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Qualche scatto dal mio paese

E sempre coi miei voli pindarici eccomi oggi atterrare o, meglio, fermarmi, a fare qualche scatto nel mio paese, complice il gioco di nuvole e sole della giornata di oggi, un comune piccolissimo sulle colline trevigiane. Si trova tra Conegliano e Valdobbiadene, zona famosa per la produzione di prosecco ( di cui non aprofitto essendo astemia).
É un luogo di grande bellezza seppur non corrisponde al mio luogo dell’anima che vorrebbe sempre poter posare gli occhi sul mare.
Solo l’ultima foto non è mia, ed è fatta d’estate; trattasi del Molinetto della Croda, un piccolo gioiellino incastonato tra i boschi, uno dei luoghi più belli della provincia di Treviso, nell’estate  2014 divenuto famoso in tutta Italia perché travolto da un’alluvione.

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Il piccolo parco davanti alla Chiesa

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Barchessa di Villa Battaglia-Spada

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Campanile della Chiesa di Santa Margherita

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La salita verso la chiesa

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La "canonica"

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La vista dal mio terrazzo

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Molinetto della Croda

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INVIDIA

Quando la chiesa dal suo interno “corregge” il Papa e Gesu’.

MonDonna

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“I divorziati risposati hanno infranto un inequivocabile comandamento di Gesù e vivono una situazione che contraddice in maniera oggettiva il volere di Dio. Ecco perché non possono ricevere l’eucarestia“.
Il virgolettato è tratto da un durissimo documento preparato da undici prelati di peso, contro la dolcezza pastorale di Papa Bergoglio in tema familiare.
L’invidia, invece, è la mia.
Invidio l’impeccabilità dichiarata dai firmatari. Solo chi non contraddice in maniera oggettiva  il volere di Dio può ricevere l’Eucarestia.
Contraddire in maniera oggettiva, vuol dire peccare.
Solo chi non pecca, quindi, può fare la Comunione.
Invidio tanta sicurezza.
Mi rendo conto di non potere fare la Comunione. Io sono forse la persona più radicalmente monogama che conosco. 
Ma di contraddizioni oggettive del volere di Dio, ne commetto tante.
Ero convinto che succedesse a tutti.
Ero anche convinto che l’Incarnazione fosse principalmente per chi come me contraddice oggettivamente il volere di Dio.
Mi…

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VORREI ESSERE IRLANDESE

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Ogni tanto dico d’avere colori irlandesi. Capelli rossi…pelle chiarissima…occhi verdi.

Beh, oggi sarei orgogliosa d’essere veramente Irlandese.

Orgogliosa di far parte di un popolo ad altissima componente cattolica che col più democratico dei sistemi, un referendum popolare, ha votato con una netta maggioranza il sí alle nozze gay.

Perché essere cattolico non vuol dire non riconoscere che l’amore esiste anche tra persone dello stesso sesso, perché essere cattolico non vuol dire impedire a queste persone di sposarsi ed avere gli stessi diritti civili di una coppia eterosessuale, perché essere cattolici non vuol dire considerare sempre come “diversi” gli omosessuali, di cui è innegabilmente piena la stessa chiesa.

Perché nessuno è diverso e la religione cattolica ce lo vorrebbe anche insegnare…per poi infarcire di fatto la realta’ di, per me inaccettabili, distinguo.

E laddove l’arcivescovo di Dublino Diarmuid Martin fa una sorta di autocritica : “Ci dobbiamo fermare, guardare ai fatti e metterci in ascolto dei giovani. Non si può negare l’evidenza”, ha dichiarato l’alto prelato alla televisione nazionale irlandese. E ancora :La maggior parte dei giovani che hanno votato “sí” sono il “prodotto” delle nostre scuole cattoliche. Questa è una sfida anche per la Chiesa“(…) “La Chiesa in Irlanda deve fare i conti con la realtà.

Credo la Chiesa dovrebbe fare i conti con la realta’ ovunque, ma la risposta del Vaticano al risultato del referendum irlandese è stata raggelante per me. Cosí parla il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano: “Sono rimasto molto triste di questo risultato, la Chiesa deve tener conto di questa realtà ma nel senso di rafforzare il suo impegno per l’evangelizzazione”. “Credo che non si possa parlare solo di una sconfitta dei principi cristiani ma di una sconfitta dell’umanità”.

Non ho che una tiepidissima fede e non sono praticante, ma so per certo che, anche in Italia, molti cattolici praticanti non sono affatto concordi con le parole di Parolin.

Per quanto mi riguarda l’umanità sconfitta è quella di una Chiesa ostinatamente arroccata su posizioni obsolete che neppure molti suoi fedeli condividono.

Una Chiesa in cui mi riconosco sempre meno.

E credo che ci sia bisogno di molti piú Diarmuid Martin che di Pietro Parolin.

Ma noi non siamo l’Irlanda…Noi siamo l’Italia e il Vaticano “abita” qui.

Onore alla liberta’, alla generosità, e all’umanità del popolo irlandese.

Onore ed enorme rispetto.

Lucia