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Tu mi abiti il cuore

Hai asciugato
I miei occhi
Con le tue labbra
Fermato emorragie di dolore
Con le tue mani
Sostituito i macigni dell’anima
Con pensieri colorati
Squarciato feritoie dove
Non filtrava più che un filo di luce
Hai soffiato via la polvere
Riempito cassetti
Di sogni che profumano di nuovo
Ti sei preso il mio cuore
E ne hai fatto la tua lucente casa.

Lascia che

Lascia che io ti sfiori
Lascia che io ti sussurri
Percorsi di dita e
Segreti antichi
Tu sei il mio scrigno
Tu sei il mio custode
In te
Risplende
La miglior parte di me
Unico al mondo
Che ha riconosciuto
Il mio idioma
Che ha saputo tremare
Per l’eleganza
Delle mie mani.

Verrà l’alba

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Verrà l’alba
_Tiepida_
A ridare speranza
Luce e sollievo
Al mio corpo
Solo e nudo,
Abbandonato
Su questo letto,
Madido.
La notte
E’ stata lunga
E buia,
Tormentata
Da sogni di paura.
Verrà l’alba.
E avrà la carezza.
Delle mani tue.

Amore a tutto tondo

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Mormoriamo dolcezza
E ci prendiamo con forza
Tra lacrime di malinconia
E fremiti di piacere
Amore a tutto tondo
Dove tutto ha un luogo
Davanti ad un caffè
O tra lenzuola impregnate di noi
Tra un ti amo
E un ti voglio
Certi di esserci 
_Sempre_
Ritrovandoci negli occhi [E nelle mani]
Che non smettono di parlarsi
_Mai_

Mancanza

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La mia pelle ti reclama

Orfana di mani

Che la esplorano

_Inclementi_

Freme il corpo

Laddove ricorda

Che tu sei stato

Chiedendo di te

_Ancora_

Ha sete la mia gola

Di segreti sussurrati

E grida sigillate

Dalle labbra tue.

Precipitati

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Non so
In quale anfratto
Spazio temporale
Ho perso la tua mano.
Quanti secoli
Sono stata senza te
Quale forza
Ha staccato
Le nostre braccia incrociate.
Come scalatori
Verso la vetta
Del nostro Amore
Una tempesta
Ci ha travolti.
Le corde
che ci tenevano legati
Si sono spezzate
La nostra stretta
Non è bastata.
_Precipitati_
In due mondi,
In due tempi,
Senza ricordarci di noi.
Fino al giorno in cui
I nostri occhi
Sì sono reincontrati.
Solo un attimo di stupore
Per poi sapere
Che, sí, eri tu
Che, sí, ero io.

Le mie mani…le tue mani

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Lucia e Stella Lorenzon

Le mie mani.
Le tue mani.
Io ho generato le tue.
Tu hai plasmato le mie.
Le hai portate sul mio grembo, quando ancora il tuo cuore batteva dentro di me, a rassicurarti, le hai condotte sul tuo piccolo corpo, ad accudirlo, sul tuo bellissimo volto, ad accarezzarti.
Me le hai strette con fiducia totale.
Me le hai appoggiate addosso con la consapevolezza innata che io sono tua. Totalmente tua.

Nessun “possesso” é più vero e nessuno così giusto.
Io sono tua.

Tua madre

LE TUE MANI

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Immagine da web

Avevi grandi mani, sempre calde, anche nei più freddi giorni d’inverno, e nonostante il lavoro in ufficio, piccoli calli, che rivelavano la passione tua più grande, la falegnameria fai da te, quel creare col legno mobili preziosi, pezzi unici, che arricchivano, con la loro elegante bellezza, spazi in case di persone che amavi, cui li regalavi lieto, e pagato dagli occhi sorpresi, incantati e felici di chi li riceveva.
Le avrei riconosciute ovunque quelle mani, ad occhi chiusi, fra milioni di mani, le avrei riconosciute toccandole, annusandole, le avrei riconosciute se avessero toccato me.
Nessuno conosceva così ogni centimetro della mia pelle e la mia pelle aveva sempre risposto a quel tocco coi brividi delle prime volte.
Mani sapienti, abili, audaci, perverse, dolci, tenerissime…erano tutto, erano magia, passione, sesso, poesia.
Potevo far l’amore anche solo con le tue mani,arrivare, dove più lontano si puo’ arrivare col piacere, ascoltandole, abbandonata e persa in una dimensione da cui, potendo, non sarei tornata piu’.
Ti somigliavano, le tue mani, erano come il tuo carattere, dolce, passionale, forte ma rispettoso, mai invasivo.
Sono loro ciò che più mi manca di te.
I miei piccoli pugni raccolti lì dentro erano il simbolo di tutta la sicurezza, la complicità, la protezione e l’amore che mi davi.
” Ma i sogni arrivano lentamente e spariscono così in fretta “.
Ora ti guardo, quasi ti spio, oltre la vetrina di quel bar, chiedendomi come abbiamo potuto perderci, lasciarci, mollare la stretta.
Ti guardo mentre carezzi lieve il volto di un’altra donna e mi sembra di sentirla sul mio.
Ci saranno altre mani da stringere, lo so, altre mani da conoscere, altre mani su di me.

Lucia

“Mani” di Eduardo De Crescenzo: