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Di cosa è fatta la felicità?

Eccomi all’ appuntamento mensile con la pubblicazione sul blog “Caffè Letterario “; una filastrocca sulla FELICITÀ, accompagnata da due immagini, trovate su pinterest, che mi emozionano e commuovono.
Buona lettura.

Caffè Letterario

Di cosa è fatta la felicità?

Esiste un segreto, nascosto qua o là?

No, non c’è segreto, non c’è ricetta,

di certo non la si costruisce in fretta.

È fatta di cielo, è fatta di mare,

di altissimi monti e sterminate pianure.

È fatta di sole forte e cocente,

di pioggia e di neve, che accarezzan la mente.

È fatta di zucchero e un po’ di sale,

un po’, quanto basta,

chè sulle cicatrici fa male.

È fatta di amore, di abbracci, di baci,

di coccole dolci ed esplorazioni audaci.

È fatta di segreti, intimità, confidenza,

di silenzi, rispetto, ascolto e pazienza.

È fatta di sogni immensi e piccini,

alcuni vicini altri molto lontani.

È fatta di momenti di grande stanchezza,

a cui far fronte con sterminata tenerezza.

È fatta dei tuoi occhi e della tua voce,

della tua mano che stringe la mia e mi da pace.

La felicità…

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A te…

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Foto di e con Lucia Lorenzon

Questo scritto è per te, cui fatico a parlare, io che so essere un fiume di parole in piena, a te verso cui ho fatto un passo che non credevo di fare.
Alla tua vita abissalmente diversa dalla mia.
Alla tua ironia. Alla tua eleganza. Alla tua intelligenza. Alla tua galanteria.
A ciò che scrivi, a come sai scrivere, alle tue passioni, di cui so ancora poco, se non che la parola “passione” è parte della tua essenza.
A te con cui un poco gioco.
A te che mi hai spiegato il significato preciso della parola “soggezione” mentre io cercavo un modo di definire come mi sentivo nei tuoi confronti. E in fondo resto convinta che sia la parola più giusta.
A te che ormai sei pensiero quotidiano e speranza e sogno ma anche inquietudine di chi non li credeva più possibili.
A te che nel mio cuore sei entrato attraverso maglie strettissime ma che non son ancora riuscita a “far accomodare”.
A te che mi offri ascolto e disponibilità, di cui ancora non approfitto.
A te che mi hai fatto sentire il cuore sospeso di fronte a uno schermo di cellulare temendo ci fosse già stato un attrito di troppo, ma io alle mie idee difficilmente abdico.
A te che manchi se i silenzi si allungano.
Ad un tuo messaggio, arrivato inatteso in un momento notturno di solitudine e di lacrime, che è sembrato un “segno” e ha strappato un sorriso alla tristezza.
A te che credo ormai abbia capito che mi muovo tra malinconie e sorrisi; giorni migliori e giorni in cui il dolore, spesso fisico e forte, mi appanna e allontana.
E se non lo sai te lo dico qui, che il dolore mi allontana, mi confonde, mi fa “chiudere” e in questi giorni è cosí. Tanti giorni è così. Troppi.
A te cui non posso ancor dire “ti amo” ma la strada credo abbia preso quella direzione.
A te cui forse mi considero inadatta, ma io non mi trovo adatta a nessuno, per cui cerco di non darmi retta.
A te che dici di avere pazienza.
E con me ne serve.

A te.

Se vuoi, se puoi, aspettami.

Lucia