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Avrei 

Avrei voluto poterti amare

anche da vecchio, 

chè vecchio,

non è parola brutta,

per chi si ama.

Avrei voluto

che il vantaggio dei miei anni

fosse divisibile per due,

e fartene dono.

Avrei voluto

sfumare la passione 

in carezze,

amandoti ancor di più.

Avrei voluto camminarti,

fiera, accanto,

incurante di qualunque sguardo;

e addormentarmi 

notte dopo notte,

al suono del tuo respiro.

Avrei voluto fluttuare,

nel mare dei tuoi occhi,

per tutto il tempo mortale concessoci.

Avrei voluto baciarti

il cuore ogni giorno,

chè il tuo cuore 

sarà sempre pieno

di sogni, di giochi, di stupori

e d’amore, come quello d’un fanciullo.

Avrei voluto 

percorrere le vie della tua sera

mano nella mano,

fino al buio.

E ritrovarti poi, oltre.
Lucia Lorenzon , 3 giugno 2017

“Al di là della gente” di Pedro Salinas

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Immagine di Lucia Lorenzon

Sì, al di là della gente
ti cerco.
Non nel tuo nome, se lo dicono,
non nella tua immagine, se la dipingono.
Al di là, più in là, più oltre.

Al di là di te ti cerco.
Non nel tuo specchio
e nella tua scrittura,
nella tua anima nemmeno.
Di là, più oltre.

Al di là, ancora, più oltre
di me ti cerco. Non sei
ciò che io sento di te.
Non sei
ciò che mi sta palpitando nelle vene,
e non è me.
Al di là, più oltre ti cerco.

E per trovarti, cessare
di vivere in te, e in me,
e negli altri.
Vivere ormai di là da tutto,
sull’altra sponda di tutto
– per trovarti –
come fosse morire.

Pedro Salinas

Si, por detrás de las gentes
te busco.
No en tu nombre, si lo dicen,
no en tu imagen, si la pintan.
Detrás, detrás, más allá.

Por detrás de ti te busco.
No en tu espejo, no en tu letra,
ni en tu alma.
Detrás, más allá.

También detrás, más atrás
de mí te busco. No eres
lo que yo siento de ti.
No eres
lo que me está palpitando
con sangre mía en las venas,
sin ser yo.
Detrás, más allá te busco.

Por encontrarte, dejar
de vivir en ti, y en mí,
y en los otros.
Vivir ya detrás de todo,
al otro lado de todo
—por encontrarte—,
como si fuese morir.

Pedro Salinas

da “La voz a ti debida”, Madrid, Signo,  1933