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Libri “magici”

Ancora immagini digitali di mia creazione: libri e magia…:)

MonDonna

Proseguo con la pubblicazione, in questa nuova rubrica “L’angolo dell’immagine”, di alcune immagini di libri “magici” 🙂
Sono sempre gradite impressioni e critiche.

Lucia

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LOTTO da quando M’ARZO!

Ed ecco una grandissima Mariella da MonDonna.

MonDonna

Teniamoci forte alla vita come se resistere fosse una liana di buoni propositi, come fossimo in costante crescita e in perenne ricerca d’identità, chiamate a fare lo slalom tra appellativi ed etichette, ruoli, passioni, fragilità.
Auguri alla donne che di notte fantasticano l’immaginario e l’inimmaginabile come se l’audacia fosse facoltà aliena, ma che di giorno desistono e arrossiscono.
Auguri alle donne che si coprono e si nascondono e a quelle che si svestono perché gli va o perché devono.
Auguri a quelle che sorridono mentre piangono, a quelle che dicono “forza, ce la faremo”, mentre la paura del futuro è attanagliante.
Auguri alle donne che ricominciano e a quelle che sono a metà dell’opera.
Auguri alle donne tristi e a quelle felici.
Auguri a madre badessa e alla donna all’angolo di strada.
Auguri alle donne con le rughe o i denti da latte.
Auguri alle donne che si abbuffano per…

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É tutte noi, è se stessa, è nessuna…di Lella Costa

“Non cambiare per piacere agli altri.
Chi ti ama accarezzerà le tue insicurezze.
Chi vorrà starti accanto si accoccolerà
alle pieghe della tua anima. Sii te stessa sempre.
Fatti un dono vero, resta come sei.”

Alda Merini.

A chi festeggia, a chi non lo fa.
Comunque con rispetto verso ogni pensiero. Cominciamo col rispettarci, veramente, tra donne.

Lucia

MonDonna

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O troppo alta, o troppo bassa
Le dici magra, si sente grassa
Son tutte bionde, lei è corvina
Vanno le brune, diventa albina
Troppo educata, piaccion volgari
Troppo scosciata per le comari
Sei troppo colta preparata
Intelligente, qualificata
Il maschio è fragile, non lo umiliare
Se sei più brava non lo ostentare
Sei solo bella ma non sai far niente
Guarda che oggi l’uomo è esigente
L’aspetto fisico più non gli basta
Cita Alberoni e butta la pasta
Troppi labbroni non vanno più
Troppo quel seno, buttalo giù
Bianca la pelle, che sia di luna
Se non ti abbronzi, non sei nessuna
L’estate prossima con il cotone
Tornan di moda i fianchi a pallone
Ma per l’inverno la moda detta
Ci voglion forme da scolaretta
Piedi piccini, occhi cangianti
Seni minuscoli, anzi giganti
Alice assaggia, pilucca, tracanna
Prima è due metri, poi è una spanna
Alice pensa, poi si arrabatta

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Volevo essere una farfalla – Michela Marzano

“…L’esperienza e le riflessioni di Michela danno voce alle persone che hanno sofferto e soffrono di disturbi alimentari ma toccano anche un pubblico “estraneo” alla malattia che spesso fatica a capire le dinamiche che ci sono dietro…”

Sara Tordi

MonDonna

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Michela è intrappolata in un ruolo che si è assegnata per non deludere le aspettative paterne, segue le regole senza contestarle, razionalizza e rimane sempre concentrata sui suoi obbiettivi e sulle aspirazioni che le permettono di diventare una filosofa e di insegnare all’università di Parigi.
Vorrebbe essere libera e leggera come una farfalla, vorrebbe controllare la fame che si porta dentro ed annullare -o riempire- la voragine, il nulla che sente al suo interno ed il cibo è la manifestazione del lutto che prova la sua anima.
Ci racconta la sua storia, analizza i fatti, i ricordi, le sensazioni, il baratro, le cadute, le storie d’amore intraprese e colate a picco, le sedute dallo psicologo ed i tanti anni di analisi che la portano a conoscersi e a rimestare quel dolore così antico che si era assopito nei meandri della memoria.
Essere anoressiche non è una scelta, è una malattia che…

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27 gennaio, giornata della memoria : “SI CHIAMAVA KRYSTYNA”

L’affermazione più profonda che sia mai stata pronunciata a proposito di Auschwitz non fu affatto un’affermazione, ma una risposta. La domanda: “Ditemi, dov’era Dio, ad Auschwitz?”. La risposta: “E l’uomo, dov’era?”. 

