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14 ottobre 2009: esattamente sei anni fa…

“Bisogna avere il Caos dentro di sèper generare una Stella danzante.”
F. Nietzsche

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Edit di Lucia Lorenzon, foto di Leo Taverna

Sei anni fa ho saputo che tu esistevi.
Un test di gravidanza positivo che mi ha lasciata allibita e terrorizzata.
So che ti ho amato pur temendoti.
So che la mia mano sul ventre quando, convinta che avrei interrotto la gravidanza, accompagnata da un sussurro : “mi dispiace, bambino”, e tante lacrime, erano gia’ amore.
Ma la paura era tanta.
Erano tanti i rischi per me, per te, le incognite, le pressioni di un padre che non ti voleva.
È stato tutto cosí sconvolgente pieno di sentimenti contrastanti.
Così duro e sensazionale.
Così sbagliato e mai cosí giusto

È stato Amore.

È stata una Stella.

La mia.

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“Una pipí di bambino vi annegherà” cit.

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Polizia ungherese schierata

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Foto che non necessitano di parole.
Mi raccomando: “Fermate l’invasore!”
Da http://www.corriere.it

“Alla fine hai un bambino sano” di Angelica Nucera (ostetrica)

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Siamo davvero sicuri che l’unica cosa che conti è che il Bambino sia vivo e sano nell’immediato? 
Che peso ha la Nascita sulla salute a lungo termine di Madre e Figlio? 
Quanto conta l’integrità fisica ed emotiva di una Donna che partorisce?
Non siamo vittime da immolare e sacrificare sull’altare in nome dell’amore per i figli.
Non è vero che è giusto subire durante il parto perché “tanto poi dimentichi tutto”.
Non si dimentica tutto.
Non si dimenticano le spinte sulla pancia quando a distanza di settimane abbiamo ancora le costole crinate.
Non si dimentica quel “taglietto” quando perdiamo feci, pipì e non riusciamo più ad avere rapporti sessuali appaganti, perché non basta riuscire ad averne (anche se a volte già questo è impossibile) ma è fondamentale provare piacere: una Madre è anche Amante e come tale ha diritto a godere pienamente del piacere del proprio corpo, ad avere orgasmi pieni e soddisfacenti. Una Donna che rivendica il suo diritto al piacere sessuale non è una Madre cattiva, egoista o puttana ma consapevole del proprio corpo e dell’importanza di una vita sessuale completa.
Non si dimenticano gli insulti, le parolacce, la mancanza di tatto e delicatezza, la fretta, le mani fredde, le luci accecanti, le urla.
Non si dimenticano le gambe divaricate davanti ad una folla di persone con gli occhi puntati sui propri genitali, né le dita in vagina di più e più operatori, più e più volte: la vagina ha una memoria e qualsiasi intrusione non necessaria e non voluta lascia un ricordo che può far male anche a distanza di anni.
Non si dimentica il dolore di vedere il proprio figlio allontanato, mentre qualcuno ci strizza la pancia.
Non si dimentica il gelo della sala operatoria, quando tutti i giorni allo specchio c’è la cicatrice di quell’intervento che brucia, brucia dentro, che sia stato necessario o, come spesso accade, no.
Guarire è possibile. 
Ma ancor più importante della guarigione è la prevenzione, la protezione da tutto questo e da tanto altro.
La Nascita non deve per forza essere violenta e brutale e noi Donne non dobbiamo accettare questo martirio non necessario che per la società sembra invece quasi un passaggio inevitabile per essere considerate Buone Madri.
“Non è l’aver sofferto e sopportato ogni genere di violenza che ti darà diritto a sentirti una Buona Madre. Non credere a chi ti dice che una Buona Madre è pronta a sopportare di tutto per suo figlio e che facendo leva su questo compie ogni genere di scempio sul tuo corpo. Hai diritto alla tua integrità fisica ed emotiva, alla tua vita sessuale, alla salute, all’amore per il tuo corpo. Ne hai diritto tu… E ne ha diritto anche il tuo Bambino.”

©Angelica Nucera

*Angelica Nucera é ostetrica libera domiciliare della provincia di Ancona, assiste nelle Marche e in Umbria, la sua pagina fb è:https://www.facebook.com/lalunaeilsoleostetrica, il suo sito web è: http://www.ostetricanucera.it)

“I miei soldini per il bambino nero magro magro”

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Questa la foto su una delle tante missive che arrivano dalle più disparate associazioni allaricerca di fondi. Questi “Medici senza frontiere”.
Stella vede questo bimbo e ne rimane colpita. Chiede spiegazioni. Gliele do come meglio posso. Dopo un po’ vedo che apre il suo salvadanaio e con una manciata di monetine si avvia verso un cassetto per cercare una busta.
Non la trova. Chiede. Si arrabbia perché le spiego che non si possono spedire soldini in questo modo…vuole sapere come si fa.
Creatura commovente, l’Amore mio…❤

Lucia

NINNA NANNA, NINNA OH!

