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I tuoi 9 anni, 7 giugno 2019

Stella al Molinetto della Croda, maggio 2019

Buon compleanno a te, bambina mia, buon compleanno a te in cui la bambina comincia a cedere spazio alla ragazzina che sarai, tra troppo poco, e lascia intravedere anche la donna del futuro.
Ci sono tracce di quel che diverrai, nelle espressioni del volto, nei gesti, negli atteggiamenti, nelle caviglie che si fanno sottili, le mani con le dita affusolate, i lineamenti del viso che mutano (e diventi sempre più bella).
Gli sguardi, consapevoli e tosti, che hai da sempre so già che li ritroverò, ma conto di trovare anche quella luce malandrina negli occhi, il lampo che scatta prima che il tuo estro si esprima in un disegno, in uno scritto, in una delle tante cose che impari a modo tuo a fare dai tutorial di you tube kids, e dai mille particolari della realtà da cui trai ispirazione; quell’urgenza tutta tua di fermare subito l’idea sennò forse scappa (e invece tu hai una memoria che ti invidio ).
Tieni con te sempre la tua aria buffa, i tuoi vocalizzi continui e potenti quando fai qualcosa di manuale, le tue smorfie rovina fotografie, il tuo spirito commediante che cerca di cavarsela sempre, senza essere cattiva o disonesta mai. No, mai, e ne vado fiera.
Tu sei divertente e divertita, sei ironica fino ad essere pungente (un po’ troppo permalosa, però, se si fa gli ironici con te, un tratto che mi appartiene ma che tu hai ancor più accentuato e non è mica un vantaggio sai… ), una che “non muore col gozzo” si dice da queste parti, ché la tua la devi dire sempre su tutto, perché ti senti conoscitrice di ogni umana cosa, sicura come si può essere sicuri solo da bambini, ma riesci a farlo senza parere arrogante, antipatica, facendo, alfine sorridere.
Questa sicurezza, che è anche autostima, coltivala, forte di ciò che sei, ma con la disposizione ad imparare da coloro che ti saranno, in vario modo, insegnanti lungo la vita.
Purtroppo si impara anche dalle esperienze negative e dal dolore , ma spero con tutta me stessa, che sia il meno possibile e che tu sappia gestirlo, viverlo, superarlo, senza fartene schiacciare. Spero di non procurartene io, perché il dolore che può creare una madre è davvero durissimo da sopportare. É una delle cose cui più tengo.
Tu mi piaci. Ho stima di te, della bella persona che sei, piena di empatia e attenzione verso gli altri, soprattutto i più fragili, gli animali, le creature che percepisci in difficoltà, anche adulte, anche verso di me, (tu sei sempre dalla mia parte, lo so). Amo la tua leggerezza che sa, quando serve, diventare profondità, responsabilità e non è mai ansia.
Amo te. Amo pensarti quando non siamo insieme, amo stare insieme a te. Amo le nostre risate, il nostro essere rumorose, incasinate, ritardatarie. I nostri scambi di scritti sul quadernino dei messaggi, le nostre gite della domenica.
Amo ciò che sono con te anche se so che ho davvero mille cose da migliorare.
Scusami per ciò in cui manco e per ciò in cui sono mancata e mancherò . Spero la tua infanzia che scivola via, sia un ricordo buono, dolce, colorato, festoso, caldo, una coccola cui ritornare da grandi con una nostalgia serena. Una scorta di cose buonep nel tuo zaino di esperienze.
Buon compleanno Stella mia.
Ti voglio tanto, tanto, tanto bene.

