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Sai di…

Sai di sesso e d’amore
di luna e di vento,
sai di sale e d’arancio,
di caffè e di miele.
Sai di muschio di bosco,
di fate e di streghe.
Sai di arpe lontane,
di ninne di mamme.
Sai di teneri abbracci,
di dolci sussurri.
Sai di pioggia, di neve,
di sole e rugiada.
Sai di notti e mattine
di lenzuola sgualcite.
Sai di amplessi sfrontati
di umori mischiati.
Sai di me, sai di te.

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Le ragazze come me…( che ragazza non sono più)

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Immagine di e con Lucia Lorenzon

Copio da una pagina facebook, non so chi sia l’autrice, ma mi ci ritrovo tanto.

“Le ragazze come me non cercano qualcuno che gli faccia dimenticare il passato, cercano qualcuno a cui raccontarlo con le lacrime agli occhi. Qualcuno che resti, dopo aver ascoltato tutto, tutto quanto.
Non sopportano quel fare l’amore velocemente, vogliono essere baciate a lungo sul seno, lungo la schiena, sul collo.
Vogliono essere baciate sugli occhi.
Le ragazze come me non cercano amore eterno, ormai hanno capito che non funziona così: cercano amore e basta.
Amano farsi guardare mentre fanno qualcosa che amano.
Amano far innamorare mentre fanno qualcosa che le rende felici.
Le ragazze come me non dicono bugie, hanno smesso perché non vogliono far funzionare le cose ad ogni costo.
Le ragazze come me, un tempo, quando vedevano una farfalla si emozionavano: come può un essere così bello morire così presto?
Adesso non più, adesso sono loro ad essere farfalle.
Le ragazze come me provano a spegnere presto ogni sensazione per non restare più scottate. Ma non ci riescono.
Sono sempre un po’ malinconiche, vivono tre vite contemporaneamente: quella reale, quella che sognano, quella che leggono.
Le ragazze come me sperano solo di essere stupìte di nuovo, prima o poi.”

Cara me,

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Cara me,

Ma cara perché?
Che dovrei amare di te, ragazza invecchiata, coi tuoi polverosi sogni ancora addosso?
La tua atavica, infantile, mai colmata, fame d’amore?
Le tue adolescenziali paure di non accettazione?
Il tuo essere diversa senza mai cedere al compromesso, se non per un uomo sbagliato?
Che dovrei amare mai di te?
L’indefessa fiducia nell’amore che ti veniva giurato o nell’amore che credevi dovuto?
O la perenne sfiducia a in te stessa?
Il tuo corpo maltrattato e furiosamente dolente, che si è  vendicato mantenedosi esteriormente nel tempo, alla faccia del tempo?
Per la tua dolorosa, nociva, incapacità di perdonare tua madre?
Per tutte le scelte rimandate o mai fatte?
No…Non per questo.
Ma un poco t’amo.
Ti amo per la malinconica dolcezza che alberga nei tuoi occhi, ti amo per l’empatia verso coloro che soffrono, ti amo per la tenerezza e dedizione con cui hai amato persone anziane, ti amo per l’ingenua, spesso mal riposta, fiducia nel prossimo.
Ti amo per il coraggio di proseguire, controvento, di resistere, sperando che la vita ti conceda almeno un armistizio, ché la pace non te l’ha concessa mai, dacché sei nata.
Ti amo, sopra ogni cosa, perché la più importante, solitaria, straziante, rischiosa decisione dell’intera tua vita l’hai fatta, l’hai fatta  pagando più di quanto meritassi.
E che un giorno tu possa, alfine, fare a te stessa una carezza.

Tua, Lucia

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