Archivio | ottobre 2018

Il potere dei bambini

Esistono gli gnomi
le fate e i folletti
anche se so che tu non lo ammetti.
Esistono gli elfi,
gli unicorni e i draghi,
anche se tu continuamente lo neghi.
Esistono invece, e io li posso vedere
perché, sai, io ho un grande potere:
io sono un bambino, ho sogni e visioni,
ma tu sei grande e le chiami illusioni.

Lucia Lorenzon, 28 ottobre 2018

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Non andare (poesia e video-poesia)

Non voglio respirare
che dentro la tua bocca,
voglio scordare
chi son io
quando diventiamo noi:
nuova creatura
di fiato e odore.
Adesa alla tua pelle,
madida,
ti imploro di
non andare, ancora.
Non è placo il mio grembo,
solo nel possesso ricomposto.
Ascolta
l’ idioma dei fremiti,
dei brividi,
solo a te conosciuti.
Lì la tua mano sa
che creerà pazzia,
conosci centimetri remoti
e sai farli gridare.

Non andare ancora,
pesami addosso,
fa che il mio corpo
non dimentichi più
d’essere tua casa,
tuo fodero,
tuo scrigno segreto,
combinazione che tu solo sai,
tu solo saprai.
Non andare ancora,
l’ ingordigia di te
è il mio vizio,
Il mio peccato
in cui all’ infinito ricadere,
confessa e mai pentita.
Non andare, amore, ancora no.

Lucia Lorenzon, 20 ottobre 2018
immagine dell’artista Frida Castelli

Video-poesia:

Se mi hai amato tu

Se mi hai amato tu,
viaggiatore tra visione e sogni,
inesausto cantore di bellezza.
Tu,
col mare negli occhi
ed ardite vette nel cuore,
creatura di felicità e stupore,
che hai sempre sorriso al mondo.
Tu,
tanto amato
da mai sentirti vuoto,
forte e potente,
libero.
Tu,
incantatore incantato,
tenero e furente,
che muti le carezze in fuoco
e il fuoco in dolci magie.
Lucido e folle
mai sazio di conoscenza e vita,
in costante ricerca,
senza fine e confini.
Se mi hai amato tu
dovevo avere in me
un soffio di irrinunciabile
un colore aggiunto
una piccola poesia,
un’ emozione nuova.
Qualcosa di mai visto.
Sì,
se mi ami tu.

Lucia Lorenzon, 19 ottobre 2018

In quanti modi ti amo

Appoggia la tua testa
qui
sul mio ventre nudo.
Lascia ch’ io t accarezzi
e senta la tua guancia
farsi calda sulla mia pelle,
mentre le tue narici
mi respirano.
Lascia che la tenerezza
delle mie lunghe dita
sfiori i segni
che la vita ti ha ricamato
sul volto.
Uno d’ essi racconta anche di noi,
parla di me,
di questi attimi immortali
che han per fotografo l’amore.
Continuerò leggera,
cantando.
Dormi,
pesando su questo grembo
che mille volte ha gridato,
pieno di te.
La mia nenia dolce
accompagni il tuo sonno.
In quanti modi ti amo…

Lucia Lorenzon, 12 ottobre 2018