Mamma

7 maggio 2019

Porto con me…

Porto con me schegge di pazzia
e cristalli d’arcobaleno.
Porto con me rime, per amore e per gioco.
Porto con me nuvole nere di pioggia e serene notti di luna piena.
Porto con me nuove fantasie, fiori, galassie e canzoni.
Tengo questo corpo che impietosamente muta, ma è sporco di te.
Il rosso, l’azzurro, il verde…il grigio e il color grano.
Tengo parole,
parole,
parole,
fotografie,
occhi che lacrimano,
fatiche,
abitudini care
e coraggiosi nuovi passi.
Tengo profumi di cibo e di sudore.
Porto scatole di stelle filanti e milioni di coriandoli colorati.
Porto segreti e malinconie.
Porto terrori non vinti.
Porto gioie che nessuno ruberà più.
Porto commozione e stranezza,
il mio far da pagliaccio per regalar risate
e i miei smarrimenti bambini
che cercano abbracci.
Porto pagine bianche da imbrattare
e mani e occhi sempre più curiosi.
Porto tiepidi cappuccini e caffè d’orzo bollenti.
Porto zucchero e sale, quanto basta.
Porto domande cui dovrò trovar risposta
e la paura di poter sentirmi sola.
Porto fierezza e incertezza.
Porto notti insonni che han pause sognanti.
Porto la ragazza che sono stata per curarla ancora.
Vieni, porto te.

Lucia Lorenzon 31 dicembre 2018

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8 anni domani,7 giugno 2018

E siamo arrivati a 8. Sai Amore, non ho grosse nostalgie del tempo in cui eri più piccola o angosce per un tempo che vola veloce. La tua crescita, la tua progressiva autonomia, ci ha avvicinate molto. La condivisione è molto più intima e profonda, ora. Anche gli scontri, perché hai un carattere bello tosto e alla fine è giusto ci siano, scontri, confronti, dialogo.
Le mie difficoltà di salute, i miei tanti limiti, pesavano di più su di noi quando eri più piccola. Dovevo delegare molte cose alla nonna perché non ero in grado di farle io. Ora alcuni limiti sono stati scavalcati grazie alla tua crescita, alla tua forte indipendenza e noi ci “sentiamo” molto di più. Mi dici sempre che sono una “mamma strana”, ma lo dici ridendo e io, ti confesso, preferisco mi trovi strana che troppo conforme alle altre mamme che conosci. Questo non è ovviamente un giudizio di merito, non sono migliore, nè peggiore, sono particolare, sono strana, sono tua.
Quella cui tu fai mille battutacce, per poi offenderti se te le faccio io “perché mamma io ancora non riesco a capire sempre quando scherzi”, ( ma tu sei anche permalosissima eh!) quella che ogni tanto vedi piangere ma che ti fa ridere tantissimo e sa coglierti spesso di sorpresa. Quella per cui hai un forte istinto di protezione, quella del “mamma, poi vieni due volte anche se dormo” perché della protezione hai bisogno tu.
Ho una grande ammirazione e una grande stima per ciò che sei, per il tuo senso di responsabilità persin eccessivo per i tuoi anni e la la contemporanea grande leggerezza con cui sai prendere la vita. Io non ero così, io ero timida, insicura, triste e paurosa. Mi piace pensare tu sia così perché,anche se non hai un padre, ti sei sentita al sicuro, ti sei sentita amata. Mi piace pensare che non hai paura di aprire piano piano le tue ali perché sai che, anche se dissestato e disordinatissimo hai un nido caldo caldo in cui tornare.
Sono diventata più mamma col tempo, per questo non ho nostalgie.
Sono stata anche aiutata in questo, perché, un giorno ti racconterò, sulla terra ci sono creature fatte di sogno, amore e poesia, che salvano dagli abissi dell’ anima anche se lontani; è Il secondo miracolo che ho vissuto insieme alla tua nascita.
Purtroppo hai la febbre e domani dovremo andare dal pediatra, ma la festa in giardino la faremo, appena questo folle giugno la smetterà con le piogge quotidiane.
Il grande pallone fucsia con la cifra dei tuoi anni e la torta ci saranno comunque, so che lo sai.
Buon compleanno Ciuciolo.
Ti voglio tanto bene.

Mamma

Mamma di Stella

Lucia e Stella Lorenzon al Molinetto della Croda

Ma la rima con mamma qual’è,
chè parola più impegnativa non c’è?
Non fa mica rima con cuore,
ma è ventre che si fa amore.
Non fa nemmeno rima con vita,
ma lei la dà, dalla natura insignita.
E forse fa rima con figli?
No, ma per essi si fa tigre con artigli.
Magari la fa con eterno?
No, ma così è, il sentimento materno.
Di certo non con armonia,
ma qual poeta non ne ha fatto poesia?
Nemmeno, lo so, con canzone,
ma milioni di brani contengon quel nome.
Potrebbe essere, allor, con preghiera?
No, ma il suo nome è l’ invocazione più vera.
Nel caso mio
la verità è solo quella: la parola mamma fa rima con Stella.

