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Piccola

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…Piccola mia, m’assomiglierai, ma sii più forte di me, te ne prego. E la timidezza sarà il tuo vestito da cerimonia: chissà che bellezza, sarai. Alza la testa, anche quando piove. E sorridi, soprattutto quando piove, che l’arcobaleno spunta prima se ti vede contenta.
Piccola mia, il cielo non è poi così lontano. Vogliti sempre bene, se vuoi toccarlo. Ma ama, se vuoi abbracciarlo. Ama la rugiada (senti i fiori come respirano sollevati!?), una foto in bianco e nero, i tuoi rimpianti. Ama anche quelli. Ama l’inchiostro, chi t’invita per un caffè e ti lascia prendere un succo di frutta all’ananas. Ama i tuoi “forse mai”, attaccati alle parole come fossero l’unica via d’uscita.
Sii un paradosso, quella che d’estate si porta sempre dietro un giacchetto, come mamma, quella che non ha sonno ma va a dormire per poter sognare, ridi anche quando sei triste, racconta barzellette svelando per prima cosa il finale.
Sii subbuglio di colori, d’emozioni, d’urla e silenzi, lascia che ti invadano, sdraiati e sii parte del caos. E quando la Luna non c’è, non spaventarti. Guarda il cielo, è così grande! Abbraccia il buio: è lì che si fa meglio l’amore, è lì che riconosci davvero chi ti bacia, solo dal tocco delle labbra. E respira a pieni polmoni le lacrime, il mare: che poi, capirai, sono un po’ la stessa cosa.
E chiamala, la felicità. Cercala. Il nascondino è il suo gioco preferito. Ma t’appartiene, ha il tuo nome. E quando decidi di andare, non farti fermare. Perchè chi ti vuole davvero non ti lascia allontanare.
E dell’amore fidati. Fidati. Esiste. E ringrazialo, ogni giorno, prima di addormentarti: è la preghiera più gradita a Dio, se mai ne avrai uno da invocare…”

[Web]

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Lucia e Stella Lorenzon 6 dicembre 2015

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“La piccola pittrice”.

Ancora da Mondonna la nostra meravigliosa Mariella… Che oggi si sposa!!!
Auguri Tesoro da noi tutti a te e al tuo compagno.

MonDonna

Quando si sentiva precipitata, sola, sbagliata, scura.
Quando il cielo perdeva la sua altezza e tramortiva in un tetto fatto di ragnatele.
Quando l’aria si saturava e le notti inseguivano i mattini e quando spioveva, ma l’arcobaleno era nero.
In tutte queste occasioni, si rifugiava in soffitta, dove aveva nascosto con cura i suoi album da disegno e le sue matite colorate e prendeva a dare forme inedite alle cose della sua vita e della sua mente, storpiando il pensiero, alterando le linee, misturando i toni e creando sfumature laddove il tratto deciso la terrificava, ammorbidendo le ombre e sorridendo al generarsi ingenuo degli improvvisi punti luce.
Il rosso s’allargava a chiazza ed era un tramonto spettatore di mani intrecciate d’amanti, l’azzurro s’aggiungeva col salato del mare e lei reclinava la testa, poggiandola appena sul pomo della spalla, come ad interporvi la conchiglia che fa sentire lo sciabordio delle onde…

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Cara Lucia piccola,

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Cara Lucia piccola,
Vorrei essere stata lí, quando muovevi i tuoi primi timidi passi nel mondo. Avevi paura, ma eri talmente mite e buona che nemmeno palesavi i tuoi disagi, le tue inquietudini, le tue lacrime.
Come un soldatino nascondevi l’angoscia nel tuo piccolo cuore e facevi la” bambina brava”.
Avresti voluto qualcuno che ti abbracciasse per farti coraggio, ti lasciasse in pegno una carezza, ma andavi avanti lo stesso, disarmata.
Io ti avrei stretta forte piccola, ti avrei detto che capivo quanto eri coraggiosa, ma che potevi anche cedere alla paura, far la bimba, fare i capricci, ci saremmo parlate, ci saremmo amate e capite.
Sarei stata lì, a tenerti la mano, nelle notti buie in cui la tua piccola anima, già troppo sensibile, era turbata dall’idea della morte, ma non riuscivi a trovare le parole, troppo adulte, per spiegarlo.
Ti avrei detto mille volte quanto eri bella e brava, come tutti ti dicevano, tranne la tua mamma e il tuo papà, te lo avrei detto mille volte e mille volte ti avrei rassicurata che ti avrei amata lo stesso, tanto quanto, se non lo fossi stata.
Ero lì, cucciola, nel battito futuro del tuo cuore ma non potevo far nulla.
Alla fine mi hai custodita tu, nel tuo piccolo cuore coraggioso, mi hai protetta, difesa, come hai potuto, dallo scempio che volevano fare della tua diversità, del tuo istintivo anticonformismo.
La mia sopravvivenza la devo a te.
È stata una battaglia dura che ha lasciato cicatrici brutte, alcune ancora aperte e dolorosissime.
Siamo arrivate qui, ora io ti custodisco nel battito bambino del mio cuore.
Ma avrei voluto esserci, stringerti forte, prenderti la mano e regalarti l’amore che cercavi.
Perdonami.
Ti amo tanto
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La tua Lucia Grande.

Elisa “Ti vorrei sollevare” feat. Giuliano Sangiorgi (official video)