Archivio | dicembre 2018

Porto con me…

Porto con me schegge di pazzia
e cristalli d’arcobaleno.
Porto con me rime, per amore e per gioco.
Porto con me nuvole nere di pioggia e serene notti di luna piena.
Porto con me nuove fantasie, fiori, galassie e canzoni.
Tengo questo corpo che impietosamente muta, ma è sporco di te.
Il rosso, l’azzurro, il verde…il grigio e il color grano.
Tengo parole,
parole,
parole,
fotografie,
occhi che lacrimano,
fatiche,
abitudini care
e coraggiosi nuovi passi.
Tengo profumi di cibo e di sudore.
Porto scatole di stelle filanti e milioni di coriandoli colorati.
Porto segreti e malinconie.
Porto terrori non vinti.
Porto gioie che nessuno ruberà più.
Porto commozione e stranezza,
il mio far da pagliaccio per regalar risate
e i miei smarrimenti bambini
che cercano abbracci.
Porto pagine bianche da imbrattare
e mani e occhi sempre più curiosi.
Porto tiepidi cappuccini e caffè d’orzo bollenti.
Porto zucchero e sale, quanto basta.
Porto domande cui dovrò trovar risposta
e la paura di poter sentirmi sola.
Porto fierezza e incertezza.
Porto notti insonni che han pause sognanti.
Porto la ragazza che sono stata per curarla ancora.
Vieni, porto te.

Lucia Lorenzon 31 dicembre 2018

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Caro 2018,

Caro 2018,
ancora un anno da salutare con gratitudine, ancora un anno dove ci sono stati momenti di autentica felicità da tenere nel cuore come risorsa per la vita. Un anno in cui l’Amore ha comunque prevalso su rancori che non so superare. Un anno di dolcezza, di tenerezza, di profonde confidenze.
Un anno di sogno e magia,di colore e poesia, fotografie, disegni, racconti, parole e scarabocchi.
Un anno di mutamento interiore, di sforzi per agire su me stessa provare a cambiare per chi dà valore alla mia vita, chi mi ama, mi stima, mi incoraggia, mi tiene per mano.
Qualche passo indietro per poter continuare il tragitto su un nuovo percorso, con fatica, ma senza mai pensare di rinunciare. Mai.
Tante lacrime anche, tanto dolore ancora, paure enormi di perdere realtà preziose cui non saprei più rinunciare.
Problemi che ancora non so affrontare.
L’angoscia per un futuro da affrontare in gran parte da sola; poi una carezza… e avanti. Il presente che conta più di qualunque futuro, se oggi mi permetto di sorridere, ridere, giocare, il futuro su questo potrà mettere radici.
Una salute sempre terribilmente limitante a livello psicofisico, però qualche dolore in meno, che mi ha concesso piccole esplorazioni “fuori porta” con Stella, piccole gite dopo anni quasi ferma, senza quasi mai riuscire a oltrepassare la zavorra del dolore fisico. Le vacanze al mare sola con Stella…semplici e bellissime.
La mia Stella che riesco a far ridere tanto, a cui ho fatto vivere qualche esperienza nuova, nonostante i pochi mezzi, cui personalmente riesco a dare di più, più vicine, la sua autonomia che diventa strumento per noi per un legame più profondo.
Un Angelo lontano che veglia su di me, la mia guida e la mia ispirazione. Meravigliosa creatura donatami dal destino per mutarlo, il più prezioso dono della mia esistenza. Una linea tra un prima e un dopo.
I miei 50 anni, (come scorre veloce il tempo! ), davvero troppi per molte cose, ma spero ancora in tempo per realizzare sogni e speranze che fino a pochi anni fa la mia mente e il mio cuore nemmeno si concedevano di concepire.
Un anno da mettere nei ricordi preziosi del cuore.

Ciao 2018,
ti ho amato tanto.

Lucia

17 dicembre 1968/ 17 dicembre 2018

Lucia, dicembre 2018, autoscatto.

