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Notti

Notti di me e di te, di desideri raccontati dallo sfiorarsi di dita. Notti lontane a carezzarsi pensieri, a giocare con la magia di due anime che sanno sentirsi in silenzio; senza vista, nè udito, nè voce. Notti di luna piena e stelle che regalano ombre e luci, dipingendo sagome di una danza d’amore nel buio, affreschi di passione senza tempo. Notti calde di profumi, di odori nuovi, di lenzuola bagnate d’amore.
E riconosci quel suono? Quello sciabordio di corpi che si fanno tempesta appropriandosi l’uno dell’altro con desiderio spietato?
Odi quelle grida che chiedono una pietà che non vogliono , vittime di insopportabile piacere da cui non vorrebbero mai requie?
Notti di fiabe e poesia di confidenze lente, di racconti a fil di voce, di tocchi lievi come seta che sanno solo di tenerezza, di piccoli baci in fronte, sulle palpebre chiuse, di buone notti, di respiri quieti e sereni. So che sei lì, sai che son qui.
Notti di lacrime, di ricordi che fan paura di paure nuove, di prove di vita, di scalini da fare da soli, di muri da abbattere, di consapevolezza che però noi ci siamo per noi. Siamo dietro il muro, sopra la scala, oltre ogni ostacolo, oltre, primi tifosi:” perché tu sei il mio credo e la mia indefessa fede”.
Notti senza tempo né spazio, così era ieri, così oggi, così sarà domani.
L’infinito ci appartiene.

Lucia Lorenzon, 2 novembre 2018

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Non andare (poesia e video-poesia)

Non voglio respirare
che dentro la tua bocca,
voglio scordare
chi son io
quando diventiamo noi:
nuova creatura
di fiato e odore.
Adesa alla tua pelle,
madida,
ti imploro di
non andare, ancora.
Non è placo il mio grembo,
solo nel possesso ricomposto.
Ascolta
l’ idioma dei fremiti,
dei brividi,
solo a te conosciuti.
Lì la tua mano sa
che creerà pazzia,
conosci centimetri remoti
e sai farli gridare.

Non andare ancora,
pesami addosso,
fa che il mio corpo
non dimentichi più
d’essere tua casa,
tuo fodero,
tuo scrigno segreto,
combinazione che tu solo sai,
tu solo saprai.
Non andare ancora,
l’ ingordigia di te
è il mio vizio,
Il mio peccato
in cui all’ infinito ricadere,
confessa e mai pentita.
Non andare, amore, ancora no.

Lucia Lorenzon, 20 ottobre 2018
immagine dell’artista Frida Castelli

Video-poesia:

Desiderio

Disegno di Frida Castelli

Pensava di averlo conosciuto il desiderio.

Non ne sapeva nulla invece. Non immaginava neppure cosa fosse davvero, prima di incontrare lui.

L’ urgenza, la ferocia, la felicità, lo struggimento.

Inutile dissertare sul sesso senza amore. Sì, sì esiste, ma non potrebbe mai arrivare a certe vette, a certe incomparabili vertigini.

L’ intimità, la familiarità, la conoscenza, si racconta, che tolgano, appannino; oh che errore! Se lo fanno non sono piene, non sono totali, non sono “tonde”.

Un corpo amato è emozione infinita. Un corpo conosciuto offre odori, essenze, rumori, suoni che sono la colonna sonora di un amore.

Sapere che, quel punto, sai solo tu che toccandolo la farà tremare. Sapere che sei solo tu a poter avere, sulle tue dita, certe segrete umidità.

Sprofondarsi dentro. Occuparsi. Possedersi.

Io te, tu me. Senza dimenticare niente.

Sapendo che nulla è proibito. Sfinirsi per ore, o consumarsi d’ urgenza. Dondolare tra crudezze da film hard e il miele di una vignetta di Peynet. Orgasmi morti in un grido, o accoccolati in un gemito.

Io e te.

Dimentichi di essere due riusciamo a diventare un unicum. Un dio mescolato, perfettamente felice.

