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Big bang

immagine dell’artista Frida Castelli

Le mie dita, sfacciate,
sanno di te.
La mia bocca,
arsa di gemiti,
sa dissetarsi solo
con la tua lingua.
Affamata,
prendo dal tuo corpo,
bagnato di me,
il nostro miele.
Tienimi, entrami, impietoso,
ch’io ricordi dove sei stato.
Fammi gridare di te,
dimentica che possa esistere altro,
chè il mondo è qui,
ricomposto.
Non abbiamo inizio,
nè fine.
Siamo. Saremo sempre.
Nell’esplosione
del mio ventre che t’accoglie
è il nostro eterno big bang d’amore.

Lucia Lorenzon, 25 settembre 2019

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Stella: primo giorno IV elementare

Stella e Alessia

.

È cominciata la quarta elementare, sei cresciuta e cambiata dall’anno scorso, la bimba sta scivolando via, la ragazzina prende forma, e così il tuo carattere, che si delinea sempre più. Intelligente, caparbia, ma sempre più distratta da mille cose, anche in classe, molto più chiacchierona, profondamente convinta delle proprie capacità, al punto di metterci talvolta un impegno minimo, ottenendo risultati che pur molto buoni, sai essere minori delle tue capacità, ma a te va bene lo stesso. In fondo anche a me (ma non te lo dico) che ho vissuto la scuola con ansia costante, dalle elementari all’università, non sentendomi mai sufficiente, mai preparata, mai pronta, nonostante i risultati eccelsi. É stata dura, meglio la tua leggerezza, fino a che non diventa menefreghismo, ma ho fiducia in te, non credo lo diverrà mai.
Ti guardavo stamane, ero distratta, non ho nemmeno fatto la foto di rito del primo giorno, appena prima della salita verso la scuola, ho fatto qualche foto dopo, durante l’alzabandiera con gli alpini , guardavo il tuo viso, la collanina che tanto desideravi, ma non hai chiesto, fino a che non l’ho capito io, il tuo metro e quaranta che accanto alla tua minuscola migliore amica, ma alla maggior parte dei tuoi compagni di classe, ti fa svettare, alta, con la tua codona bionda straripante di capelli. Qualche piccolissimo brufolo sul naso… Dettagli, ma dettagli che indicano cambiamento, crescita.
Chissà per quanto potrò ancora chiamarti “ciuciolo”, quel nomigliolo cosí nostro.
Resta immutata la tua facile risata, la tua ironia, la tua “buffaggine”, la tua empatia, la tua socievolezza, il tuo ottimismo sfrenato, la tua grande capacità di adattamento . Spero lo resteranno sempre. Sono doti alquanto utili nella vita.
Buona quarta elementare ciuciolo.
Io son qui, sempre qui. E quando verrà il tempo in cui salutare la mamma fuori della scuola sarà imbarazzante, sarò comunque sempre lì, dentro il cuore tuo, ché è come fosse il mio che batte fuori di me.
Ti voglio bene Stellina. Infinitamente bene.

Mamma

Creatura ardita

ribloggo dal blog “Caffè Letterario”, la mia ultima “creatura”…

Caffè Letterario

Mi hai baciata,
dove nessuno l’aveva mai fatto,
su cicatrici che solo tu conosci.
Hai curato con umide labbra
pelle e pensieri.
Rigenato tessuti,
dove hai lasciato i tuoi semi,
colorati di sogno e poesia.
Hai curato il mio arso giardino
con acqua profumata d’amore;
sono spuntati fiori,
sono volate farfalle,
hanno cercato miele le api.
Tutto ciò che era sterile
tu hai reso fertile.
Il mio corpo
ora é la tua terra soffice,
è il maturo e polposo frutto
che mordi.
Sono il retrogusto della tua bocca
la pennellata verde nel tuo blu,
la nuova impudica donna che
ti dice sfacciatamente sì.
Ti offro nuove fantasie
nuovi orizzonti, nuovi quadri.
Ti racconto speranze mai avute.
Hai amato le crepe del mio deserto,
ne ho fatto un erboso tappeto
dove fa l’amore con te.
E mentre ti accolgo dentro,
sussurro che t’aspettavo,
unica creatura innamorata e ardita,
che, penetrandomi, mi…

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Alata magia

Rieccomi, la mia pubblicazione mensile sul blog “Caffè Letterario”, ribloggata per voi.

Caffè Letterario

“Cradling the Moon” by Amy Judd

.

Sei stato soffio,
che muta l’informe vetro
in alata magia;
mi hai sognata cigno,
mentre,
anatroccolo,
attraversavo paludi infestate.
Ma, come ninfee,
di sfacciata bellezza
sbocciano,
laddove il fango intorbidisce
lo specchio acqueo,
così la poesia nasce
laddove un cuore sa vederla,
laddove occhi chiusi ascoltano,
nel suo emozionato pulsare,
l’amore che nasce.
Mi hai sentita
capace di cantare arcobaleni,
mentre mi avvolgeva la nebbia.
Immaginata dipingere a parole
il mare.
Mi hai vista.
Invisibile al mondo.
Hai intessuto
con fiori profumati
e stelle
le mie ali, forti d’amore.
Hai usato come colla il miele,
sapendo della mia dolcezza.
Sapevi ogni cosa.
Ora attendi il maestoso librarsi
di quel sogno alato
che sempre avrà nido nel tuo cuore.

