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Sconfiggimi (una mia video-poesia)

Eccovi la mia pubblicazione mensile sul blog “Caffè Letterario”; la poesia l’ ho pubblicata pochi giorni faanche qui…ora vi ho aggiunto un video, con immagini dell’ artista Loui Jover.

Caffè Letterario

Ho pubblicato questi miei versi qualche giorno fa nel mio blog. Oggi ne ho fatto una video-poesia per Caffè Letterario. Versi che narrano di passione, con le parole e con le immagini usate, dell’ artista Loui Jover, (sotto lascerò un link per chi volesse sapere qualcosa di più di lui, a me piace molto).

Eccovi dunque la mia poesia, e il video.

Buona lettura e visione.

Dissacrami,
spogliami da ogni residuo di me,
da ogni ricordo d’altro.
Occupami,
invadimi;
lasciachediventi
unico tuo territorio,
di nessuno prima,
di nessuno dopo.
Non temo possesso,
lo anelo.
Mi cedo,
e concedo alla tua esplorazione,
ogni respiro
ogni grido.
Fammi perdere,
come unico nord
il tuo odore,
il calore del tuo fiato.
Perduta in te
ritrovo la mia essenza.
Sconfiggimi,
in questa battaglia d’amore
voglio solo morirti dentro.

Lucia Lorenzon, gennaio 2018

Loui Jover: https://www.thingsiliketoday.com/immagini-e-parole-loui-jover/

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Baciami la nuca

eccomi al mensile appuntamento col ” Caffè Letterario” , appuntamento scordato lo scorso mese perché sono una distrattissima.
Buona lettura

Caffè Letterario

Rieccomi, una poesia un tantino “hot” questa volta, spero vi piaccia.

Baciami la nuca,
bagnata di piacere,
dopo ore d’amore
senza pietà,
nè mia,
nè tua.
Ci siamo persi,
dentro noi,
sentenziato,
con passione furente,
la reciproca appartenenza,
un possesso senza paure.
Mi consegno,
ti consegni.
Fusi in un mondo
che ci ha come soli abitanti,
ma creatori di nuove visioni,
di nuovi sogni,
nuove realtà.
Siamo nostri, Amore;
ma ora baciami la nuca,
a lieve sigillo
di un per sempre.

Lucia Lorenzon, luglio 2017

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Scrivere…scrivere…

Dal blog “Caffè letterario” il mio ultimo scritto:

“Scrivere…Scrivere…”

Caffè Letterario

A volte ci provava a sublimare le brutture in poesia. Ci provava con gli occhi, ci provava con la voce docile e gentile. Ci provava con un sorriso.

Ci provava perdonando.

Ci provava scrivendo.

Scriveva, scriveva, su agende, diari, foglietti, PC, cellulari.

Senza interlocutori se non quelle pagine bianche, prima, quegli schermi vuoti, poi.

Parole per raccontarsi, parole per spiegare a sé stessa ciò che era. Per fare ordine nel caos, per dare un senso a troppe cose che per gli altri non avevano senso, e lasciarlo a testimonianza di sè o, chissà come racconto a chi sarebbe venuto. Un uomo, un figlio…qualcuno.

Una infinita mole di parole, per non perdere ricordi, per non perdere nè il male nè il bene.

Per andare a cercarsi quando si smarriva.

Per capire che era diversa da chi la circondava, ma non peggiore, no, diversa, fragile, impaurita, spesso e allo stesso con una…

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