Ci guardiamo, sapendo.

Ci sfioriamo, sapendo.

Giochiamo, viviamo, soffriamo.

Insieme, ogni maledetto, meraviglioso, giorno.

E sappiamo.

Sappiamo di quel Dio che ha la nostra pelle e il nostro amore in gola.

Lucia Lorenzon, 11 marzo 2018

Indecente e puro

Non tiepide coltri,

abbracci trattenuti,

“ti amo” a contagocce.

Non abitudini d’orgasmi

silenzi o pudori.

Spoglia,

anima e pelle indifese,

ma intrepide,

ti ho dato.

Non ho trattenuto ,

non ho contenuto.

Ho per unico confine

le tue braccia.

Tienimi.

Mi hai portato

dove mai ero stata,

per sentirmi gridare

l’amore,

indecente, spudorato, scandaloso,

eppur puro,

come una trepidante

deflorazione del cuore;

come il tremore

di una eterna prima volta.

Lucia Lorenzon , 16 gennaio 2018

Sconfiggimi (una mia video-poesia)

Eccovi la mia pubblicazione mensile sul blog “Caffè Letterario”; la poesia l’ ho pubblicata pochi giorni faanche qui…ora vi ho aggiunto un video, con immagini dell’ artista Loui Jover.

Caffè Letterario

Ho pubblicato questi miei versi qualche giorno fa nel mio blog. Oggi ne ho fatto una video-poesia per Caffè Letterario. Versi che narrano di passione, con le parole e con le immagini usate, dell’ artista Loui Jover, (sotto lascerò un link per chi volesse sapere qualcosa di più di lui, a me piace molto).

Eccovi dunque la mia poesia, e il video.

Buona lettura e visione.

Dissacrami,
spogliami da ogni residuo di me,
da ogni ricordo d’altro.
Occupami,
invadimi;
lasciachediventi
unico tuo territorio,
di nessuno prima,
di nessuno dopo.
Non temo possesso,
lo anelo.
Mi cedo,
e concedo alla tua esplorazione,
ogni respiro
ogni grido.
Fammi perdere,
come unico nord
il tuo odore,
il calore del tuo fiato.
Perduta in te
ritrovo la mia essenza.
Sconfiggimi,
in questa battaglia d’amore
voglio solo morirti dentro.

Lucia Lorenzon, gennaio 2018

Loui Jover: https://www.thingsiliketoday.com/immagini-e-parole-loui-jover/

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Sconfiggimi

Dissacrami,
spogliami da ogni residuo di me,
da ogni ricordo d’altro.
Occupami,
invadimi;
lascia che diventi
unico tuo territorio,
di nessuno prima,
di nessuno dopo.
Non temo possesso,
lo anelo.
Mi cedo,
e concedo alla tua esplorazione,
ogni respiro,
ogni grido.
Fammi perdere,
come unico nord
il tuo odore,
il calore del tuo fiato.
Perduta in te
ritrovo la mia essenza.
Sconfiggimi,
in questa battaglia d’amore
voglio solo morirti dentro.

©LuciaLorenzon 7 gennaio 2018

Baciami la nuca

eccomi al mensile appuntamento col ” Caffè Letterario” , appuntamento scordato lo scorso mese perché sono una distrattissima.
Buona lettura

Caffè Letterario

Rieccomi, una poesia un tantino “hot” questa volta, spero vi piaccia.

Baciami la nuca,
bagnata di piacere,
dopo ore d’amore
senza pietà,
nè mia,
nè tua.
Ci siamo persi,
dentro noi,
sentenziato,
con passione furente,
la reciproca appartenenza,
un possesso senza paure.
Mi consegno,
ti consegni.
Fusi in un mondo
che ci ha come soli abitanti,
ma creatori di nuove visioni,
di nuovi sogni,
nuove realtà.
Siamo nostri, Amore;
ma ora baciami la nuca,
a lieve sigillo
di un per sempre.

Lucia Lorenzon, luglio 2017

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