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Fiducia, Amore.

Fiducia. Totale abbandono. Permettere a sé stessi  di perdersi, certi di ritrovarsi. Senza difese, senza pelle. Esposti. L’anima negli occhi, il cuore tra le mani. Il corpo nudo. Sentire l’aria che invade i polmoni in ogni alveolo, respirare a fondo.

Non vergognarsi più di nulla. Nulla.

Non di ciò che si è stati. Non delle violenze, meschinità, cattiverie subite e celate. Non delle paure sviluppate. Non dei grovigli psicologici di autodifesa. Non di comportamenti malati di sopravvivenza. Non di grettezze personali. Di incapacità, di accidie, di sconfitte, di incoscienze, di azzardi.

Fiducia.

Mostrarsi dolci, fragili fino allo stremo, teneri e deboli. Dipendenti persino. Lasciarsi aiutare a crescere.

Mostrare che si è anche capaci di rancori, di rabbia, di pensieri feroci.

Consapevoli e spogli.

Intimità. Assoluta. Di parole, gesti, pensieri, corpi.

Confidenza.

Scambi, senza filtri, neccessari, istintivi. 

Visioni. Follie. Sogni. Voglie. 

Impensabili sincronie.

Corpi senza segreti. Nostri. Reciprocamente nostri. Tutto. Essenze, odori, desideri. Non importa se fulgenti, attraenti o malati, invecchiati, segnati, dolenti. Nostri. Sempre. Belli, sempre.

Fiducia.

Non ti farò mai male. Non ti tradirò mai. 

Fidati il tuo cuore è sigillato nel mio.

Oltre. 

Andare oltre..

Lo spazio, la distanza, il tempo, la morte.

Oltre. Non vi è confine…

Chè poi, l’Amore, vero, è molto più di un sempre.
Lucia Lorenzon,  4 febbraio 2017

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Cara me,

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Cara me,

Ma cara perché?
Che dovrei amare di te, ragazza invecchiata, coi tuoi polverosi sogni ancora addosso?
La tua atavica, infantile, mai colmata, fame d’amore?
Le tue adolescenziali paure di non accettazione?
Il tuo essere diversa senza mai cedere al compromesso, se non per un uomo sbagliato?
Che dovrei amare mai di te?
L’indefessa fiducia nell’amore che ti veniva giurato o nell’amore che credevi dovuto?
O la perenne sfiducia a in te stessa?
Il tuo corpo maltrattato e furiosamente dolente, che si è  vendicato mantenedosi esteriormente nel tempo, alla faccia del tempo?
Per la tua dolorosa, nociva, incapacità di perdonare tua madre?
Per tutte le scelte rimandate o mai fatte?
No…Non per questo.
Ma un poco t’amo.
Ti amo per la malinconica dolcezza che alberga nei tuoi occhi, ti amo per l’empatia verso coloro che soffrono, ti amo per la tenerezza e dedizione con cui hai amato persone anziane, ti amo per l’ingenua, spesso mal riposta, fiducia nel prossimo.
Ti amo per il coraggio di proseguire, controvento, di resistere, sperando che la vita ti conceda almeno un armistizio, ché la pace non te l’ha concessa mai, dacché sei nata.
Ti amo, sopra ogni cosa, perché la più importante, solitaria, straziante, rischiosa decisione dell’intera tua vita l’hai fatta, l’hai fatta  pagando più di quanto meritassi.
E che un giorno tu possa, alfine, fare a te stessa una carezza.

Tua, Lucia

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