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Polenta sconcia (o alla iocchennesò) di Pietro Carena

Vi propongo una esilarante ricetta proposta dal mio amico fb PIETRO CARENA; l’ho trovata irresistibile.

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Si prende una pentola con gli esuberi della polenta del giorno prima; la si svuota alla veloce, riportandone il contenuto grossolanamente in una terrina; si scova un pezzo di formaggio indurito dal frigo; lo si taglia a scaglie avendo cura di togliere la plastica della confezione, o almeno gran parte di essa; lo si sparge sulla terrina; si scalda a parte il forno ad una temperatura decisa a sentimento; si sbatte la terrina in forno, sperando che la fisica migliori l’aspetto deludente del prelavorato; si gioca con le manopole del forno, prima di avere la prova del riscaldamento toccando con mano la terrina; si cerca di indovinare che ora era quando si è iniziata la cottura; si conclude che non è rilevante, dato che la polenta era già cotta; si aspetta quindi un po’ o un po’-e-tre-quarti al massimo; si impiatta velocemente, evitando lo sguardo della moglie; si mangia caldo, perchè se raffredda la plastica del formaggio si nota troppo.

Pietro Carena

SERENITÀ di Pietro Carena

Quando uno sguardo è più forte dei carnefici e della paura…

MonDonna

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Quanti anni può avere questo ragazzo? Meno di trenta e più di venti, direi. Non so nulla, di lui. Se non che questa foto è stata presa in Iran. Non so se sia cattolico, o omosessuale. O blogger. O altro. Non credo, a vederlo, che sia un criminale.
Di lui mi parla il mio immaginarlo più o meno coetaneo di mio figlio. Saperlo essere stato bambino, quando io ero giovane padre di un bimbo come lui.
E tanto mi basterebbe.
Ma questa foto va oltre, come va oltre quello sguardo. Che sembra non perso nel vuoto. Forse cerca nella folla un’altro sguardo. Forse di un padre, forse di una madre. Anch’essi genitori di un bimbo fra gli anni Ottanta e Novanta, come me.
Uno sguardo che esprime un’anima.
Cerca evidentemente di rassicurare qualcuno.
Al di là dei volti dei carnefici, nascosti per la vergogna di un regime che spegne per…

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Dal NON VANGELO secondo Matteo di Pietro Carena

Dall’aggiornato “NON VANGELO” secondo Matteo.
Di Pietro Carena

MonDonna

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Non_Matteo 5

1 Vedendo le folle, Gesù montò in cattedra e, ergendosi sul palco, gli si avvicinarono i suoi discepoli. 2 Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
3 «Beati i sapienti di dottrina,
perché costruiranno il regno dei cieli.
4 Beati i sicuri di sè,
perché non avranno bisogno di misericordia.
5 Beati quelli con le idee chiare,
perché conquisteranno la terra.
6 Beati quelli che sanno cosa è giusto,
perché potranno insegnare a tutti.
7 Beati i rigorosi,
perché costruiranno rigore.
8 Beati i migliori,
perché non avranno bisogno di Dio.
9 Beati gli elaboratori di principi,
perché saranno chiamati maestri degli altri.
10 Beati i difensori intransigenti della verità,
perché di essi sarà la vera religione.
11 Beati voi quando saprete trovare le parole taglienti per proclamare la fede,
12 Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa quaggiù. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima…

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INVIDIA

Quando la chiesa dal suo interno “corregge” il Papa e Gesu’.

MonDonna

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“I divorziati risposati hanno infranto un inequivocabile comandamento di Gesù e vivono una situazione che contraddice in maniera oggettiva il volere di Dio. Ecco perché non possono ricevere l’eucarestia“.
Il virgolettato è tratto da un durissimo documento preparato da undici prelati di peso, contro la dolcezza pastorale di Papa Bergoglio in tema familiare.
L’invidia, invece, è la mia.
Invidio l’impeccabilità dichiarata dai firmatari. Solo chi non contraddice in maniera oggettiva  il volere di Dio può ricevere l’Eucarestia.
Contraddire in maniera oggettiva, vuol dire peccare.
Solo chi non pecca, quindi, può fare la Comunione.
Invidio tanta sicurezza.
Mi rendo conto di non potere fare la Comunione. Io sono forse la persona più radicalmente monogama che conosco. 
Ma di contraddizioni oggettive del volere di Dio, ne commetto tante.
Ero convinto che succedesse a tutti.
Ero anche convinto che l’Incarnazione fosse principalmente per chi come me contraddice oggettivamente il volere di Dio.
Mi…

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COM-PASSIONE E FEDE di Pietro Carena

Di fronte a chi vive nel dolore la com-passione, intesa come capacità di immedesimarsi, vale piu’ della fede.

©Pietro Carena

MonDonna

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Qualche tempo fa, parlando con un mio amico, che nella vita aveva combattuto pesantemente contro le conseguenze dolorosissime della poliomielite, in tutto un calvario di cure sbagliate, sentii da lui una pesante invettiva contro i volontari ospedalieri.
“Tu sei lí, in ospedale – diceva – impegnato a tenere a bada il tuo dolore, e devi farti carico anche della loro bramosia di essere buoni”.
La stessa risonanza si trova nelle parole di un vescovo belga (non ricordo il nome), che – sul letto di morte per un cancro terminale – ammoniva i propri sacerdoti che lo venivano a trovare a non parlare più di dolore nelle prediche finchè non lo avessero sperimentato in prima persona.
Il dolore non si comunica, e non si capisce. Almeno, fino in fondo.
Il confine più radicale che possa dividere le persone non sono le barriere linguistiche o sociali, ma sono le sbarre del letto…

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