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La cosa importante

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La cosa importante è che qualcuno dica “dimmi che hai” se tu gli rispondi “bene” alla domanda “come stai?”

Cit.

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Al mio primo Amore…

“…Se la passione è stata piena, se l’amore è nato e si è stati uno accanto all’altra per anni, niente può mai cancellarlo del tutto…”

Gina Lagorio

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Lucia e Renato...un milione di anni fa

E ti voglio bene, con la nostalgia dei quindici anni e la consapevolezza dell’eta’ adulta.
Ti voglio bene per quel che eri, per come mi hai amata, accudita e coccolata, pur senza capirmi, tormentata e complessa, ma tu c’eri sempre, presente e infinitamente disponibile.
Ti voglio bene, per tutte le lacrime che hai visto, per tutte le volte che ti ho detto “sto male” e “non ce la faccio”.
Ti voglio bene per tutte le volte che mi hai accolto, in fuga dalla mia famiglia.
Ti voglio bene per tutte le prime volte vissute con te: dalla prima volta che ho fatto l’amore, alla prima che ho fatto un volo in aereo.
Ti voglio bene anche se non mi sei rimasto accanto.
Anche se hai cercato altrove una vita che io non potevo darti, e forse non volevo, ma io non avevo la forza di lasciarti.
Eri la mia roccia, la mia certezza il mio rifugio, il mio “per sempre”.
Mi hai lasciata e io ho cercato di ricrearmi e uscire da quel dolore, durissimo, mentre tu cercavi di costruire una nuova vita con una donna che si è rivelata terribilmente piu’ “sbagliata” di me.
Anni e anni di lontananza senza mai dimenticarci, fino a ritrovarci, per caso, e riconoscerci, come fosse passata un’ora.
Forse non riconoscere le nostre anime, cambiate, ma riconoscere i nostri occhi, le nostre espressioni, le nostre pelli, i nostri odori, tatuati nella memoria di due creature, amatesi da ragazzi, e fianco a fianco per tanti anni.
E abbiamo rischiato.
Di amarci ancora.
Di volerci ancora.
Di sognare ancora.
Ma la vita gioca e tutto cambia.
E tutto è precipitato.
Ti sei trovato tra le mani cocci di una vita sovvertita.
Brandelli taglienti di un matrimonio finito e forse mai davvero iniziato.
Un cuore impazzito. Improvvisamente grave, malato.
Improvvisamente quello che stava male eri tu.
Hai affrontato tutto col tuo carattere d’oro.
Con la tua calma, il tuo ottimismo il tuo fatalismo…che sono la tua piu’ grande cura.
Sei diventato un uomo che stimo piu’ di quando t’ho conosciuto.
La vita ti ha voluto rendere piu’ fragile, ma tu di quella fragilitá ne hai fatto serieta’ e consapevolezza.
Mio primo amore vero.
Indimenticato e generoso.
Non siamo piu’ riusciti a diventare un “NOI”.
L’amore non si impone, o, forse, ha varie forme.
Non posso piu’ dirti che t’amo, come quando, ragazza, guardavo i tuoi occhi azzurri, che spesso avevano una espressione smarrita e dolcissima.
Ma bene te ne voglio, tanto, profondamente.
Trent’anni di vita non l’hanno cancellato.
Non lo cancelleranno mai.
Un giorno scrissi una poesia…confesso di averla ridedicata a mia figlia, ma era stata scritta per te.

“Qualunque sia
Il tuo futuro
Qualunque sia
Il mio futuro
Qualunque sia
Il nostro futuro
Un filo invisibile
Un filo indistruttibile
Mi leghera’ a te.
Perché
una parte di me
Ti appartiene
E sarà con te
Ovunque
Per sempre

Ti voglio tanto bene, Renato.
E grazie.
Hai riempito di ricordi belli il mio cuore.

Lucia
O, meglio, come mi chiami tu:

Luci

Ligabue: “L’amore conta”