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Avrei 

Avrei voluto poterti amare

anche da vecchio, 

chè vecchio,

non è parola brutta,

per chi si ama.

Avrei voluto

che il vantaggio dei miei anni

fosse divisibile per due,

e fartene dono.

Avrei voluto

sfumare la passione 

in carezze,

amandoti ancor di più.

Avrei voluto camminarti,

fiera, accanto,

incurante di qualunque sguardo;

e addormentarmi 

notte dopo notte,

al suono del tuo respiro.

Avrei voluto fluttuare,

nel mare dei tuoi occhi,

per tutto il tempo mortale concessoci.

Avrei voluto baciarti

il cuore ogni giorno,

chè il tuo cuore 

sarà sempre pieno

di sogni, di giochi, di stupori

e d’amore, come quello d’un fanciullo.

Avrei voluto 

percorrere le vie della tua sera

mano nella mano,

fino al buio.

E ritrovarti poi, oltre.
Lucia Lorenzon , 3 giugno 2017

Ci sarà un tempo… (una mia video-poesia)

Ci sarà un tempo per noi, 

tempo sognato,
quando mi mancavi,
seppur non ti conoscevo.
Ci sarà un tempo
per leggersi l’amore
negli occhi,
per chiuderli, felici,
in un vicino sonno.
Ci sarà un tempo
di mani strette,
e di orgoglio di noi,
di baci improvvisi da ragazzini.
Ci sarà un tempo
di viaggi e di casa
di figli,
di pacchi dorati,
di emozionati Natali.
Ci sarà un tempo
di compiuto destino,
di favola bella
di stelle cadute
a realizzar desideri.
Ci sarà un tempo
per riconoscersi ancora.

Lucia Lorenzon, 13 aprile 2017

Fiori dentro

Io, tra i fiori di ciliegio, 2 aprile 2017

Ci sono fiori
che nascono nel cuore.
Il loro profumo
arriva da dentro.
La loro bellezza
si scorge negli occhi,
che, pudici,
si chiudono,
a gelosa difesa.

Lucia Lorenzon, 2 aprile 2017

Non più, senza di te

Non posso più
rinunciare ai tuoi occhi,
brillanti di stupore felice.
Non posso rinunciare
alla tua voce,
delicata come perpetua carezza.
Non posso abitare
in altra casa
che non siano le braccia tue.
Non mi si chieda
di rinunciare
alla ninna nanna
cantata dal tuo cuore al mio orecchio,
nè al tuo profumo
di cui si è impregnata la pelle mia.
Non posso rinunciare
a baciarti
tenendo il tuo viso tra le mani,
nè ad appartenenti
senza pudori e ritegni,
lasciati ormai  in tempi lontani.
Non posso vivere,
senza la tua bella testa
ricca di genio e pensieri,
che sempre mi regali.
Non potrei non raccontarti
le mille cose
che han senso solo se condivise con te.
E come potrei piangere ancora,
se non ci fosse la tua anima
ad accogliere le mie lacrime,
di gioia e dolore.
A chi canterei
le mie canzoni stonate,
e farei leggere le mie inquiete poesie,
(e ho quelle foto da farti assolutamente vedere).
No…
Non potrebbe più vivere
la felicità vera
se non nell’eco, eterno,
dei nostri “ti amo”.

Lucia Lorenzon, 17 marzo 2017

 14 febbraio, San Valentino 

Hai rubato gli occhi al cielo
perché io potessi perdermi
nell’infinito
e la polvere
alle ali delle farfalle
per incantami di follie.
Hai imparato dalla seta
la levità delle tue carezze
e dal miele
la dolcezza delle tue fiabe.
Le stelle ti han insegnato
come custodire desideri
e il rumore del mare i suoni
delle più armoniose melodie.
Dai giaguari hai preso
la feroce incontenibile della passione,
la delicatezza dal volo
di un soffione,
il profumo dai fiori d’arancio.
Hai raccolto la perfezione
Da un timido cristallo di neve
e la bellezza da ogni angolo di mondo.
E me ne hai fatto dono.
 

Lucia Lorenzon, 14 febbraio 2017

Buon San Valentino, a tutti coloro che amano. 

Lucia

Ti aspetterò su quel ponte 

Ti aspetterò su quel ponte, laddove ci siamo sfiorati senza riconoscerci, trascinati dalla folla.
Ti aspetterò, coi miei vent’anni e già mille ferite aperte.
Ti aspetterò, sottile, diafana, bella in modo antico, quasi venuta d’altri tempi. Mi riconoscerai perché sembro poco più di una bambina. Ché gli anni rubati dal dolore sembra che il tempo me li risarcisca, togliendoli al mio viso e al mio corpo.
Ho un sorriso timido e gli occhi sempre tristi di chi ha già perso fiducia nel futuro. Di chi già è stato sfregiato dal male, nel corpo e nel cuore. Troppo presto. Troppo per capire, forse troppo per guarire.
Mi vedrai da sola, sono timida e diffidente, non riesco a farmi amici.
Se mi saluterai però, risponderò, come sempre, con un sorriso. Un sorriso dolce.
Tu prova. Mi vieni vicino mi dici “ciao”, mi dici come ti chiami. Stai lì a parlare con me, sul ponte, mentre la  gente passa, senza far caso a noi. Parlami di te, io di me stessa non riesco a parlare, mi serve tanto tempo per poterlo fare.
Parlami con la tua voce bella e guardami coi tuoi occhi felici, intelligenti e dolci. Se c’è un luogo dove ancora si può vedere l’anima è negli occhi.
Ti riconoscerò, ne sono certa, e mi riconoscerai anche tu.
Capiremo di non essere lì per caso.
Capiremo che noi lì ci eravamo persi, per una qualche cattiveria del destino, e lì dovevamo reincontrarci.
Ti darò la mano e verrò con te. Ovunque. Fiera di avere il tuo amore. So come mi amerai: con generosità, con dolcezza, con passione, con cura.
So che saremo felici, che supereremo insieme ogni difficoltà. Ci saranno forse dei figli, nostri.
Sì, ci reincontreremo su quel ponte, e sapremo di esserci sempre appartenuti, che la mente dell’universo ci ha concepiti insieme, che il nostro amore apparterrà all’eternità.
Anzi, che ad essa è sempre appartenuto.

Ti aspetterò. Su quel ponte.

Alfabeto antico

Appartengo ai tuoi sguardi,
nuda,
dono tremante
di un desiderio
che i nostri occhi si svelano,
insegnando percorsi
alle nostre mani,
alle nostre bocche,
ai nostri corpi.
Alfabeto  antico,
e segreto,
che solo chi si possiede,
 _da sempre_
può decifrare,
svelando
le reciproche mappe d’amore,
dove perdersi insieme,
e insieme sempre ritrovarsi,
sigilladoci
in un grido,
in un gemito
in un nome:
il mio,
il tuo.