Archivio tag | ventre

In quanti modi ti amo

Appoggia la tua testa
qui
sul mio ventre nudo.
Lascia ch’ io t accarezzi
e senta la tua guancia
farsi calda sulla mia pelle,
mentre le tue narici
mi respirano.
Lascia che la tenerezza
delle mie lunghe dita
sfiori i segni
che la vita ti ha ricamato
sul volto.
Uno d’ essi racconta anche di noi,
parla di me,
di questi attimi immortali
che han per fotografo l’amore.
Continuerò leggera,
cantando.
Dormi,
pesando su questo grembo
che mille volte ha gridato,
pieno di te.
La mia nenia dolce
accompagni il tuo sonno.
In quanti modi ti amo…

Lucia Lorenzon, 12 ottobre 2018

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Essenza 

Nutriti di me,
abbeverati
alle mie sorgenti d’amore.
Entrami,
là, dove nessuno ha osato,
là, dove a nessuno ho permesso.
Ipnotizzami il cuore
con la tua voce.
Allontanami dal mondo,
facendo vibrare
remote corde di piacere,
come raffinato arpista.
Raccogli i miei gemiti,
le mia grida,
con la tua bocca.
Doma il desiderio
del mio ventre col tuo.
Lascia ch’io mi perda
nel nostro fonderci.
In te, dimentica di me,
ho ritrovato la mia essenza.

Lucia Lorenzon, 10 marzo 2017

Riconoscimento

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Figli
Di un sentimento
Generato nel ventre dell’universo
Concepito
Dal pensiero di un Dio
Che impaurito
Ci ha diviso
Per non farsi superare
In amore
Immemori abbiamo vissuto
Colti da segni e sogni
Di noi
Accanto ad altre vite
Poi uno squarcio
Una luce
Un coltello che si sfila dalle carni.
La consapevolezza dell’assoluto
_Riconoscendoci_

Uno dentro l’altra

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Uno dentro l’altra
Rannicchiati
Cullati
Da un primordiale
Liquido amniotico
Nel ventre del tempo.
Lì  siamo stati insieme
Prima di separarci nel mondo
E dopo tempo infinito
Ritrovarci
Riunirci
Fonderci
Alla ricerca
Di quell’ unione primigenia.
Lo stesso cuore
Lo stesso ventre
Lo stesso corpo
_Uno dentro l’altra_

14 ottobre 2009: esattamente sei anni fa…

“Bisogna avere il Caos dentro di sèper generare una Stella danzante.”
F. Nietzsche

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Edit di Lucia Lorenzon, foto di Leo Taverna

Sei anni fa ho saputo che tu esistevi.
Un test di gravidanza positivo che mi ha lasciata allibita e terrorizzata.
So che ti ho amato pur temendoti.
So che la mia mano sul ventre quando, convinta che avrei interrotto la gravidanza, accompagnata da un sussurro : “mi dispiace, bambino”, e tante lacrime, erano gia’ amore.
Ma la paura era tanta.
Erano tanti i rischi per me, per te, le incognite, le pressioni di un padre che non ti voleva.
È stato tutto cosí sconvolgente pieno di sentimenti contrastanti.
Così duro e sensazionale.
Così sbagliato e mai cosí giusto

È stato Amore.

È stata una Stella.

La mia.

Figlia

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"Figlia" foto di Lucia Lorenzon

Figlia senza padre e senza fratelli.
Genesi di un amore solo mio.
Parto di un ventre detto sterile.
Erede di una vita crudele.
Riscatto di luce
Sorriso indomito
Azzurro sguardo
Che riflette
La parte migliore di me.
Ho scelto la tua vita
Accettando
Che il dolore
Si impadronisse della mia.
A volte, con vergogna,
Mi chiedo
Se il dolore mi starebbe lontano
Senza te.
Ma senza te
Ben più duro sarebbe.
E mille e mille volte
La tua vita
Risceglierei.
E che tu possa capire
Che tu possa sentire
Nonostante tutto
L’Amore.

_Lucia Lorenzon

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