Archivio tag | Donne

“Alcune donne…”di Franco Arminio

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Alcune donne hanno un odore
in fondo alla gola,
un odore dell’essere,
e poi c’è la forma dei capezzoli,
la luce delle costole,
la voce,
il desiderio che squarcia i polsi,
che riempie le vene
di animali rossi.
Alcune donne hanno gesti assoluti
dolcezze furibonde. 

Franco Arminio

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Mi piacciono le donne…di Massimo Bisotti

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Mi piacciono le donne che sanno le cose e sanno quando non dirle, perché in quel momento è poco importante.
Mi piacciono le donne che sanno conoscersi e conoscerti senza sbatterti in faccia anche le presunzioni della verità.
Quelle che decidono che quello che sono è più importante di quel che tu vorresti fargli credere che siano, e invertono il senso di marcia alla tua corsa, abbassando lo sguardo con quell’umile sicurezza, e per questo ti ci siedi accanto.
Quelle che quando le guardi negli occhi ti fanno capire che sei ancora vivo.
Quelle che sai che le devi proteggere e in un ossimoro ti fanno sentire al sicuro.
Quelle che anche quando non ci sono ci sono, perché anche lo sbatter d’ali di una farfalla lontana ti si posa sulla schiena, alleggerendo la fatica di un attimo.
Mi piacciono le donne che quando ti ammali di silenzi ti curano le parole e ti fanno uscire le nuvole dall’alito, insieme alle bugie e ai sensi di colpa, t’insegnano una lingua nuova.
Mi piacciono le donne che fanno uso di stupefacenti emotivi senza mai aver assunto sostanze tossiche.
Quelle che ti scippano il tempo senza che te ne accorgi e se te ne accorgi ti prendono in giro dolcemente da farsi regalare un altro giro sulla luna.
Quelle che non sono nobili o snob, ma che hanno l’eccellenza blu della modestia nel sangue, arrivano nei bassifondi a prendersi la tua vita.
Quelle che non vanno controcorrente perché fa moda, ma hanno la moda nel respiro e l’anima vintage.
Quelle che hanno gli occhi come un caleidoscopio e in tutta quella confusione riesci a guardarci dentro e scorgerci la coccinella del futuro.
Quelle che ti sfiniscono perché gli piace fare l’amore e senti che il momento del loro orgasmo mentale è quando vieni tu, e poi ti chiedono di restare. E ti fanno sentire come un animale libero, tu e la tua liquida indecenza sul loro corpo, rinato dalle tue spasmodiche emozioni.
Quelle che non sanno cucinare, ma ti montano l’anima chiara e fanno dolce il tuo sorriso dopo uno scuro pomeriggio.
Quelle imperfette che sanno rendere perfetto il volo delle tue imperfezioni.
Quelle che lasciano che a parlare sia il tuo respiro.
Quelle che non ti prestano il loro corpo e ti regalano e ti scopano l’anima.
Quelle che gli tocchi un punto che non ha mai toccato nessuno, con la punta estrema dei tuoi pensieri, dei tuoi sogni, dei tuoi sbagli arrugginiti con il tetano fra la polvere e tu gli piaci così, non ti vogliono cambiare.
Quelle che giocano la tua partita pur continuando a giocare anche la loro.
Quelle che quando gli sposti i capelli dal viso ti si apre il sipario sul mondo e spalancano i tuoi limiti come finestre sull’infinito.
Quelle che sono così belle che non ti vergogni a tenergli la mano mentre cammini per strada, perché ti camminano già nude nei labirinti dell’anima.
Quelle che giocano con i tuoi battiti, ma non con il tuo cuore.

MASSIMO BISOTTI

Ci sono scritti che non riesco a non condividere, anche se non è molto originale l’idea di postare cose scritte da altri sul proprio blog, ma alcuni son di tale bellezza…

UNA TESTIMONIANZA VERA SULL’ ORRORE DELLA VIOLENZA

L’unica causa di uno stupro é lo stupratore. Punto.
Grazie a Michela per il coraggio di questa testimonianza e per la sua forza; nonostante tutto ció che ha subito é diventata una donna per cui provo un’immensa stima e un grande affetto.
Hanno perso Michela.
Gli sconfitti sono loro.

