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Le mie mani…le tue mani

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Lucia e Stella Lorenzon

Le mie mani.
Le tue mani.
Io ho generato le tue.
Tu hai plasmato le mie.
Le hai portate sul mio grembo, quando ancora il tuo cuore batteva dentro di me, a rassicurarti, le hai condotte sul tuo piccolo corpo, ad accudirlo, sul tuo bellissimo volto, ad accarezzarti.
Me le hai strette con fiducia totale.
Me le hai appoggiate addosso con la consapevolezza innata che io sono tua. Totalmente tua.

Nessun “possesso” é più vero e nessuno così giusto.
Io sono tua.

Tua madre

LE TUE MANI

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Immagine da web

Avevi grandi mani, sempre calde, anche nei più freddi giorni d’inverno, e nonostante il lavoro in ufficio, piccoli calli, che rivelavano la passione tua più grande, la falegnameria fai da te, quel creare col legno mobili preziosi, pezzi unici, che arricchivano, con la loro elegante bellezza, spazi in case di persone che amavi, cui li regalavi lieto, e pagato dagli occhi sorpresi, incantati e felici di chi li riceveva.
Le avrei riconosciute ovunque quelle mani, ad occhi chiusi, fra milioni di mani, le avrei riconosciute toccandole, annusandole, le avrei riconosciute se avessero toccato me.
Nessuno conosceva così ogni centimetro della mia pelle e la mia pelle aveva sempre risposto a quel tocco coi brividi delle prime volte.
Mani sapienti, abili, audaci, perverse, dolci, tenerissime…erano tutto, erano magia, passione, sesso, poesia.
Potevo far l’amore anche solo con le tue mani,arrivare, dove più lontano si puo’ arrivare col piacere, ascoltandole, abbandonata e persa in una dimensione da cui, potendo, non sarei tornata piu’.
Ti somigliavano, le tue mani, erano come il tuo carattere, dolce, passionale, forte ma rispettoso, mai invasivo.
Sono loro ciò che più mi manca di te.
I miei piccoli pugni raccolti lì dentro erano il simbolo di tutta la sicurezza, la complicità, la protezione e l’amore che mi davi.
” Ma i sogni arrivano lentamente e spariscono così in fretta “.
Ora ti guardo, quasi ti spio, oltre la vetrina di quel bar, chiedendomi come abbiamo potuto perderci, lasciarci, mollare la stretta.
Ti guardo mentre carezzi lieve il volto di un’altra donna e mi sembra di sentirla sul mio.
Ci saranno altre mani da stringere, lo so, altre mani da conoscere, altre mani su di me.

Lucia

“Mani” di Eduardo De Crescenzo: