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Tempesta

È solo un momento,
è solo un momento;
una terribile raffica di vento,
una tempesta,
in parte annunciata,
ma peggio, davvero, di quella pensata.
E tutto al di dentro fa un forte rumore,
il cuore che batte, contando le ore.
Sospesi, straniti, tra l’ appena ieri,
e l’inquieto oggi di domande e pensieri.
“Com’ è che stai?” ti chiedo ogni giorno,
e in silenzio ti dico sempre “buongiorno!”
E so che è difficile lo sia per davvero,
ma non posso non sperarlo, è augurio sincero.
Non posso aiutare in questa battaglia,
mi sento impotente e il cuor mi si taglia,
perché Tu fai parte di questo mio cuore,
la tua serenità è mia, e mio il dolore.
Vorrei esser magica, una strega, una fata,
poter appianare questa strada in salita.
Non posso far niente, ma passerà la tempesta,
ci sarà nuova quiete e cuori di festa.
Intanto tengo tra le mani il tuo viso,
cercando comunque di farti un sorriso.
Perché la tua forza, generosa e vera,
saprà ritrovare la primavera.

Lucia Lorenzon 16 marzo 2018

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Guarire d’amore

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Voglio baci
E mani
In ogni punto che fa male
In ogni centimetro
Di pelle
In ogni angolo di cuore
Che ha memoria di dolore.
Voglio parole per volare
Voglio vasi comunicanti,
D’energia _buona_
Voglio guarire d’amore;
Guarire di te.

Tra dolore e amore

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E poi ti attanaglia la paura, che il dolore alla fine allontani tutti, che la cronicita’ del dolore, soprattutto, metta a prova durissima sé stessi, ma destabilizzi totalmente  chi ti ama. Perché, chi ti ama davvero, il tuo dolore non lo sopporta tanto quanto non lo sopporti tu, ma in più si sente impotente. Vorrebbe aiutarti e non può, vorrebbe sollevarti, ma non riesce. E non lo si riesce sempre a capire che talvolta si lotta proprio per quel sorriso, per quella voce, per quella mano che stringe la tua. E che anche attraverso le lacrime é quel volto che hai bisogno di vedere, quegli occhi che non sanno che dirti.
E che la più terribile delle prove sarebbe non vederli più.
Perché se il dolore ti fa perdere chi ami, se anche solo lo allontana, allora sí che ha vinto.
Tienimi la mano.
Perché l’Amore quando é grande nessun dolore lo annienta, perché l’amore, quando è grande diventa lo scopo di una vita, per quanto ingrata essa sia.
E combatti perché vuoi smettere di soffrire ma combatti anche perché non vuoi smettere di amare.
Non quel volto, non quegli occhi, non quelle mani, non quella voce .

Indomita vita

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Coperta,
da una spessa coltre viola.
Non respiro
Non sogno
Non esisto
Protettivo soffocamento. 
A questo buio
mi adatto,
quasi cieca.
Non cerco varchi
non cerco luce.
In questo 
tepore vegetativo
vorrei restare.
Perché?
Perché,
indomita vita,
sposti questa coltre
Spessa e conosciuta?
Uno squarcio di luce
ad Ovest,
Un soffio d’aria
nell’anima,
Un nuovo battito di cuore.
È dolore.
È amore.
È ancora vita.

La teoria dei cucchiai

Un modo efficacissimo per spiegare come vive chi tutti giorni convive con una malattia cronica, col dolore.
Chi ha la salute ha un bene immenso e dovrebbe almeno provare a capire.

Vivere con l'artrite reumatoide

La teoria dei cucchiai
Come inaugurare questo blog?

Quale dovrebbe essere il mio primo post? Ho una mole incredibile di informazioni che desidero condividere con quanti devono fare i conti con l’artrite reumatoide ogni giorno, ma credo che “la teoria dei cucchiai” (the spoon’s theory) meriti un posto privilegiato su questo blog.

Si tratta della traduzione di un post ormai abbastanza noto ai naviganti del web (io l’ho scoperto grazie ai forum su Facebook) scritto dall’americana Christine Miserandino (www.butyoudontlooksick.com), scrittrice e blogger affetta da Lupus, che spiega con delicatezza, ma anche in maniera divertente, una teoria da lei inventata per spiegare alla sua più cara amica, e più tardi a familiari ed altri amici, come ci si sente ad essere malati.

Io l’ho trovata illuminante e, come da lei stessa affermato, è una teoria che può essere utile per spiegare un gran numero di condizioni, e non certo…

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