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“A te, papà, che non conosco…”

Grazie al blog “La smistalettere”https://lasmistalettere.wordpress.com/ per aver pubblicato questa mia lettera e aver speso cosí belle parole per noi.

La smistalettere

Cari voi,
qualsiasi cosa siate, qualsiasi cosa vogliate essere.
Magari non vi importa, ma io oggi non sto.
E qual è la novità, direte giustamente.
Non saprei, io so soltanto che sono capace di sentire freddo anche con questo caldo.
Freddo dentro, nelle ossa.
Non esistono medicine per questa malattia vero?
Questo morbo che soffoca l’ottimismo e calpesta la serenità, tirando calci e pugni nello stomaco e lanciando fitte nel cuore, un morbo sconosciuto che avvelena i pensieri e non ti fa respirare la vita.
Eppure io vorrei liberarmene, ma i sorrisi non bastano, neanche quei brevi momenti in cui dimentichi tutto, o in cui magari dormi.
Scusate la sfogo, ma ne avevo bisogno.
Non voglio parlare solo di me però, allora passo la parola a questa nuova lettera. Qui c’è qualcosa di bello e puro che solo l’amore vero sa regalare. Buona lettura a tutti voi!

Immaginando una lettera…

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Non ti conosco partigiano

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Immagine da web

Non ti conosco Partigiano, ti ho letto sui libri di scuola, ho imparato la storia della mia Italia e l’ho velocemente disimparata tenendo a mente solo date, come il 25 aprile, canzoni, come “Bella ciao”, nomi di luoghi, immagini in bianco e nero, che ti vedevano arrampicato su qualche sentiero, nascosto in qualche anfratto, con armi o senza, spesso con accanto donne che tanto han fatto per e con te.

Non ti conosco Partigiano, se non nei racconti di nonni morti da tanto, depositari di una memoria che pian piano sbiadisce.

Non ti conosco Partigiano, so che sei stato eroico ed anche crudele, so che l’amore per la libertà e la Patria è stato pari all’odio di chi ha combattuto contro di te, sbagliando credo, ideale, ma forse con altrettanta fede e passione; e l’odio di allora tra voi, non dovrebbe oggi esister più tra chi è cresciuto libero.

Non ti conosco Partigiano, ma so che la mia libertà d’oggi, vissuta spesso come qualcosa di scontato, è passata attraverso i tuoi occhi, le tue mani, il tuo sangue, la tua vita.

Non ti conosco Partigiano, ma ti ringrazio.

Lucia