Archivio tag | bellezza

Dove muoiono le farfalle?

gif di mia creazione

Dove vanno a morire le farfalle?
Dove si disperde
il sontuoso colore,
la polvere magica,
la bellezza che toglie il respiro
(durando il tempo di un respiro)?
Dove muoiono,
portando con sé
il fruscio della meraviglia,
e l’incanto della fragilità
che si fa sogno?
Creature ammaliatrici
illudeteci,
dolcemente,
che la bellezza non muore.

Lucia Lorenzon, 21 maggio 2017

La gif è mia, risultato ancora molto “acerbo” ma mi piace far esperimenti.

Amami


Amami
Senza dirmi perché
Senza dirmi come
Amami
Fino all’ultimo dei tuoi giorni
All’estremo mio respiro
Amami
Con baci silenziosi
E carezze che gridano
Amami
Al di là dell’ultimo orizzonte
Al di sopra della più lontana stella
Amami
Quando le parole mancheranno
Quando scenderà la notte
Amami
Con più ferocia dell’impossibile
Con più fantasia di un sogno
Amami
Quando non resterà traccia di gioventù
Né memoria di bellezza
Ma solo l’indistricabile intreccio
Dei nostri pensieri.
Amami così.


Come io ti amo.

Buon Natale Stella!

image

E alla fine il mio piu’ immenso Buon Natale a te, a te che amo come nessun altro al mondo, e da cui vengo riamata senza aspettativa alcuna. Perche’ tu sei mia figlia e io la tua mamma.
Sei l’inizio e la fine di tutto.
La spiegazione di ogni cosa.
Tu regali emozioni, sorrisi, risate e la “saggezza”del tuo veder tutto in un’ottica positiva.
Tu sei solo “Bene”.
La Luce perenne.
L’ incarnazione della Bellezza.
La mia Speranza.
Il Futuro, oltre la mia stessa vita.
E se oggi si celebra la nascita di Dio fatto Bambino io celebro con lui anche te, mia Bambina.
Buon Natale Stella.

Mamma

Piccola

image

…Piccola mia, m’assomiglierai, ma sii più forte di me, te ne prego. E la timidezza sarà il tuo vestito da cerimonia: chissà che bellezza, sarai. Alza la testa, anche quando piove. E sorridi, soprattutto quando piove, che l’arcobaleno spunta prima se ti vede contenta.
Piccola mia, il cielo non è poi così lontano. Vogliti sempre bene, se vuoi toccarlo. Ma ama, se vuoi abbracciarlo. Ama la rugiada (senti i fiori come respirano sollevati!?), una foto in bianco e nero, i tuoi rimpianti. Ama anche quelli. Ama l’inchiostro, chi t’invita per un caffè e ti lascia prendere un succo di frutta all’ananas. Ama i tuoi “forse mai”, attaccati alle parole come fossero l’unica via d’uscita.
Sii un paradosso, quella che d’estate si porta sempre dietro un giacchetto, come mamma, quella che non ha sonno ma va a dormire per poter sognare, ridi anche quando sei triste, racconta barzellette svelando per prima cosa il finale.
Sii subbuglio di colori, d’emozioni, d’urla e silenzi, lascia che ti invadano, sdraiati e sii parte del caos. E quando la Luna non c’è, non spaventarti. Guarda il cielo, è così grande! Abbraccia il buio: è lì che si fa meglio l’amore, è lì che riconosci davvero chi ti bacia, solo dal tocco delle labbra. E respira a pieni polmoni le lacrime, il mare: che poi, capirai, sono un po’ la stessa cosa.
E chiamala, la felicità. Cercala. Il nascondino è il suo gioco preferito. Ma t’appartiene, ha il tuo nome. E quando decidi di andare, non farti fermare. Perchè chi ti vuole davvero non ti lascia allontanare.
E dell’amore fidati. Fidati. Esiste. E ringrazialo, ogni giorno, prima di addormentarti: è la preghiera più gradita a Dio, se mai ne avrai uno da invocare…”

