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Cultura e cuore

C’è sempre chi ti informa che tu non hai cultura.
È gente assai gentile, che ti usa la premura, di dirti le lacune che hai in letteratura.
Che dire poi dell’arte di artisti assai importanti,
come puoi tu non sapere date, nomi, stili ed eventi?
E la storia, il nostro passato? Non merita attenzione chi lo ha trascurato. Lo devi ben sapere quello che è accaduto. Non essere
imprecisa, non perdere il dettaglio, non puoi giustificarti come candido giglio.
Ma dai non sai tutto di Mozart, di Bach e di Beethoven? E di Verdi, di  Vivaldi ? La cultura mica fa saldi!
E poi c’è matematica, fisica, astronomia; ma in che contesto vivi, che vergogna figlia mia.
Va bene, vi ringrazio di tutta la premura, son certa che son grave e mi serve una gran cura.
Nel tempo ci ho provato a costruirmi dentro, a leggere il possibile, a darmi nutrimento, a conoscer  brutto e  bello che fan crescere il cervello.
Ci provo ogni giorno, curiosa di ciò che ho intorno, non saprò come altra gente, ma chi non è ignorante?
Siamo tutti impreparati scoperti in qualche fronte. Magari non capiamo il dolore di chi ci è di fronte; o non sappiamo dare, a chi ci chiede amore, e fare una carezza per dare sicurezza. 
Se poi non allunghiamo la mano verso chi cade, a chi ci guarda zitto, cercando un po’ di bene, allora l’ignoranza ha colto il nostro cuore.
Se siete preparati, colti e risplendenti, ma non capite niente degli altrui sentimenti, allora non
vi guardo con muta ammirazione, e non merito da voi nessunissima lezione.

Lucia Lorenzon 22 marzo 2017

Festa della donna

Auguri a…

Ad ogni donna ,
ad ogni madonna
ad ogni figlia di buona donna,
ad ogni bimba,
ad ogni ragazza,
ad ogni membro di questa “razza”,
che lotta,
che cresce,
che perde e subisce;
l’unica che partorisce.
A chi viene zittita,
a chi perde la vita
a chi viene oltraggiata,
a chi viene stuprata;
a chi viene amata e rispettata.
Ad ogni mamma
che ha concepito,
a chi questo dono
non è stato dato,
a chi vuole figli per istinto ancestrale,
e anche a chi figli proprio non vuole,
a chi li ha vicini,
a chi li ha lontani,
a chi li ha pianti ad un funerale,
a chi la mimosa
la vuole buttare
a chi la accetta,
con vero piacere.
Al giallo, all’azzurro
al rosa ed al nero,
ad ogni colore,
e ad ogni mistero,
di questa creatura,
di  tosta fattura,
che di essere donna
ha l’immensa avventura.
Lucia Lorenzon, 8 marzo 2017



Ligabue “Le donne lo sanno”


Il cuore è dovunque ( filastrocca)

Gioco un po’ con le parole,
per dirti che vivi,
costantemente, nel mio cuore.
Non scivoli via nemmeno un istante,
corrente continua tra anima e mente.
Ti amo di giorno,
la notte ti bramo,
importa poco se sei lontano,
non teme ostacoli
chi si tiene per mano,
perché la vita ha lor dato un destino:
d’amarsi comunque,
ché il cuore è dovunque,
nei cieli, nei prati,
nei rami fioriti,
nel sole, nel vento
persino nel pianto.
Vive l’amore,
in qualsiasi elemento,
non teme confini,
non si cura del tempo
Chè dall’eternità
è custodito nel grembo.

Lucia Lorenzon, 12 febbraio 2017

“L’Orso e il Pulcino” (filastrocca)

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Immagine creata da me: "L'Orso e il Pulcino"

Pulcino
Smarrito e affannato
Troppo da casa
Ti sei allontanato
Ti aggiri confuso e gelato
Nel grande bosco innevato
Hai freddo e paura
Non c’è più una casa sicura
Ma solo animali
Per te non normali
Son grandi
Possenti
Alcuni giganti
Tu sei piccolino
Sperduto pulcino
La neve é alta
Ti fa soffocare
Così disperato
Non sai dove andare
Poi quando davvero
Ti senti morire
Un grande zampone ti viene a salvare
Ti solleva in alto
Ti senti volare
Lo guardi negli occhi
E ci vedi un buon cuore
Un orso gigante
Che emana calore
E quieta un pochino
Il tuo piccolo cuore
Amico diventa
Il tuo protettore
Che favola bella
Potrai raccontare
Per custode un angelo
Che è un orso bruno
E tu non avrai da temer più nessuno.

Benvenuto Aprile! (filastrocca)

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E venne aprile
Col suo incedere gentile

Adornato d’alberi fioriti
Margheritine e tarassaco nei prati

É ormai certa la primavera
E più lunga si è fatta la sera

La pioggia che pur cade
Il cuore non pervade

Lo senti sulla pelle
Che ormai l’inverno è alle spalle

Anche i merli neri
Cantano sol d’amore e desideri

É tutta sveglia la natura
E’ cominciata la nuova avventura

Di questo mese che pur bizzoso
Sa _come il suo pesce_ esser sempre   
                                          spiritoso

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Alberello fiorito sul retro di casa mia

Filastrocca per i papà

Auguri a tutti i papà veri che passano di qua.

Lucia

MonDonna

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A chi è chiamato Papà
Da una principessa
Che donna sarà
O da un principe in pannolino
Che sarà uomo in un battibeleno
A chi ti stringe in un abbraccio
E gioca ore con un pupazzo
A chi accarezza i tuoi pensieri
E oggi ti vuol bene più di ieri
A chi puoi chiedere
Per ogni dolore
Che sia un ginocchio sbucciato
O una ferita d’amore
A chi è sempre presente
Perché tu non abbia paura mai di niente
A chi anche se molto lontano
Non ti lascia mai senza un “ti amo”
A chi ti cresce con amore infinito
Anche se non ti ha concepito
A chi in terra non c’è più
Ma ti protegge anche dal cielo lassù.
Auguri a chi è degno di esser Papà
E anche a chi negli occhi porta la verità
Che un padre vero mai lo avrà.

Lucia

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“La Bimba e la Neve” (filastrocca)

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Era una bimba particolare
Non amava con la neve giocare

Per tutto quel bianco splendore
Non provava nessunissimo amore

Non le importava di buffi pupazzi
Per cui gli amici andavano pazzi

Di slitte che scendevan veloci
Fra risa e voci felici
 
Sentiva quel freddo penetrare
Doloroso e pungente nel cuore

E solo voleva fuggire
Lontano a cercare calore

Poi accadde una strana magia
Una dolce inattesa malìa

Qualcuno le disse in segreto
Che nella neve c’era un Angelo discreto

L’Angelo della dolcezza e         
                                    dell’accoglienza      
Per proteggerla da ogni sofferenza

E, da quel giorno, la bimba la neve attese
Per salutar, felice, il suo Angelo   
                                                  cortese.