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Senza nostalgia

Non aveva nostalgia

di un tempo non suo

quando doveva essere felice,

ma la vita sferzava,

impietosa,

modellando la bellezza

in perenne malinconia.

Non aveva nostalgia

di quei luoghi conosciuti,

e freddi fino alla crudeltà,

che le facevano serrare i denti

e resistere, come solo

chi si crede fragile può resistere.

Non aveva nostalgia

della giovinezza perduta,

e del lungo cammino

che allora le restava,

per osare sperare.

Non aveva nostalgia

di sé, né degli altri,

abitanti di una prigione

cui si stava abituando.

Il cammino si è fatto più corto

ma lungo il tragitto fioriscono le viole

e lei ha nuovi occhi

per guardarle.

L’ aria ora la carezza, e sa di buono.

©Lucia Lorenzon, 25 gennaio 2018

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Ciao, caro 2017…

Te ne vai 2017, te ne vai e resterai per sempre tra i miei ricordi più cari, lo avevo scritto già alla fine del 2016, e non avrei osato sperare avresti potuto essere ancora più prezioso.
Non facile, no, ma le cose che restano più care al cuore spesso non sono affatto le più facili, ma pieno di bellezza, di scoperte, di emozioni, di speranze, di risorse inattese, di sogni, di fierezza, e persino di felicità.
La felicità in fondo non la conoscevo. Quegli attimi d’infinito in cui ti scendono le lacrime e ti rendi conto che stai beneficiando di qualcosa che non dimenticherai mai. In cui tutto dentro è in armonia. E persino hai paura a dire che esistono, e se, per caso lo confidi, spesso trovi qualcuno che ti vuole dimostrare che: “Sì, però hai avuto tanti dolori, hai pianto, hai tanti problemi irrisolti”.
È vero, ho pianto, ho sofferto, ho una salute terribile, non ho risolto molti problemi, ho mille punti interrogativi cui non so dare risposte, ma sono stata anche felice.
Mi sono addormentata spesso con pensieri sereni, e svegliata con dei dolcissimi buongiorno.
Ho continuato a coltivare speranze, sogni, passioni,che non sapevo nemmeno di poter avere, fino a due anni fa. Ho avuto attestati di riconoscimento e di stima di capacità che cerco di affinare come posso perché mezzi ( economici in primis) ne ho davvero pochi.
Ho litigato da morire con la donna che mi è madre ma che non mi è stata che in rari momenti “mamma”, una ferita affettiva che avrò sempre, lo scontro con una freddezza che non mi appartiene, ma provo a farmi fare meno male. A capire ancora fatico moltissimo, perlopiù non riesco; ma chissà…
La dolcezza, il calore, la tenerezza, la stima, persino l’ammirazione, ho comunque avuto la fortuna di riceverli lo stesso, e di immagazzinarli nella mia scorta d’amore, che era davvero povera, poverissima, ma sta crescendo e spero riuscirò a farla crescere ancora, e a non dissiparla.
Non ho imparato ad amarmi molto, ma ho imparato ad essere un po’ più fiduciosa nelle mie forze, un poco piu’ positiva, ho imparato a non farmi totalmente annientare dalla sofferenza fisica.
Ho fatto una cosa che credo quasi totalità delle madri dia per scontata, sono andata in vacanza da sola con mia figlia. Una semplice settimana al mare che per me è stata una conquista enorme. Non ho mai osato farlo, troppo incerti i miei giorni, troppo in balia di improvvisi rovesci di salute che mi rendono pressoché impossibile essere lontana da casa sola, con una bambina.
Questo 2017 mi ha portato anche questo, il coraggio di rischiare ciò che mai avevo osato…ed è andata bene, ed è stato così bello. Devo molto per questo a Stella, alla sua grande autonomia e molto a chi mi ha instillato fiducia giorno dopo giorno. E al mio averci creduto; perché se certe, incredibili persone, dimostrano tanta fiducia in te, ti appoggiano in ogni modo, come fai a non provare a crederci?
Ci sarebbero tanti momenti di quest’ anno da incastonare, ma capisco che ci sono cose che sono belle solo per il cuore di chi le vive, e dal di fuori possono sembrare tutt’ altro.
Ci sono magie in cui so che posso credere solo io. E va bene così.
Ho imparato a dirmi e dire, seppur con il cuore che trema, che so cosa sia la felicità, anche se, nel momento stesso in cui lo dico, sembra che debba succedere qualcosa che la renderà impossibile in futuro ( forme istintive di scaramanzia, credo).
Tengo stretta la mano di creature preziose, speciali, e scavalco questo passaggio d’anno sapendo che con tutte le mie forze le terrò strette e cercherò di essere migliore per loro e grazie a loro.
Ciao caro 2017. E grazie davvero, di tutto.

