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Privilegio Antico

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Mi aggiro, nuda,
Nell’anima tua.
Arriva qui
Il rumore del tuo cuore
L’eco dei tuoi pensieri
Il nutrimento del tuo amore.
È il privilegio antico
Di chi ti vive dentro.
Tra noi resta,
Ormai,
Solo la pelle
Baluardo che cade
Alla prima carezza
Quando il mio inizio
_E la tua fine_
Si confondono.

Ti guarderò negli occhi

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Un giorno
Ti guarderò negli occhi
E  vedrò
_stupita_
Ciò che di me
Mai ho saputo.
Mi racconteranno
Tra guizzi d’azzurro
Di quella ragazza antica
Con l’anima
Malinconica e giocosa
Che si era dimenticata
D’essere bella.

Ti avrei voluto mio

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Ti avrei voluto mio
Assoluta
Ingenerosa
Proprietà
Di sangue e anima.
Ti avrei voluto mio
Da sempre
Per sempre
Rivendicando un possesso
Senza origine
Senza fine
Eterno.
Ti avrei voluto mio
Oltre la ragione
Oltre la verità
Oltre l’impossibile

Ti avrei voluto mio.

Amori Virtuali #1: “Angela”

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Angela era smarrita. Tra le mani il cuore traboccante di un amore inatteso e impossibile.
Strano senso dell’umorismo ha la vita, o il destino che sia; fino alla crudeltà, pensava.
Come era stato possibile farle incontrare qualcuno nella cui anima vedeva  riflessa la sua, nei cui occhi c’era un cielo in cui il suo cuore prendeva fiato, qualcuno a cui raccontare tutto, certa d’essere capita come mai prima, tra le cui braccia si sarebbe persa fino all’ultimo dei suoi giorni.
Come era stato possibile farglielo incontrare e negarle la possibilità di stare con lui? Innamorata, complice e felice?
Come era potuto accadere?
Non era il momento, i tempi erano sbagliati, lui impegnato, ma Angela ne era certa, quello era l’uomo della sua vita.
L’ uomo della sua vita che nella vita non avrebbe mai avuto.
Quell’odore che non conosceva era quello che voleva addosso.
Quelle mani che non l’avevano mai sfiorata erano quelle da cui voleva sentirsi accarezzare.
A quella pelle mai conosciuta voleva mescolare la sua.
Da lui avrebbe voluto essere posseduta, respiro dentro respiro, in un combaciare perfetto di corpi che, separati da troppo, potevano riunirsi e rimescolare le loro essenze.
Anima, mente, cuore, sudore, lacrime, sperma.
A nessuno era appartenuta tanto.
A nessuno sarebbe mai più potuta appartenere così.
E che infieriesse, sadica e impietosa la realtà, tenendoli separati per sempre non sapeva d’aver loro regalato un amore incorruttibile ed eterno.

Mi piacciono le donne…di Massimo Bisotti

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Mi piacciono le donne che sanno le cose e sanno quando non dirle, perché in quel momento è poco importante.
Mi piacciono le donne che sanno conoscersi e conoscerti senza sbatterti in faccia anche le presunzioni della verità.
Quelle che decidono che quello che sono è più importante di quel che tu vorresti fargli credere che siano, e invertono il senso di marcia alla tua corsa, abbassando lo sguardo con quell’umile sicurezza, e per questo ti ci siedi accanto.
Quelle che quando le guardi negli occhi ti fanno capire che sei ancora vivo.
Quelle che sai che le devi proteggere e in un ossimoro ti fanno sentire al sicuro.
Quelle che anche quando non ci sono ci sono, perché anche lo sbatter d’ali di una farfalla lontana ti si posa sulla schiena, alleggerendo la fatica di un attimo.
Mi piacciono le donne che quando ti ammali di silenzi ti curano le parole e ti fanno uscire le nuvole dall’alito, insieme alle bugie e ai sensi di colpa, t’insegnano una lingua nuova.
Mi piacciono le donne che fanno uso di stupefacenti emotivi senza mai aver assunto sostanze tossiche.
Quelle che ti scippano il tempo senza che te ne accorgi e se te ne accorgi ti prendono in giro dolcemente da farsi regalare un altro giro sulla luna.
Quelle che non sono nobili o snob, ma che hanno l’eccellenza blu della modestia nel sangue, arrivano nei bassifondi a prendersi la tua vita.
Quelle che non vanno controcorrente perché fa moda, ma hanno la moda nel respiro e l’anima vintage.
Quelle che hanno gli occhi come un caleidoscopio e in tutta quella confusione riesci a guardarci dentro e scorgerci la coccinella del futuro.
Quelle che ti sfiniscono perché gli piace fare l’amore e senti che il momento del loro orgasmo mentale è quando vieni tu, e poi ti chiedono di restare. E ti fanno sentire come un animale libero, tu e la tua liquida indecenza sul loro corpo, rinato dalle tue spasmodiche emozioni.
Quelle che non sanno cucinare, ma ti montano l’anima chiara e fanno dolce il tuo sorriso dopo uno scuro pomeriggio.
Quelle imperfette che sanno rendere perfetto il volo delle tue imperfezioni.
Quelle che lasciano che a parlare sia il tuo respiro.
Quelle che non ti prestano il loro corpo e ti regalano e ti scopano l’anima.
Quelle che gli tocchi un punto che non ha mai toccato nessuno, con la punta estrema dei tuoi pensieri, dei tuoi sogni, dei tuoi sbagli arrugginiti con il tetano fra la polvere e tu gli piaci così, non ti vogliono cambiare.
Quelle che giocano la tua partita pur continuando a giocare anche la loro.
Quelle che quando gli sposti i capelli dal viso ti si apre il sipario sul mondo e spalancano i tuoi limiti come finestre sull’infinito.
Quelle che sono così belle che non ti vergogni a tenergli la mano mentre cammini per strada, perché ti camminano già nude nei labirinti dell’anima.
Quelle che giocano con i tuoi battiti, ma non con il tuo cuore.

MASSIMO BISOTTI

Ci sono scritti che non riesco a non condividere, anche se non è molto originale l’idea di postare cose scritte da altri sul proprio blog, ma alcuni son di tale bellezza…