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Sto imparando… ( Festa della mamma)

Lucia e Stella Lorenzon (autoscatto)

Sto imparando a fare la mamma da te, sto imparando a fare la mamma dal tuo amore e dall’amore di chi mi ama davvero, sto imparando a perdonarmi le mille carenze, le tante difficoltà in cui vivo e che ricadono su di te. 

La mamma è sola, la mamma piange, la mamma non ha possibilità economiche.

La mamma è sempre “tutta rotta”, e riesce persino a dimenticarsi di darti la merenda da portare a scuola (solo due volte ma mi sono sentita in colpa da morire).

La mamma è buffa, la mamma fa gli scherzi, la mamma è strana, la mamma fa disegni.

La mamma ha i capelli rossi gli occhi verdi: “mica sono tante le mamme così belle” ( e lo dici tu che sei un incanto).

La mamma ti bacia, ti abbraccia, ti dice che ti vuole tanto bene, perché a lei tutto questo non è stato dato e non vuole ti manchi, almeno nei ricordi, seppur da grande non potrà più farlo tanto spesso, perché magari non vorrai.

La mamma spera che tu non provi mai il dolore profondo, e mai guarito, forse il più grande, del non sentirsi amati dalla propria madre.

La mamma prova…cade…sbaglia.

La mamma ti dice “non riesco” e tu dici tante volte “non importa”.

La mamma  è riuscita a fare un miracolo bellissimo: TU ❤

Grazie degli auguri amore mio.

E ai tuoi aggiungo i miei a me stessa e a tutte le mamme che ci provano…sempre.
P.s. 

Auguri a una mamma che non c’è più ma che mi ha lasciato un regalo che ha cambiato il mio modo di percepire la vita. Si è mamme anche così.



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Festa della Mamma

Stella è Lucia Lorenzon (autoscatto)

Non son mamma
di fiori e di cuori,
ma di scelte e dolori.
Non son mamma
di facile ruolo;
nè scelta,
nè errore,
ma patto d’amore.
Son mamma, da sola,
di un parto del cielo.
Non Madonna
ma donna,
per figlia una Stella.
Lucia Lorenzon, 13 maggio 2017


Auguri a tutte le mamme!

La mia fatica di esserti figlia

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Io e mia madre

E in questo tripudio d’auguri io ho faticato a farteli, mamma, faticato enormemente. Distanti come mai, guardo foto lontane e ci vedo una bellezza che non è fiorita, una speranza che non si è avverata.
Mi avrai amata a modo tuo, ma io non l’ho percepito che in qualche istante…attimi di vita troppo brevi per l’amore che dovrebbe essere il più grande.
Nonché addolcirti il tempo ti ha indurita, ma ha indurito anche me. Resta il dolore per una madre che non ha provato a conoscermi, che non mi ha protetta da mio padre, la mia incapacità di un vero perdono. Resta la consapevolezza che farò comunque il possibile se ora, invecchiando, avrai bisogno di me. Tu da un punto di vista pratico, logistico, economico, lo hai sempre fatto, e di questo sono di certo grata seppur tutto è stato avvolto di freddezza.
E grata ti sarò sempre per esserti occupata tanto della mia bambina, di occupartene, con una dolcezza e un calore faticosi anche con lei, ma pur sempre almeno visibili e percepibili.
Non ho imparato l’amore più grande da te.
Me l’ha insegnato una bambina…me l’ha insegnato un uomo.
Ecco…Anche di questa vita che mi hai donato, seppur complicatissima e a volte molto dolorosa, ti sono pure grata.
Una vita in salita ma che ha permesso due grandissimi incontri che la valgono tutta. Per sempre.
Con un piccolo fiore giallo ti ho fatto i miei auguri. Ti ho dato un bacio. Sapevo che dopo pochi secondi ti saresti ritratta.
Non hai mai saputo abbracciare.
Ma io ho imparato lo stesso.

Auguri mamma.