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8 anni domani,7 giugno 2018

E siamo arrivati a 8. Sai Amore, non ho grosse nostalgie del tempo in cui eri più piccola o angosce per un tempo che vola veloce. La tua crescita, la tua progressiva autonomia, ci ha avvicinate molto. La condivisione è molto più intima e profonda, ora. Anche gli scontri, perché hai un carattere bello tosto e alla fine è giusto ci siano, scontri, confronti, dialogo.
Le mie difficoltà di salute, i miei tanti limiti, pesavano di più su di noi quando eri più piccola. Dovevo delegare molte cose alla nonna perché non ero in grado di farle io. Ora alcuni limiti sono stati scavalcati grazie alla tua crescita, alla tua forte indipendenza e noi ci “sentiamo” molto di più. Mi dici sempre che sono una “mamma strana”, ma lo dici ridendo e io, ti confesso, preferisco mi trovi strana che troppo conforme alle altre mamme che conosci. Questo non è ovviamente un giudizio di merito, non sono migliore, nè peggiore, sono particolare, sono strana, sono tua.
Quella cui tu fai mille battutacce, per poi offenderti se te le faccio io “perché mamma io ancora non riesco a capire sempre quando scherzi”, ( ma tu sei anche permalosissima eh!) quella che ogni tanto vedi piangere ma che ti fa ridere tantissimo e sa coglierti spesso di sorpresa. Quella per cui hai un forte istinto di protezione, quella del “mamma, poi vieni due volte anche se dormo” perché della protezione hai bisogno tu.
Ho una grande ammirazione e una grande stima per ciò che sei, per il tuo senso di responsabilità persin eccessivo per i tuoi anni e la la contemporanea grande leggerezza con cui sai prendere la vita. Io non ero così, io ero timida, insicura, triste e paurosa. Mi piace pensare tu sia così perché,anche se non hai un padre, ti sei sentita al sicuro, ti sei sentita amata. Mi piace pensare che non hai paura di aprire piano piano le tue ali perché sai che, anche se dissestato e disordinatissimo hai un nido caldo caldo in cui tornare.
Sono diventata più mamma col tempo, per questo non ho nostalgie.
Sono stata anche aiutata in questo, perché, un giorno ti racconterò, sulla terra ci sono creature fatte di sogno, amore e poesia, che salvano dagli abissi dell’ anima anche se lontani; è Il secondo miracolo che ho vissuto insieme alla tua nascita.
Purtroppo hai la febbre e domani dovremo andare dal pediatra, ma la festa in giardino la faremo, appena questo folle giugno la smetterà con le piogge quotidiane.
Il grande pallone fucsia con la cifra dei tuoi anni e la torta ci saranno comunque, so che lo sai.
Buon compleanno Ciuciolo.
Ti voglio tanto bene.

Mamma

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Mamma di Stella

Lucia e Stella Lorenzon al Molinetto della Croda

Ma la rima con mamma qual’è,
chè parola più impegnativa non c’è?
Non fa mica rima con cuore,
ma è ventre che si fa amore.
Non fa nemmeno rima con vita,
ma lei la dà, dalla natura insignita.
E forse fa rima con figli?
No, ma per essi si fa tigre con artigli.
Magari la fa con eterno?
No, ma così è, il sentimento materno.
Di certo non con armonia,
ma qual poeta non ne ha fatto poesia?
Nemmeno, lo so, con canzone,
ma milioni di brani contengon quel nome.
Potrebbe essere, allor, con preghiera?
No, ma il suo nome è l’ invocazione più vera.
Nel caso mio
la verità è solo quella: la parola mamma fa rima con Stella.

Lucia Lorenzon, 13 maggio 2018

Auguri a tutte le mamme!

Sette splendenti anni

Sette splendenti anni, sette anni non facili, ma coi tuoi sorrisi, i tuoi luminosi occhi azzurri, il tuo carattere meraviglioso.

Sette anni che giorno dopo giorno confermano che mi somigli in molte cose, ma che sei la parte migliore di me. 

Ottimista, solare, intelligente, socievolissima, spiritosa, con una punta di ironia che si sta sviluppando e rende ancora più vivido il brillìo dei tuoi occhi, che restano però pieni di dolcezza.

Hai un cuore grande tu, ma grande grande e tanto gentile e generoso con tutti.

Hai domande che non fai, e a volte mi chiedo se tu in qualche modo non ti sia già data delle tue risposte, sul perché mamma non è sposata, mamma “è tutta scassata” mamma è un poco “strana”. Perché tu sei piccola ma sei grande dentro, e hai una capacità incredibile di mettere insieme i dati che raccogli, e trarne idee, soluzioni, ipotesi sempre incredibilmente “centrate”. Fin troppo. Sei cresciuta in fretta, maturata prima, non sarebbe dovuto essere così, ma così è andata e tu affronti ogni “particolarità ” della tua, e della nostra vita, con tanta collaborazione e con un costante sorriso. Oso sperare non sarà troppo duro e troppo doloroso per te conoscere certe verità. Spero non troppo.

A volte mi fai quasi soggezione, o forse la dovrei chiamare “stima”, sì, stima, anche se hai solo 7 anni io per te ho tanto amore quanta stima.

Per fortuna niente ti ha rubato la tua risata argentina, la gioia nella tua voce sempre alta, il tuo animo maschiaccio,  i tuoi canti quotidiani ad accompagnare soprattutto i momenti di attività “artistica”, i tantissimi disegni.

