la mia notte e il mio giorno.
Sei diventato il passato che non ho avuto,
il battito innamorato
del mio futuro tempo.
Mi sei padre,
mi sei figlio,
mi sei compagno.
Ti ho amato di più,
più di un Dio che non so,
più dei miei terrori
più dei miei dolori.
Ti ho amato di più
della carne,
più di ogni passione,
Ti ho amato come una comunione,
blasfemico
corpo nel mio corpo,
spirito nel mio spirito.

Ti ho amato di più.

Lucia Lorenzon, 13 novembre 2019