Chi usa l’espressione “dormire come un bambino”, non ne ha mai avuto uno.

Cit. Sconosciuto

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Immagine da web

Dal famosissimo “Fate la nanna” di Estivill, al co-sleeping (che, detto in maniera terra terra significa dormire tutti insieme nel lettone, fino a quando non sarà il bambino a decidere di voler essere autonomo), tutti quelli che hanno avuto figli si sono trovati di fronte al problema “nanna”; fanno eccezione i pochi, invidiatissimi, che hanno bimbi dormienti ovunque, e a qualunque ora, come angioletti.
I consigli arrivano da tutte le direzioni, dal pediatra a Tata Lucia, alla più impicciona delle vicine di casa, tutti vi suggeriranno metodi “infallibili”.
Forse il metodo Estivill ha in sé più probabilità di successo, se avete una certa capacità di durezza, e soprattutto una profonda fede nel suo “verbo”.
Quando mia figlia nacque, quasi cinque anni fa, il librettino dal titolo dolce e dai metodi un tantino nazisti imperversava.
L’ho visto nelle case di tante amiche con vistose sottolineature che evidenziavano i punti salienti.
In estrema sintesi: dategli un oggetto cui é affezionato, ditegli che può dormire tranquillo, sereno, che mamma e papà ci sono, e uscite lasciandolo solo. Piangerá. Voi lasciatelo piangere, entrate dopo tot minuti, non toccatelo, parlategli, e uscite di nuovo, e così fino a che il bambino crollerà addormentato di sicuro, dopo un periodo di tale disciplina.
Crolla per acquisita autonomia? O per rassegnazione, della serie: “tanto papà e mamma non vengono e devo dormire da solo”?
Ai posteri l’ardua sentenza.
Nel frattempo Estivill ha rinnegato il suo stesso metodo che, personalmente, trovavo un’impraticabile barbarie. E sono convinta che i bimbi dormano perché sanno che non possono far altro, che mamma e papà, anche se piangono, non vengono e nessuno mi leva dalla mente che questo scuota la loro sicurezza e autostima.
La faccio breve perchè sul sonno e le abitudini ad esso legate si possono scrivere volumi.
Vorrei solo che passassero due concetti: il primo, che nella maggior parte delle etnie e fra gli animali i piccoli dormono con i genitori, è naturale, mentre il fatto di farli dormire in un’altra stanza è culturale. Solo una delle opzioni possibili.
Il secondo, che se un bambino vuole dormire con mamma e papà non è cattivo, è normale.
E quello che invece preferisce il lettino non è “bravo”, è uno che preferisce il lettino e punto.
I suoi genitori sono stati fortunati e devono essergli grati. Sperando che lo abbia scelto veramente, di dormire da solo, e che non vi sia stato costretto, magari lasciandolo a piangere senza toccarlo, come insegna il buon Estivill.
Poi ci sono i bambini che non dormono mai, perché non si sa.
Lasciate perdere camomilla, tiglio, melatonina e quant’altro. Se sono bambini geneticamente predisposti a dormire poco, state solo spendendo soldi per niente.
Potete applicare tutte le tecniche del mondo, coccolarli, usare il tono duro, quel che volete.
Se vi trovate in casa un/a “senza sonno” avete perso la battaglia.
Io ne ho una in casa e, garantisco, è dura.
Da quando, a tre mesi dalla nascita, passeggiavo con lei nel marsupio, per i campi, in piena notte, mentre lei mi guardava curiosa e sveglissima, a quando, a due anni, ha abolito il pisolino pomeridiano fino ad ora, che si addormenta, a quattro anni e mezzo, alle 22 e 30/ 23 e si sveglia alle 7.30, il sonno, per mia figlia, è sempre stato una sorta di perdita di tempo.
Da sola ancora non vuole dormire e io non insisto, tanto lo so che un giorno lo deciderà autonomamente.
Ciò detto un bambino sempre sveglio lascia ben pochi spazi e, a volte, daresti una cifra per aver qualche ora per fare due faccende in pace, una tetelefonata, leggere qualcosa, guardare la tv in orari umani, invece di finire col guardarla a orari notturni, imparandoti a memoria il palinsesto di Real Time.
Ma come dice il mio pediatra “il problema è suo, non della bambina”. Già.
Ognuno alla fine si gestisce come meglio può.
L’unica cosa che io consiglio a tutti sono le fiabe… c’è chi si addormenterà dopo le prime due righe e chi vorrà sentirla leggere ancora e ancora, ma, di certo, è un viatico per il mondo del sonno che lascerà nei loro ricordi un senso di dolcezza e intimità che sará bagaglio prezioso per la vita.
E, allora… Buona notte a tutti!

Lucia Lorenzon

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