[Web]

image

Lucia e Stella Lorenzon 6 dicembre 2015

La bellezza zoppica

image

Immagine di Lucia Lorenzon

No non sono per niente un angelo…ma mi sono divertita a creare questa immagine per una frase che ho trovato bellissima:

“La bellezza è asimmetrica.
È ciò che io chiamo zoppicare. 
Gli angeli zoppicano
La bellezza zoppica”

Jean Cocteau

IL PESO DELLA BELLEZZA

“La bellezza é solo la promessa della felicità”
STENDHAL

image

Lucia 1992 foto Gianni Di Palma

La bellezza è un dono e un peso.
Sono consapevole che chi tale dono non ha avuto può valutare con sospetto e irridere tale dichiarazione.
Eppure è un regalo impegnativo che la natura fa, un regalo che tale si rivelerà se si poggia su un carattere forte, su una intelligenza vivace, oppure su una innata spregiudicatezza; perché della bellezza si può diventare schiavi, si può averne paura, si può rischiare di farla diventare l’unico scopo su cui si fonda una vita, o si può usarla, servirsene per arricchirsi di denaro e beni materiali, perché sappiamo bene quanto possano essere ad essa “sensibili” certi uomini.
Può aprire porte, ma dentro quelle porte, spesso, entrano coloro che solo a quella sono interessati, specchietto per avvoltoi, più che per allodole, avvoltoi che solo di quella si nutriranno, per poi passare ad altro una volta stanchi.
Per esperienza personale talmente ne sono stata travolta da ragazzina, ragazza, da cercare di annullarla, scarnificando con l’anoressia e usurando con la bulimia il mio corpo, per cercare di annullarla ed essere vista “oltre” il mio aspetto.
Ai tempi delle scuole superiori la mia migliore descrizione stava nelle parole di “Alba Chiara” di Vasco Rossi:

“Ti vesti svogliatamente
non metti mai niente
che possa attirare attenzione
un particolare
solo per farti guardare.
E con la faccia pulita
cammini per strada mangiando una
mela coi libri di scuola
ti piace studiare
non te ne devi vergognare”.

Tanto studio, mai trucco, tacchi, niente di aderente, colorato, gonne corte, fin quasi ai miei 40 anni.
Ma più di tanto non ci si può nascondere e la vita ti fa incrociare chi ti propone servizi fotografici…chi ti propone pubblicità, sfilate.
E cedi…e raccogli bellissime foto in cui quasi non ti riconosci, ti vedi su una copertina in edicola, ti metti in una cornice, ma magari anche in un cassetto, per smitizzarle e ricordarti che sei altro dal tuo volto dal tuo involucro.
Una ragazzina come sono stata io, cresciuta con una madre sessuofoba, fredda e bellissima,cui é stata spesso paragonata, quasi come fosse una gara, e con severi disturbi del comportamentro alimentare, non può che vivere un rapporto ambiguo e profondamente conflittuale col suo aspetto, e risolverlo a volte si rivela impresa quasi impossibile.
Ed é un regalo che si consuma col tempo.
Per quanto serena, realizzata, dotata di virtù altre dal mero aspetto estetico, non sarà mai facile, per una donna che è stata bella, vedere sfiorire un volto e un corpo che mille elogi ha ricevuto. Riuscirà ad accettarlo, per lo piú, ma potrà anche cercare di mantenerlo con mille artifizi fino a rendersi ridicola.
Non voglio qui certo sostenere che è meglio esser brutte, semplicemente ridimensionare l’importanza del “fuori”, e sostenere che davvero, per quanto trito e ritrito, mai luogo comune fu più vero che “l’importante è essere belli dentro”.
Un dono, una fortuna, ma anche una prova, fino a che dura, e, soprattutto quando finisce.

Lucia

Vasco Rossi-Albachiara:

Scritto con WordPress per Android