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Ho solo bisogno

immagine di mia creazione

Ho solo bisogno

di un soffio,

di un alito di vento caldo,

che porti memorie

di profumi lontani,

di umidità segrete.

Ho solo bisogno

di un pezzo di cielo,

di sincronie di pensieri,

laddove discronico

è il tempo.

Assaggerò sempre i tuoi sapori nuovi,

guarderò le nuove emozioni,

che i tuoi occhi recano impresse

e il tuo cuore porta nel suo battito.

Lo riascolterò, attenta,

so che ci sarà una sfumatura diversa,

e proverò a farla mia,

se me la doni.

Voglio essere il tuo vaso comunicante

per sempre,

cosicché da me arrivi ciò

che in te entra.

Ho solo bisogno

di pioggia e di sole,

per coglierti nel loro abbraccio arcobaleno.

Ho solo bisogno

d’ essere attenta,

ogni senso vigile,

ogni canale aperto

Un’ antenna viva,

per captarti ovunque.

Lucia Lorenzon, 7 agosto 2018

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Così

Immagine di Frida Castelli

Ti amo così
col cuore tra le mani,
svelata.
Nuda e imprudente;
esposta, folle.
Sento le sfumature della vita
addosso,
ogni minimo refolo di vento,
ogni variante di colore,
l’ ondeggio della tua voce
quando l’attraversa un attimo inquieto.
Nel cielo dei tuoi occhi
colgo il soffermarsi di una qualunque nube.
Un lieve profumo d’arancio
mi racconta la fiaba della tua pelle sulla mia.
Le mie labbra umide
trattengono il sapore della tua bocca calda.
Ti amo così,
senza trame e ritrosie,
senza strategie;
Ti passeggio dentro,
scalza.
Hai le mie impronte nel cuore.
Cucciola e fiera, ti segno mio.
Ti amo così
come regalo d’ amore
ma di te mi nutro e vivo.
Ti amo così, senza ritegno e pudore,
senza riconoscere confine,
senza vedere barriera
Così come solo io so.
Così, come solo tu puoi essere amato.

Lucia Lorenzon, 29 luglio 2018

Portami

Eccomi a ribloggare la mia pubblicazione mensile sul blog ” Caffè Letterario.”… Buona lettura (e buone vacanze a chi è in vacanza!).

Caffè Letterario

immagine di Frida Castelli

Portami laddove non esiste il tempo;
fosse solo un attimo,
dammi l’eterno in regalo.
Fammi incorniciare
il fotogramma di noi,
insieme.
Sempre.
Voglio poggiare la mano
sul tuo volto
e le labbra sulle tue,
una carezza senza termine,
un bacio infinito.
Ti guarderò, poi, negli occhi,
persa nel tuo cielo
senza voler ritrovarmi.
Esploratrice inesausta d’azzurro.
Ti dirò che ti amo,
dentro quel bacio, facendone sigillo.
Portami,
a incorniciare
l’ indissolubilità di due anime,
da sempre esistite per trovarsi,
e riconoscersi.
Portami, Amore.
Portami.

Lucia Lorenzon, 11 luglio 2018

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“Casa” è dove sta il cuore…

immagine di L. Jover

Non aveva una casa. “La casa è dove sta il cuore”, dicono. Era maledettamente vero. Non c’erano mura, camini, angoli familiari, profumi, vecchie coperte, persone, paesaggi, animali, che la facessero sentire a casa in quel luogo.
Lì la sua anima non riposava, non era mai davvero felice, non si riconosceva in nulla.
Nemmeno nei volti che l’ avevano accompagnata lungo tutta la vita.
Non sentiva di appartenere a nessuno, neanche a sé stessa.
Non fino all’ incontro con Lui.
Le persone diventano casa. L’ unica possibile.
Diventano nido, diventano focolare, diventano appartenenza, diventano pace.
Le sue braccia erano le sue mura .
Il suo odore era l’unico che avrebbe riconosciuto ovunque.
I suoi occhi erano il suo soffitto e il suo cielo.
Il battito del suo cuore una ninna nanna antica.
La sua voce la carezza mancata di una madre.
Il suo corpo la sua coperta calda.
Una lama le si era sfilata dal cuore, riconoscendolo: l’ unico pezzo di un mosaico universale che si incastrava perfettamente con lei.
L’ incarnazione di ogni forma d’ amore che le era mancata.
Un uomo /madre
un uomo/figlio
Un uomo/amante
Un tutto. Un perfetto cerchio d’ amore.
Un grido, un canto, un sussurro, un fiato.
Il senso di una vita.