Lucia Lorenzon21 agosto 2019

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Covoni di fieno

Non ho nostalgia
di un un’infanzia mal posta
in un luogo ancora antico,
e greve di regole
che la mia anima, fragile,
non sapeva portare.
Mi sono fuggita dentro,
senza sapere come sperare,
facendomi carezze
coi sogni,
alfine troppo grandi,
per non farmi male.
Ho attraversato un buio cammino
per arrivare in questo tempo.
Sono nata da poco.
Di quei giorni antichi
salverei i covoni di fieno,
ora desueti,
dove avrei voluto esser
non bimba
ma giovane donna, per te,
per ridere
e giocare a nascondermi,
e poi baciarti, lungamente,
sotto un sole ancora felice.
Non sapevo esistessi,
eppur mi mancavi.

Lucia Lorenzon, 18 luglio 2019

Vi chiedo il voto per una poesia…

La poesia che segue partecipa ad un concorso, se vi piace, se vi va, potete votarmi aprendo il LINK che lascerò dopo la poesia stessa e poi su “ACCEDI E VOTA” seguendo le semplici istruzioni, si può votare per sei giorni a partire da oggi, grazie comunque, in ogni caso.

Se mi hai amato tu,
viaggiatore tra visioni e sogni,
inesausto cantore di bellezza.
Tu,
col mare negli occhi
ed ardite vette nel cuore,
creatura di felicità e stupore,
che hai sempre sorriso al mondo.
Tu,
tanto amato
da mai sentirti vuoto,
forte e potente,
libero.
Tu,
incantatore incantato,
tenero e furente,
che muti le carezze in fuoco
e il fuoco in dolci magie.
Lucido e folle
mai sazio di conoscenza e vita

in costante ricerca,
senza fine e confini.
Se mi hai amato tu,
dovevo avere in me
un soffio di irrinunciabile,
un colore aggiunto,
una piccola poesia,
un’ emozione nuova.
Qualcosa di mai visto.
Sì,
se mi ami tu.

Lucia Lorenzon

questo il link da aprire per votarmi

https://strumenti.dantebus.com/contest/artwork/11680

GRAZIE ❤️

I tuoi 9 anni, 7 giugno 2019

Stella al Molinetto della Croda, maggio 2019

Buon compleanno a te, bambina mia, buon compleanno a te in cui la bambina comincia a cedere spazio alla ragazzina che sarai, tra troppo poco, e lascia intravedere anche la donna del futuro.
Ci sono tracce di quel che diverrai, nelle espressioni del volto, nei gesti, negli atteggiamenti, nelle caviglie che si fanno sottili, le mani con le dita affusolate, i lineamenti del viso che mutano (e diventi sempre più bella).
Gli sguardi, consapevoli e tosti, che hai da sempre so già che li ritroverò, ma conto di trovare anche quella luce malandrina negli occhi, il lampo che scatta prima che il tuo estro si esprima in un disegno, in uno scritto, in una delle tante cose che impari a modo tuo a fare dai tutorial di you tube kids, e dai mille particolari della realtà da cui trai ispirazione; quell’urgenza tutta tua di fermare subito l’idea sennò forse scappa (e invece tu hai una memoria che ti invidio ).
Tieni con te sempre la tua aria buffa, i tuoi vocalizzi continui e potenti quando fai qualcosa di manuale, le tue smorfie rovina fotografie, il tuo spirito commediante che cerca di cavarsela sempre, senza essere cattiva o disonesta mai. No, mai, e ne vado fiera.
Tu sei divertente e divertita, sei ironica fino ad essere pungente (un po’ troppo permalosa, però, se si fa gli ironici con te, un tratto che mi appartiene ma che tu hai ancor più accentuato e non è mica un vantaggio sai… ), una che “non muore col gozzo” si dice da queste parti, ché la tua la devi dire sempre su tutto, perché ti senti conoscitrice di ogni umana cosa, sicura come si può essere sicuri solo da bambini, ma riesci a farlo senza parere arrogante, antipatica, facendo, alfine sorridere.
Questa sicurezza, che è anche autostima, coltivala, forte di ciò che sei, ma con la disposizione ad imparare da coloro che ti saranno, in vario modo, insegnanti lungo la vita.
Purtroppo si impara anche dalle esperienze negative e dal dolore , ma spero con tutta me stessa, che sia il meno possibile e che tu sappia gestirlo, viverlo, superarlo, senza fartene schiacciare. Spero di non procurartene io, perché il dolore che può creare una madre è davvero durissimo da sopportare. É una delle cose cui più tengo.
Tu mi piaci. Ho stima di te, della bella persona che sei, piena di empatia e attenzione verso gli altri, soprattutto i più fragili, gli animali, le creature che percepisci in difficoltà, anche adulte, anche verso di me, (tu sei sempre dalla mia parte, lo so). Amo la tua leggerezza che sa, quando serve, diventare profondità, responsabilità e non è mai ansia.
Amo te. Amo pensarti quando non siamo insieme, amo stare insieme a te. Amo le nostre risate, il nostro essere rumorose, incasinate, ritardatarie. I nostri scambi di scritti sul quadernino dei messaggi, le nostre gite della domenica.
Amo ciò che sono con te anche se so che ho davvero mille cose da migliorare.
Scusami per ciò in cui manco e per ciò in cui sono mancata e mancherò . Spero la tua infanzia che scivola via, sia un ricordo buono, dolce, colorato, festoso, caldo, una coccola cui ritornare da grandi con una nostalgia serena. Una scorta di cose buonep nel tuo zaino di esperienze.
Buon compleanno Stella mia.
Ti voglio tanto, tanto, tanto bene.

Mamma

7 maggio 2019