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A te Estate, che amo ❤🌞

“Sono giornate da “Oltre”.
Oltre il consentito, oltre il più che desiderato, oltre il fatto di non volerne parlare.
Sono giornate che c’è il Sole”
(arli3, Twitter)

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Baciata dal Sole (autoscatto)

Cara Estate,

Ebbene sí…io ti amo.
Mentre i piu’ anelano al fresco, se non proprio all’inverno, io ti amo cosí.
Ti amo cosí, come sei, con tutte le tue virtú :i pochi vestiti, i sandali, i gelati, le cicale e i grilli che cantano, alternandosi, l’anguria, le vacanze, il mare ( il connubio estate/mare è ciò che piu’ si avvicina ad un mio ideale paesaggistico_climatico) e quei difetti che tutti trovano insopportabili, ma che io, da innamorata persa, accetto, pur di avere te: zanzare, umidita’, sudore, profumi non proprio sublimi, di gente poco avvezza all’acqua (o che ancora non ha trovato il deodorante adatto?) notti calde, dove il lenzuolo è gia di troppo.
Ti amo al punto da non amare neppure i metodi usati dai piu’, per cercare di renderti sopportabile: condizionatori, pinguini, ventilatori…per la mia cervicalgia deleteri piu’ dei 40°.
Io esco di casa e mi trovo immersa in una sorta di brodo primordiale nel quale mi sento “accolta”.
Io, con la pelle lattescente e i colori da nordica, ho un anima mediterranea se non proprio tropicale.
Non mi sentirai mai lamentarmi perché ho caldo…lamentela che comprendo se proviene da anziani, bambini, malati, gente che fa lavori pesanti, ma che mi giunge come insopportabile ronzio da chi passa tra un ufficio e una casa con condizionatore messo a temperature simil siberiane.
Duri cosí poco tu…un momento di passione infuocata ( che peraltro non concedi ogni anno, lo scorso anno neppure t’ho vista) e c’è già la prima pioggia che ti smorza e ti allontana.
E io aspetto, aspettero’ sempre, il tuo ritorno.

Già, proprio t’amo.

Tua affezionatissima

Lucia

Negramaro “Estate

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Cara me,

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Cara me,

Ma cara perché?
Che dovrei amare di te, ragazza invecchiata, coi tuoi polverosi sogni ancora addosso?
La tua atavica, infantile, mai colmata, fame d’amore?
Le tue adolescenziali paure di non accettazione?
Il tuo essere diversa senza mai cedere al compromesso, se non per un uomo sbagliato?
Che dovrei amare mai di te?
L’indefessa fiducia nell’amore che ti veniva giurato o nell’amore che credevi dovuto?
O la perenne sfiducia a in te stessa?
Il tuo corpo maltrattato e furiosamente dolente, che si è  vendicato mantenedosi esteriormente nel tempo, alla faccia del tempo?
Per la tua dolorosa, nociva, incapacità di perdonare tua madre?
Per tutte le scelte rimandate o mai fatte?
No…Non per questo.
Ma un poco t’amo.
Ti amo per la malinconica dolcezza che alberga nei tuoi occhi, ti amo per l’empatia verso coloro che soffrono, ti amo per la tenerezza e dedizione con cui hai amato persone anziane, ti amo per l’ingenua, spesso mal riposta, fiducia nel prossimo.
Ti amo per il coraggio di proseguire, controvento, di resistere, sperando che la vita ti conceda almeno un armistizio, ché la pace non te l’ha concessa mai, dacché sei nata.
Ti amo, sopra ogni cosa, perché la più importante, solitaria, straziante, rischiosa decisione dell’intera tua vita l’hai fatta, l’hai fatta  pagando più di quanto meritassi.
E che un giorno tu possa, alfine, fare a te stessa una carezza.

Tua, Lucia

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