Lucia Lorenzon 4 luglio 2018

8 anni domani,7 giugno 2018

E siamo arrivati a 8. Sai Amore, non ho grosse nostalgie del tempo in cui eri più piccola o angosce per un tempo che vola veloce. La tua crescita, la tua progressiva autonomia, ci ha avvicinate molto. La condivisione è molto più intima e profonda, ora. Anche gli scontri, perché hai un carattere bello tosto e alla fine è giusto ci siano, scontri, confronti, dialogo.
Le mie difficoltà di salute, i miei tanti limiti, pesavano di più su di noi quando eri più piccola. Dovevo delegare molte cose alla nonna perché non ero in grado di farle io. Ora alcuni limiti sono stati scavalcati grazie alla tua crescita, alla tua forte indipendenza e noi ci “sentiamo” molto di più. Mi dici sempre che sono una “mamma strana”, ma lo dici ridendo e io, ti confesso, preferisco mi trovi strana che troppo conforme alle altre mamme che conosci. Questo non è ovviamente un giudizio di merito, non sono migliore, nè peggiore, sono particolare, sono strana, sono tua.
Quella cui tu fai mille battutacce, per poi offenderti se te le faccio io “perché mamma io ancora non riesco a capire sempre quando scherzi”, ( ma tu sei anche permalosissima eh!) quella che ogni tanto vedi piangere ma che ti fa ridere tantissimo e sa coglierti spesso di sorpresa. Quella per cui hai un forte istinto di protezione, quella del “mamma, poi vieni due volte anche se dormo” perché della protezione hai bisogno tu.
Ho una grande ammirazione e una grande stima per ciò che sei, per il tuo senso di responsabilità persin eccessivo per i tuoi anni e la la contemporanea grande leggerezza con cui sai prendere la vita. Io non ero così, io ero timida, insicura, triste e paurosa. Mi piace pensare tu sia così perché,anche se non hai un padre, ti sei sentita al sicuro, ti sei sentita amata. Mi piace pensare che non hai paura di aprire piano piano le tue ali perché sai che, anche se dissestato e disordinatissimo hai un nido caldo caldo in cui tornare.
Sono diventata più mamma col tempo, per questo non ho nostalgie.
Sono stata anche aiutata in questo, perché, un giorno ti racconterò, sulla terra ci sono creature fatte di sogno, amore e poesia, che salvano dagli abissi dell’ anima anche se lontani; è Il secondo miracolo che ho vissuto insieme alla tua nascita.
Purtroppo hai la febbre e domani dovremo andare dal pediatra, ma la festa in giardino la faremo, appena questo folle giugno la smetterà con le piogge quotidiane.
Il grande pallone fucsia con la cifra dei tuoi anni e la torta ci saranno comunque, so che lo sai.
Buon compleanno Ciuciolo.
Ti voglio tanto bene.

Mamma

Sei la farfalla…

Sei la farfalla,
sei il calabrone,
la fragola rossa
e il dolce melone,
l’ accecante fulmine
e il tramonto arancione.
Sei bimbo felice,
sei guerra, sei pace.
Canti del mondo come un trovatore,
ma del mio cuore sei il signore.
Sei libertà e sei possesso,
la grande dolcezza,
il furioso sesso.
Sei la margherita, a volte impaurita,
eppure orchidea, dei fiori la dea.
Sei il più caldo di ogni abbraccio,
ma come un orso polare affronti ogni ghiaccio.
Sei la poesia , sei il sogno sfrontato,
il guerriero non domo,
il gentiluomo educato.
Sei la pioggia che profuma la terra
e il tornado impietoso come la guerra.
Sei il più grande incanto che io abbia incontrato,
il senso profondo di questo creato,
sia esso nato da un dio,
o da una primigenia esplosione,
i tuoi occhi, per me, ne son la ragione.

Lucia Lorenzon, 2 giugno 2018

Di cosa è fatta la felicità?

Eccomi all’ appuntamento mensile con la pubblicazione sul blog “Caffè Letterario “; una filastrocca sulla FELICITÀ, accompagnata da due immagini, trovate su pinterest, che mi emozionano e commuovono.
Buona lettura.

Caffè Letterario

Di cosa è fatta la felicità?

Esiste un segreto, nascosto qua o là?

No, non c’è segreto, non c’è ricetta,

di certo non la si costruisce in fretta.

È fatta di cielo, è fatta di mare,

di altissimi monti e sterminate pianure.

È fatta di sole forte e cocente,

di pioggia e di neve, che accarezzan la mente.

È fatta di zucchero e un po’ di sale,

un po’, quanto basta,

chè sulle cicatrici fa male.

È fatta di amore, di abbracci, di baci,

di coccole dolci ed esplorazioni audaci.

È fatta di segreti, intimità, confidenza,

di silenzi, rispetto, ascolto e pazienza.

È fatta di sogni immensi e piccini,

alcuni vicini altri molto lontani.

È fatta di momenti di grande stanchezza,

a cui far fronte con sterminata tenerezza.

È fatta dei tuoi occhi e della tua voce,

della tua mano che stringe la mia e mi da pace.

La felicità…

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