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Chiamami…

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Chiamami
Madre
Figlia
Moglie
Amante
Sono in ogni declinazione
D’Amore
Sono nella diversa pressione
D’ogni carezza
Nello sguardo tenero
E lussurioso
Perché in te tutti amo
E in me tutte t’amano.

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Polenta sconcia (o alla iocchennesò) di Pietro Carena

Vi propongo una esilarante ricetta proposta dal mio amico fb PIETRO CARENA; l’ho trovata irresistibile.

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Si prende una pentola con gli esuberi della polenta del giorno prima; la si svuota alla veloce, riportandone il contenuto grossolanamente in una terrina; si scova un pezzo di formaggio indurito dal frigo; lo si taglia a scaglie avendo cura di togliere la plastica della confezione, o almeno gran parte di essa; lo si sparge sulla terrina; si scalda a parte il forno ad una temperatura decisa a sentimento; si sbatte la terrina in forno, sperando che la fisica migliori l’aspetto deludente del prelavorato; si gioca con le manopole del forno, prima di avere la prova del riscaldamento toccando con mano la terrina; si cerca di indovinare che ora era quando si è iniziata la cottura; si conclude che non è rilevante, dato che la polenta era già cotta; si aspetta quindi un po’ o un po’-e-tre-quarti al massimo; si impiatta velocemente, evitando lo sguardo della moglie; si mangia caldo, perchè se raffredda la plastica del formaggio si nota troppo.

Pietro Carena

Essere “L’ALTRA”

Di tutte le condizioni, la meno desiderabile è quella di amante.
Emil Cioran, Sillogismi dell’amarezza, 1952

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"L'amante" di Marco Amore

Di innamorarsi dell’uomo sbagliato capita a tutte.
Ma anche fra gli uomini sbagliati ce ne sono di più sbagliati di altri: quelli sposati.
Questo non capita a tutte, ma a molte sì.
E partendo dall’assunto di essersene innamorate (e non di essere solo interessate ad una disimpegnata storia di sesso), bhe, sono cavoli amari.
Le montagne russe non descrivono a sufficienza il continuo saliscendi di emozioni di colei che ama l’uomo di un’altra.
In primis c’è il senso di colpa, che, se ci si trova dentro in tale relazione, non è stato abbastanza forte da mettervi al sicuro.
Se il fedifrago vi ha parlato di moglie, figli, e varie, e voi siete rimaste, la coscienza l’avete sufficientemente zittita.
Se poi anche voi avete marito e figli, allora lo sforzo di zittirla deve essere stato impegnativo ma, comunque, non vi ha trattenute.
Ma tant’e’, eccovi, siete l’amante, l'”altra”…e non elenco non eleganti epiteti con cui potreste essere definite da molti benpensanti.
No, non è detto affatto che voi siate peggiori della moglie tradita, che può essere pessima, e altrettanto fedifraga del marito, ma non è altrettanto detto che siate migliori, anche se l’uomo in questione non farà che ripetere che voi siete più belle, più dolci, più intelligenti, più comprensive, più sexy (quest’ultimo elogio poi sarà il più ripetuto).
L’essere amante comunque è quasi sempre indice di autostima scarsa.
Qualsiasi età voi abbiate, se vi accontentate di un pezzetto di cielo, invece di poter guardare il cielo intero, come a tutti spetta, qualcosa nell’amore per voi stesse non va.
Se vi trovate in stanze d’albergo, quando non in una macchina, dopo preavvisi anche minimi, travolte da quella che sentite una passione irrinunciabile, chiedetevi se valete abbastanza per voi stesse.
Se passate le domeniche e le feste comandate ad aspettare un sms, un messaggio whatsapp, una telefonata, e non sapete schiodarvi da quel telefono nemmeno un secondo, avete consegnato la vostra libertà, il vostro sorriso, la vostra dignità  nelle mani di un’altra persona.
E far dipendere la propria felicità, o anche solo il proprio umore, da qualcun altro, è sbagliato, sempre.
Lo so, vi dirà che divorzierà, che starà con voi, che con la moglie non parla più, litiga solamente, che non ci fa l’amore da anni…ma solitamente nulla di tutto questo è vero.
Né è vero che non può lasciare la moglie perché è depressa, minaccia il suicidio, i figli son piccoli.
Nella stragrande maggioranza dei casi non la lascia perché non ne ha alcuna intenzione.
Perché col piede in due scarpe ci sta benissimo e tutta la vostra sofferenza nemmeno la intuisce.
Voi siete un massaggio per il suo ego, siete il sesso, che dopo anni di matrimonio, con la moglie si è sopito, siete la pausa dalla vita reale, il dolcetto da gustare, ma se cominciate ad avanzare richieste ben poco durerà.
E questo lo arrivano a capire tutte, alcune finalmente rompendo il legame, in un impeto di ritrovata stima, altre rimanendo, nonostante tutto, accontentandosi delle briciole.
Ci sono rapporti così che possono durare una vita, quasi un secondo matrimonio, molti verranno interrotti dalla presa di coscienza delle mogli, talvolta con richieste di divorzio che i nostri mai avrebbero voluto.
Pochissime di queste storie evolveranno in un rapporto ufficiale, alla luce del sole, e voi ne uscirete col cuore a pezzi e una vita lasciata in stand-by da riordinare, con non poca fatica.
Che dirvi? Al cuor non si comanda, ma se vi coglie un barlume di lucidità non cadete in queste distruttive relazioni, o fuggite appena possibile.
Sarà una decisione dolorosa, difficile, ma solo così potrete ricominciare da voi stesse.

*Quadro di Marco Amore
Titolo: L’Amante
Tecnica: Olio su Tela
Misure: 50 x 70

http://www.marcoamoreart.it/

*Una canzone che trovo perfetta a questo argomento è “AMANDOTI”, cantato da Gianna Nannini: http://youtu.be/hmSuvavAvRo

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