WILLIAM CLARK STYRON

MonDonna

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Questo volto ha un nome, Krystyna Trzesniewska, un’età, 13 anni. Il suo lavoro, normale, per la sua delicata età era quello della studentessa. Che pretendi da una ragazzina? Sarà stata brava a scuola? Sicuramente.
Che cosa le è accaduto?
Nacque in Polonia, l’8 dicembre del 1929 e poi, su di lei, è passata la storia, quella folle degli uomini pazzi, razionali, violenti, che l’ha travolta, deportata e tradita.
Non voglio pensare alla sua morte, con le lacrime agli occhi rifletto, invece, sulla sua vita, mi ci voglio aggrappare con tutta la mia fantasia, penso ai suoi impegni di bambina, la scuola, i compiti nel pomeriggio, gli amici, le confidenze con le amiche, i primi dolcissimi amori, le corse per non fare tardi a scuola oppure ad un appuntamento per andare a mangiare un gelato o al cinema.
Magari le prime calze di nylon messe per la festa o il primo…

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“Notturno”.

….Mi restano le ore che mi separano da questi incontri.
Taciturno e mancante tu,
ti lascio aperta ogni porta,
ogni antro,
ogni fessura.
In controluce la vita mi sembra polvere
che si posa sui respiri affannati di petti e seni ansanti….

Ecco Mariella a regalare emozione e brividi, come sempre.

MonDonna

Ventimila leghe sotto ai tuoi occhi.
Ho tanto mare attorno a me,
ma nessun corso che mi scorra dentro.
Un pianoforte a coda,
una sottana sul letto,
musica dolce che si propaga lenta
e tutto questo sono io.


Anche fuori piove.


La natura, mesta, apre dialogo con me,
e fa silenzio perché dentro ho silenzio.
Sei poesia di albe e tramonti.
E dentro sono a pezzi
e mi riscrivo attraverso queste parole
che dedico a te per farmi intera.
Il pensiero,
raccolto,
in questo Notturno di Chopin
che mi accompagna nell’attesa.
E questo soffio di raffiche
confonde il richiamo di una civetta
che mi porta corteccia di alberi
– di cuore –
sul davanzale.
Mi sfilo la calza con la quale t’imprigionerei,
con sadici baci ed atroci abbracci,
le lingue di fuoco
dai ceppi accesi,
se ne ode il crepitio dal camino,
cenere del mio Etna che giace sul tappeto.

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Buon compleanno, Lucia!

La mia amica Mariella, che sempre mi commuove coi suoi scritti per MonDonna, e non solo, ora è riuscita a commuovermi anche facendomi gli auguri.

Grazie Mari!

MonDonna

E’ la prima volta che non chiedo il permesso e il consenso per poter scrivere sul giornale di MonDonna, ma oggi ricorre il tuo giorno, cara Lucia.

Che dire? Non avrei mai immaginato di trovare una persona, Amica, caporedattrice – nonché, madre…credo sia il tuo significante principale – così delicata, elegante, sobria, misurata e di buon gusto e senso come te nell’ambito del virtuale (se ne aggiungono pochissime altre e credo tu sappia a chi mi riferisco poiché si contano sulle dita di una mano).

Sono onorata di esserti amica e grazie sempre per il lavoro enorme e competente che svolgi per il nostro blog.

Sei una Donna forte, coraggiosa e intelligente!

Buon compleanno, cara Lucia.

Mari.

Pubblicazione2

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