Archivio | gennaio 2017

Incendio

Tenero è il giorno,
che il ricordo
avvolge in soffice bambagia,
in cui il tuo pensiero,
_per la prima volta_
carezzò, lieve, il mio.
Scintilla di un fuoco
che non sapemmo
_o volemmo_
spegnere
senza nulla sapere di noi;
senza nulla credere di sapere.
Sapevamo, invece.
Sapevamo ciò che eravamo
e vedemmo ciò che saremmo stati.
Fuoco sempiterno
che nessuno accese,
che nessuno spegnerà.
Incendio d’anime
corpi e menti.
E laddove si spinse,
il più audace dei sogni,
divampa, ora,
incontenibile, reale.
Non ci saranno  mai
vili acque a spegnerlo,
nè coltre di cenere a svilirlo.

Annunci

Mai avrei saputo

Catrin Velz-Stein

Mai avrei saputo
di quel sorriso
a pensieri stranieri,
di quelle tende discoste
a far luce
su cassetti vuoti di sogni,
di quelle emozioni,
sconosciute e lievi,
come farfalle liberate.
Mai di  lacrime felici,
di colori nuovi,
della magia di un suono
e di uno sguardo
in cui mi sarei perduta.
Mai avrei saputo
della relatività del tempo,
della bugia della distanza,
del prepotente contatto delle menti.
Mai dell’incanto
che può celare la fragilità,
della dolcezza
che può emanare la vera forza.
Mai avrei saputo
delle mille sfumature
di ogni azzurro,
delle voci
portate dal vento,
dell’angelo della neve.
Mai avrei saputo
della grandezza dei vinti
di meravigliosi invisibili  mondi,
della poesia del gelo.
Mai avrei saputo
dell’amore che lenisce
dell’amore che addolcisce
dell’amore che guarisce.
Mai avrei saputo
se tu non avessi attraversato
il mio destino.
Se non ti fossi fermato.
Se non mi fossi fermata.

Ora so.

La mia video poesia “Sai…” su YouTube

Sai di sesso e d’amore
di luna e di vento,
sai di sale e d’arancio,
di caffè e di miele.
Sai di muschio di bosco,
di fate e di streghe.
Sai di arpe lontane,
di ninne di mamme.
Sai di teneri abbracci,
di dolci sussurri.
Sai di pioggia, di neve,
di sole e rugiada.
Sai di notti e mattine
di lenzuola sgualcite.
Sai di amplessi sfrontati
di umori mischiati.
Sai di me, sai di te.

Il volo del pavone

Bella creatura
dal cuore pesante,
non credi possibile volare.
È troppo
quel macigno nel petto,
un àncora a terra,
per cui a nulla valgono
il tuo incanto
e quel dolce sorriso.
A nulla quelle ali ripiegate,
che si sono arrese,
di fronte alla grevità del dolore.
Eppur dovrà esserci
 _un giorno_
il tuo volo.
Sarà inatteso,
maestoso
un’esplosione colorata.
Dispiegherai le tue ali
e scoprirai che san sostenere il peso.
E sara’ magico,
raro e spettacolare,
come il volo di un pavone.

I sognatori 

I sognatori
hanno volti
segnati dal sole,
dal freddo,
dal vento,
dal sonno,
dal pianto.
I sognatori
hanno rughe
di larghi sorrisi,
di lunghe pazienze,
di cattivi dolori.
I sognatori
hanno perso,
hanno vinto,
non han mai pareggiato.
I sognatori
hanno eterne luci
negli occhi
ad illuminare ogni buio.
I sognatori
vivono
di speranza
d’impossibile
di emozioni,
di battiti stupiti del cuore.
I sognatori
li riconosci:
cuori sempre in volo
seguendo un nuovo sogno.

Sai di…

Sai di sesso e d’amore
di luna e di vento,
sai di sale e d’arancio,
di caffè e di miele.
Sai di muschio di bosco,
di fate e di streghe.
Sai di arpe lontane,
di ninne di mamme.
Sai di teneri abbracci,
di dolci sussurri.
Sai di pioggia, di neve,
di sole e rugiada.
Sai di notti e mattine
di lenzuola sgualcite.
Sai di amplessi sfrontati
di umori mischiati.
Sai di me, sai di te.

Ti aspetterò su quel ponte 

Ti aspetterò su quel ponte, laddove ci siamo sfiorati senza riconoscerci, trascinati dalla folla.
Ti aspetterò, coi miei vent’anni e già mille ferite aperte.
Ti aspetterò, sottile, diafana, bella in modo antico, quasi venuta d’altri tempi. Mi riconoscerai perché sembro poco più di una bambina. Ché gli anni rubati dal dolore sembra che il tempo me li risarcisca, togliendoli al mio viso e al mio corpo.
Ho un sorriso timido e gli occhi sempre tristi di chi ha già perso fiducia nel futuro. Di chi già è stato sfregiato dal male, nel corpo e nel cuore. Troppo presto. Troppo per capire, forse troppo per guarire.
Mi vedrai da sola, sono timida e diffidente, non riesco a farmi amici.
Se mi saluterai però, risponderò, come sempre, con un sorriso. Un sorriso dolce.
Tu prova. Mi vieni vicino mi dici “ciao”, mi dici come ti chiami. Stai lì a parlare con me, sul ponte, mentre la  gente passa, senza far caso a noi. Parlami di te, io di me stessa non riesco a parlare, mi serve tanto tempo per poterlo fare.
Parlami con la tua voce bella e guardami coi tuoi occhi felici, intelligenti e dolci. Se c’è un luogo dove ancora si può vedere l’anima è negli occhi.
Ti riconoscerò, ne sono certa, e mi riconoscerai anche tu.
Capiremo di non essere lì per caso.
Capiremo che noi lì ci eravamo persi, per una qualche cattiveria del destino, e lì dovevamo reincontrarci.
Ti darò la mano e verrò con te. Ovunque. Fiera di avere il tuo amore. So come mi amerai: con generosità, con dolcezza, con passione, con cura.
So che saremo felici, che supereremo insieme ogni difficoltà. Ci saranno forse dei figli, nostri.
Sì, ci reincontreremo su quel ponte, e sapremo di esserci sempre appartenuti, che la mente dell’universo ci ha concepiti insieme, che il nostro amore apparterrà all’eternità.
Anzi, che ad essa è sempre appartenuto.

Ti aspetterò. Su quel ponte.