Cinquant’anni. Non mi piace come compleanno, la cifra mi fa un poco paura, il tempo alle spalle più lungo di quello davanti, il corpo che cambia, e per una donna, inutile dire il contrario, è più difficile farci i conti, quasi che un cinquantenne uomo assumesse fascino e donna comininciasse solo ad invecchiare davvero.
Non mi piace eppure non ci ho pensato molto fino ad oggi, in cui mi viene, forzatamente, da riflettere.
Non me li vedo addosso questi anni, magari non li vedo io e li dimostro tutti, ma io non li so vedere.
Se guardo indietro mi rendo conto che non vi è periodo in cui tornerei. Nessuno. Ho un passato intriso di sofferenze dacché ero bambina, adolescente, ragazza e poi donna, madre. No, non ho nostalgia. I migliori anni della mia vita sono stati gli ultimi tre. Poca salute sempre, kg in più, disagi tanti, liti in casa, pochi soldi…ma anche sogni mai avuti, speranze mai avute, utopie magari, ma le utopie fanno lottare, resistere, provare. E poi poesie, disegni, filastrocche, fotografie…la possibilità di muovermi di più, vedere piccoli posti nuovi. Io e Stella in vacanza da sole.
Mia figlia è cresciuta e il nostro legame è molto più forte. Non sono una madre che rimpiange i primi anni della sua bambina, perché ero talmente torturata dalla sofferenza che non riuscivo a vivere che in piccola parte la bellezza di Stella. Ora lei è più autonoma, anche contrappositiva, tosta, ma quanto riusciamo ad essere più vicine! Non è semplice questa mia maternità solitaria, eppure anch’essa, così tardiva, ha in qualche modo aggiunto vita alla vita.
Sono riuscita a sentirmi felice in questi ultimi anni. Felice davvero,in certi momenti. E mi sono resa conto di non esserlo mai stata così, prima. Merito soprattutto di qualcuno che, pur da lontano, mi ha insegnato a guardare la vita con altri occhi. E mi ha insegnato un universo di cose ed arricchito come mai nessuno prima. Mi ha insegnato ad oltrepassare i limiti. La capacità di sognare, di gioire ,di sperare di cambiare nascono anche dalla stima quotidiana di qualcuno, dalla sua fiducia . E non importa dove esso viva, quanto lontano, non importa nemmeno se non lo incontreró mai. Ci sono creature che sono regali nella vita, preziosi, che segnano un prima e un dopo;che riempiono il tuo bagaglio vuoto d’amore e ti aiutano a toglierne i macigni, ti danno mezzi per provare a vivere davvero e non solo resistere e sopravvivere.
Non sono religiosa eppure in qualche modo credo ci siano angeli, o magiche creature, che portano il miracolo in sé e che è immensa fortuna incontrare.
Starà a me continuare ad arricchire il mio bagaglio che è rimasto vuoto così a lungo e procedere nonostante le difficoltà, con occhi nuovi e capaci di vedere bellezza.
Spero di farcela. Spero di essermi. meritata questo magico incontro. Gli acciacchi, pesanti pure, ce li ho da quando ho 14 anni, sono allenata mio malgrado.
E quindi con la mano stretta in quella di Stella e un angelo nel cuore e nei pensieri, procedo.
Spero di non sentirmi mai troppo vecchia per sognare, ridere, giocare, essere ridicola e buffa.
50 anni…magari comincia ora lo spettacolo, non lo so, so però che me lo meriterei e lo meriterebbe chi mi ama davvero.

Lucia Lorenzon, 16 dicembre 2018

E sono arrivati anche i cinquanta
non è che ne sia poi così affranta,
son tanti son pochi,
alla fine che importa,
io oggi, intanto, mi mangio la torta.
Alla fine non son questi i pensieri
se si mantengon vivi
speranze e desideri.
E se si fa fatica
si riprova domani,
si lotta si lotta e mai si desiste
pensando sempre
che l’ “ormai” non esiste.

Mi vivi dentro

Che domani sarà domani
se non sarà coccolato dalla tua voce,
da quella erre che si fa francese,
dalla franca risata
e quel brillìo impertinente negli occhi,
di un uomo che sarà sempre
capace di essere bambino.
Che domani sarà domani
senza che la mia testa,
piena di poesie,
sogni troppo grandi,
mali antichi,
fatiche ed inesauste speranze,
possa poggiare lì, sulla tua spalla,
o sul battito del tuo cuore,
a trovar riposo e pace.
Quale sarà la mia casa,
se non al riparo
del tuo abbraccio,
tetto e mura,
focolare sempiterno per il mio
atavico freddo.
Non ci sarà notte senza dirti buonanotte,
né giorno senza buongiorno,
né sonno senza il tuo respiro,
ché niente può avere inizio
né fine,
né essere, senza te.
Sarai con me,
ora come domani
e oltre questo riduttivo tempo.
Nell’ “io” che sono ci sei tu.
Io sono fatta di te,
io così piccola,
tu così grande e mio,
mi vivi dentro.
Lucia Lorenzon, 14 dicembre 2018

Un bacio, per ogni bacio…

Ribloggo la mia pubblicazione mensile dal blog “Caffè Letterario”.
Buona lettura…sempre d’amore❤

Caffè Letterario

immagine di Frida Castelli

Una carezza
per ogni tua carezza,
per ogni volta che hai stretto
il mio viso tra le tue mani,
guardandomi con tenerezza,
per ogni volta che le tua mano
si è persa tra i miei capelli,
per ogni volta che il tuo dito
ha percorso, lieve, le mie cicatrici mal chiuse.
Un bacio,
per ogni tuo bacio,
per quelli sulle palpebre chiuse,
come di bambina,
e quelli sulle labbra aperte
ed avide delle tue,
per ogni centimetro che hai baciato,
baciato,
baciato,
baciato,
senza niente tralasciare, senza nulla trascurare,
senza farti dimenticare.
Una lacrima,
per ogni lacrima,
di commozione
di emozione,
di passione,
per quelle mie di tristezza e paura
e per quelle colme di sorpresa felicità.
Una parola,
per ogni parola
per ogni poesia,
ogni sogno, visione, colore, speranza,
per ogni buon senso ed ogni pazzia,
una parola per ogni canzone per te.
Un fiocco…

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