Lucia Lorenzon, 13 maggio 2018

Auguri a tutte le mamme!

Natale

Non per tutti è un giorno speciale,
perchè alcuni non lo credono tale,
altri non han nulla da festeggiare,
perché soli e senza qualcuno da amare.
C’è chi mangia mille portate,
e chi guarda tra le cose gettate.
Ci son luci, nastri, colori
e tanti scambi d’auguri;
alberi maestosi e piccini,
che raccontano di vari destini.
Presepi d’arte, o con muschio raccolto
da mani che ancor ci credono molto.
C’è chi sorride e chi gioisce,
per quel piccolino in fasce.
Chi non crede invece in tutto questo,
e non festeggia, con sè stesso onesto.
Poi se invece ne avete solo smarrito,
lo spirito e il signficato,
o se anche per un solo momento,
volete sentirne la magia e l’incanto,
un segreto vi sussurro agli orecchi,
guardate un bambino negli occhi:
forse ho detto una cosa banale,
ma lì ci troverete il Natale.

Lucia Lorenzon, 24 dicembre 2017

Che sia un giorno sereno, per tutti voi e per chi amate.

Lucia

49 anni domani, 17 dicembre

Arriva il mio compleanno…

confesso un poco di affanno.

La cifra è di quelle importanti,

quarantanove comincian a esser molti.

Chè poi ve la dico tutta,

Il quattro davanti ancora aiuta,

al prossimo la faccenda sarà più ardita,

guardarsi allo specchio e vedere

le tracce di mezzo secol di vita,

(e molta in grande salita).

Mi guardo e mi faccio un sorriso,

che è sempre la cosa migliore,

si possono persino amare

le rughe che raccontan d’amore,

di risate gioiose e sonore,

o di lacrime di battaglie infinite,

ma mai dichiarate perdute.

E allora auguri a me stessa,

di sogni ancora da fare,

di speranze che non posson morire,

di desideri da poter esaudire,

di amore da ricevere e dare.

Un soffio forte e coraggioso

al tempo che pur vola via.

E buon compleanno Lucia!!!

Lucia Lorenzon 16 dicembre 2017

Sto imparando… ( Festa della mamma)

Lucia e Stella Lorenzon (autoscatto)

Sto imparando a fare la mamma da te, sto imparando a fare la mamma dal tuo amore e dall’amore di chi mi ama davvero, sto imparando a perdonarmi le mille carenze, le tante difficoltà in cui vivo e che ricadono su di te. 

La mamma è sola, la mamma piange, la mamma non ha possibilità economiche.

La mamma è sempre “tutta rotta”, e riesce persino a dimenticarsi di darti la merenda da portare a scuola (solo due volte ma mi sono sentita in colpa da morire).

La mamma è buffa, la mamma fa gli scherzi, la mamma è strana, la mamma fa disegni.

La mamma ha i capelli rossi gli occhi verdi: “mica sono tante le mamme così belle” ( e lo dici tu che sei un incanto).

La mamma ti bacia, ti abbraccia, ti dice che ti vuole tanto bene, perché a lei tutto questo non è stato dato e non vuole ti manchi, almeno nei ricordi, seppur da grande non potrà più farlo tanto spesso, perché magari non vorrai.

La mamma spera che tu non provi mai il dolore profondo, e mai guarito, forse il più grande, del non sentirsi amati dalla propria madre.

La mamma prova…cade…sbaglia.

La mamma ti dice “non riesco” e tu dici tante volte “non importa”.

La mamma  è riuscita a fare un miracolo bellissimo: TU ❤

Grazie degli auguri amore mio.

E ai tuoi aggiungo i miei a me stessa e a tutte le mamme che ci provano…sempre.
P.s. 

Auguri a una mamma che non c’è più ma che mi ha lasciato un regalo che ha cambiato il mio modo di percepire la vita. Si è mamme anche così.