Lucia, 30 dicembre 2017

Dove muoiono le farfalle?

gif di mia creazione

Dove vanno a morire le farfalle?
Dove si disperde
il sontuoso colore,
la polvere magica,
la bellezza che toglie il respiro
(durando il tempo di un respiro)?
Dove muoiono,
portando con sé
il fruscio della meraviglia,
e l’incanto della fragilità
che si fa sogno?
Creature ammaliatrici
illudeteci,
dolcemente,
che la bellezza non muore.

Lucia Lorenzon, 21 maggio 2017

La gif è mia, risultato ancora molto “acerbo” ma mi piace far esperimenti.

Amami


Amami
Senza dirmi perché
Senza dirmi come
Amami
Fino all’ultimo dei tuoi giorni
All’estremo mio respiro
Amami
Con baci silenziosi
E carezze che gridano
Amami
Al di là dell’ultimo orizzonte
Al di sopra della più lontana stella
Amami
Quando le parole mancheranno
Quando scenderà la notte
Amami
Con più ferocia dell’impossibile
Con più fantasia di un sogno
Amami
Quando non resterà traccia di gioventù
Né memoria di bellezza
Ma solo l’indistricabile intreccio
Dei nostri pensieri.
Amami così.


Come io ti amo.

Buon Natale Stella!

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E alla fine il mio piu’ immenso Buon Natale a te, a te che amo come nessun altro al mondo, e da cui vengo riamata senza aspettativa alcuna. Perche’ tu sei mia figlia e io la tua mamma.
Sei l’inizio e la fine di tutto.
La spiegazione di ogni cosa.
Tu regali emozioni, sorrisi, risate e la “saggezza”del tuo veder tutto in un’ottica positiva.
Tu sei solo “Bene”.
La Luce perenne.
L’ incarnazione della Bellezza.
La mia Speranza.
Il Futuro, oltre la mia stessa vita.
E se oggi si celebra la nascita di Dio fatto Bambino io celebro con lui anche te, mia Bambina.
Buon Natale Stella.

Mamma

Piccola

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…Piccola mia, m’assomiglierai, ma sii più forte di me, te ne prego. E la timidezza sarà il tuo vestito da cerimonia: chissà che bellezza, sarai. Alza la testa, anche quando piove. E sorridi, soprattutto quando piove, che l’arcobaleno spunta prima se ti vede contenta.
Piccola mia, il cielo non è poi così lontano. Vogliti sempre bene, se vuoi toccarlo. Ma ama, se vuoi abbracciarlo. Ama la rugiada (senti i fiori come respirano sollevati!?), una foto in bianco e nero, i tuoi rimpianti. Ama anche quelli. Ama l’inchiostro, chi t’invita per un caffè e ti lascia prendere un succo di frutta all’ananas. Ama i tuoi “forse mai”, attaccati alle parole come fossero l’unica via d’uscita.
Sii un paradosso, quella che d’estate si porta sempre dietro un giacchetto, come mamma, quella che non ha sonno ma va a dormire per poter sognare, ridi anche quando sei triste, racconta barzellette svelando per prima cosa il finale.
Sii subbuglio di colori, d’emozioni, d’urla e silenzi, lascia che ti invadano, sdraiati e sii parte del caos. E quando la Luna non c’è, non spaventarti. Guarda il cielo, è così grande! Abbraccia il buio: è lì che si fa meglio l’amore, è lì che riconosci davvero chi ti bacia, solo dal tocco delle labbra. E respira a pieni polmoni le lacrime, il mare: che poi, capirai, sono un po’ la stessa cosa.
E chiamala, la felicità. Cercala. Il nascondino è il suo gioco preferito. Ma t’appartiene, ha il tuo nome. E quando decidi di andare, non farti fermare. Perchè chi ti vuole davvero non ti lascia allontanare.
E dell’amore fidati. Fidati. Esiste. E ringrazialo, ogni giorno, prima di addormentarti: è la preghiera più gradita a Dio, se mai ne avrai uno da invocare…”

[Web]

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Lucia e Stella Lorenzon 6 dicembre 2015

La bellezza zoppica

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Immagine di Lucia Lorenzon

No non sono per niente un angelo…ma mi sono divertita a creare questa immagine per una frase che ho trovato bellissima:

“La bellezza è asimmetrica.
È ciò che io chiamo zoppicare. 
Gli angeli zoppicano
La bellezza zoppica”

Jean Cocteau