MonDonna

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Era un’estate del 1988, una di quelle estati calde che ormai non ricordiamo più. Andrea aveva 11 anni, un corpo esile, due occhi profondi. Camminava per la strada di un paese invisibile, minuscolo. Portava pantaloncini sopra al ginocchio, una maglietta con un orsetto stampato. Una macchina si fermò e scesero in due, per prenderla e portala via, via dalla sua innocenza, via da quella vita che non ricorderà mai più.
Tutto troppo veloce, ma infinitamente lento tra quei campi di grano dove nemmeno più i grilli cantavano, paralizzati dai tonfi sordi di una violenza inaudita.
Lasciata lì, tra il sangue e l’inferno, con lacrime bollenti che soffocavano il respiro.
Non disse nulla, si vergognava, pensava d’esser sbagliata, d’aver provocato con quel corpicino che piaceva a tanti.
Lavò l’orrore, stringendo i denti, strisciando i piedi che non sostenevano più.
Quando le chiesero, cosa fosse tutto quel sangue, disse che era diventata…

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8 Marzo, Festa della Donna: “NON DIMENTICATEVI…’

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8 marzo, Festa della Donna. Foto di Lucia Lorenzon.

Non dimenticatevi che non ci trasformiamo in un essere di non chiara natura quando ci aggiriamo precedute da un enorme pancione. Diventeremo mamme, ma resteremo Donne.
Non dimenticatevi che se non dormiamo da giorni, per allattare, accudire, consolare e abbiamo le occhiaie che arrivano al pavimento, e la voglia di scappare  e metterci a piangere, ci spetta in quanto dovere di madri, ma a voi spetta aiutarci perché non siamo solo le madri dei vostri figli ma anche le vostre compagne. Non dimenticatevi che siamo, appunto, le vostre compagne, non proprieta’, non serve, non “vostre”.
Restiamo, resteremo sempre, libere, altro da voi.
Non dimenticatevi che i kg in più, gli anni in più,  le rughe in più, non ci piacciono, ma nemmeno voi ne siete indenni e fuggire da una compagna che sta invecchiando con voi per una chimera bionda, bruna, italiana o straniera, di vent’anni di meno, significa solo che non siete cresciuti con noi, ma rimasti bambini alla ricerca del “giocattolo” nuovo.
Non dimenticatevi che, spesso, non lavoriamo perché non ci sono opportunità, occasioni, perché non abbiamo a chi affidare i figli, o i genitori anziani, non perché non ameremo essere indipendenti, essere pagate quanto voi, stare in posti di responsabilita’ che sosterremmo benissimo e voi non potete farci pesare i soldi che guadagnate come un’elemosina.
Non dimenticatevi che siamo state designate dalla natura a dare la vita, custodi, scrigni preziosi, e che non esiste alcuna giustificabile motivazione per strapparci la nostra vita, facendo diventare il termine “femminicidio” una odiosa parola di uso comune.
Non dimenticatevi che lo stupro è una delle peggiori infamie di cui può macchiarsi un uomo,
assolutamente non inferiore a un omicidio, perché uccidere un’anima non è assolutamente meno grave che uccidere un corpo.
Non dimenticatevi che oggi ve lo ricordiamo perché c’è questa festa che, purtroppo, sta prendendo sempre più una deriva commerciale e allontanandosi dal suo simbolico significato, ma che tutto questo deve valere non solo l’8 marzo, ma tutti i giorni dell’anno, tutta la vita, dacché siamo bimbe, finché saremo vecchie.
Vi ringraziamo per le mimose e i pensieri “in giallo” che riempiranno ovunque la giornata, ma non dimenticatevi che ciò che più ci fa sentire “festeggiate” è il rispetto, il poter guardarci negli occhi le une con gli altri, sapendo che nella nostra diversità sta la ricchezza e la forza che può sperare di migliorare il mondo.
Siamo Donne: non siamo migliori, non siamo peggiori di voi, solo diverse, col diritto di esserlo.
Lo sappiamo, a molti di voi non serve ricordare tutto ciò, ma, ancora a troppi, davvero troppi, sì.

RICORDATEVELO.

Lei (She) – Charles Aznavour:

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