Quanto amo sentirti cantare, a volte suoni che neanche sono parole, ma quasi gorgheggi, lo fai da sempre, anche se nel tempo sempre meno, e io spero non smetterai mai del  tutto perché è un canto che mi porto dentro, che so mi terrò dentro tutta la vita.

Anche se la festa la faremo sabato, troverai oggi palloncini colorati; quello enorme, fucsia, col numero 7,  oscilla stanotte aspettandoti. La torta è venuta un poco storta ma ora rimedio… c’è il biglietto con una stella che ride, come te, e parole che ora saprai leggere da sola.

Ho fatto del mio meglio Stella mia.

Una volta nel “fare del mio meglio” mi è riuscito un capolavoro: TU. 

Buon Compleanno “ciuciolo”!
La tua Mamma 

Sto imparando… ( Festa della mamma)

Lucia e Stella Lorenzon (autoscatto)

Sto imparando a fare la mamma da te, sto imparando a fare la mamma dal tuo amore e dall’amore di chi mi ama davvero, sto imparando a perdonarmi le mille carenze, le tante difficoltà in cui vivo e che ricadono su di te. 

La mamma è sola, la mamma piange, la mamma non ha possibilità economiche.

La mamma è sempre “tutta rotta”, e riesce persino a dimenticarsi di darti la merenda da portare a scuola (solo due volte ma mi sono sentita in colpa da morire).

La mamma è buffa, la mamma fa gli scherzi, la mamma è strana, la mamma fa disegni.

La mamma ha i capelli rossi gli occhi verdi: “mica sono tante le mamme così belle” ( e lo dici tu che sei un incanto).

La mamma ti bacia, ti abbraccia, ti dice che ti vuole tanto bene, perché a lei tutto questo non è stato dato e non vuole ti manchi, almeno nei ricordi, seppur da grande non potrà più farlo tanto spesso, perché magari non vorrai.

La mamma spera che tu non provi mai il dolore profondo, e mai guarito, forse il più grande, del non sentirsi amati dalla propria madre.

La mamma prova…cade…sbaglia.

La mamma ti dice “non riesco” e tu dici tante volte “non importa”.

La mamma  è riuscita a fare un miracolo bellissimo: TU ❤

Grazie degli auguri amore mio.

E ai tuoi aggiungo i miei a me stessa e a tutte le mamme che ci provano…sempre.
P.s. 

Auguri a una mamma che non c’è più ma che mi ha lasciato un regalo che ha cambiato il mio modo di percepire la vita. Si è mamme anche così.



Festa della Mamma

Stella è Lucia Lorenzon (autoscatto)

Non son mamma
di fiori e di cuori,
ma di scelte e dolori.
Non son mamma
di facile ruolo;
nè scelta,
nè errore,
ma patto d’amore.
Son mamma, da sola,
di un parto del cielo.
Non Madonna
ma donna,
per figlia una Stella.
Lucia Lorenzon, 13 maggio 2017


Auguri a tutte le mamme!

Esattamente 7 anni fa…

Non tutte le madri sanno il giorno preciso del concepimento del proprio figlio. Io che, madre, mi avevano detto non sarei mai stata, io lo so.
So che era un 22 settembre sera di sette anni fa.

Non vedevo tuo padre da oltre un mese. Una sera di settembre che aveva ancora il tepore dell’estate, come la doratura della mia pelle, solitamente candida.

Eravamo sbagliati insieme io e lui.

Sbagliatissimi.

Un amore a senso unico.

Da me a lui senza ritorno.

Un legame che non doveva nascere e non sarebbe dovuto durare.

Invece ebbe fine solo quella sera.

La sera in cui un errore, l’unione di due errori, ha concepito la piu’ giusta delle cose: la tua vita.

Una vita di cui ho avuto paura, ma che avrebbe prevalso su tutto.

Tu hai scelto d’esserci quella sera di sette anni fa.

Hai scelto me.


Lui non c’è mai più stato.


Io ci sono.


Tu ci sei, Stella ❤


Una figlia solo mia

Stella, 12 settembre 2016, primo giorno della prima elementare.

Il tuo negozio vende i buoni mensa per la scuola.  Entro a comperarne col mio bel foglietto dove serve il timbro del commerciante, e la cui compilazione a fine anno da diritto alla detrazione fiscale del 19% sulle spese mensa.
Mi chiedi: “i buoni per l’asilo?” 

Ti è sfuggito il particolare, che sa chiunque, in questo microscopico paese, che Stella fa la prima elementare. Solo che tu sei suo padre. 

E questo è un “dettaglio” che oramai sfugge non solo al tuo ma anche al mio pensiero.

Non penso più che tu manchi nei momenti importanti. Non ti mando più messaggi come il giorno che é nata o foto in qualche momento significativo, perché caduti sempre in un silenzio assordante. Ha smesso di importarmi. Forse si può pensare che scriverlo significhi qualcosa di diverso invece no, é così. Ha smesso di dispiacermi. Di farmi rabbia.  Stella di te non ha nulla. Nemmeno nei tratti fisici. Nulla. 

Come me la fossi fatta da sola. Una partogenesi. 

L’errore non sarà mai lei, così capitata per caso, ma l’averle dato te come padre. Un giorno glielo dovrò spiegare e dovrò dirle che ti amavo, anche se non so assolutamente piú il perché. Quanto si può essere vuoti d’amore per cercarlo dove c’è il vuoto assoluto.

Stella resta un legame indissolubile, ma se non fosse per lei, che un giorno avrà bisogno di sapere chi sei, tu saresti nel più totale oblio.