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17 dicembre 1968/ 17 dicembre 2018

Lucia, dicembre 2018, autoscatto.

Cinquant’anni. Non mi piace come compleanno, la cifra mi fa un poco paura, il tempo alle spalle più lungo di quello davanti, il corpo che cambia, e per una donna, inutile dire il contrario, è più difficile farci i conti, quasi che un cinquantenne uomo assumesse fascino e donna comininciasse solo ad invecchiare davvero.
Non mi piace eppure non ci ho pensato molto fino ad oggi, in cui mi viene, forzatamente, da riflettere.
Non me li vedo addosso questi anni, magari non li vedo io e li dimostro tutti, ma io non li so vedere.
Se guardo indietro mi rendo conto che non vi è periodo in cui tornerei. Nessuno. Ho un passato intriso di sofferenze dacché ero bambina, adolescente, ragazza e poi donna, madre. No, non ho nostalgia. I migliori anni della mia vita sono stati gli ultimi tre. Poca salute sempre, kg in più, disagi tanti, liti in casa, pochi soldi…ma anche sogni mai avuti, speranze mai avute, utopie magari, ma le utopie fanno lottare, resistere, provare. E poi poesie, disegni, filastrocche, fotografie…la possibilità di muovermi di più, vedere piccoli posti nuovi. Io e Stella in vacanza da sole.
Mia figlia è cresciuta e il nostro legame è molto più forte. Non sono una madre che rimpiange i primi anni della sua bambina, perché ero talmente torturata dalla sofferenza che non riuscivo a vivere che in piccola parte la bellezza di Stella. Ora lei è più autonoma, anche contrappositiva, tosta, ma quanto riusciamo ad essere più vicine! Non è semplice questa mia maternità solitaria, eppure anch’essa, così tardiva, ha in qualche modo aggiunto vita alla vita.
Sono riuscita a sentirmi felice in questi ultimi anni. Felice davvero,in certi momenti. E mi sono resa conto di non esserlo mai stata così, prima. Merito soprattutto di qualcuno che, pur da lontano, mi ha insegnato a guardare la vita con altri occhi. E mi ha insegnato un universo di cose ed arricchito come mai nessuno prima. Mi ha insegnato ad oltrepassare i limiti. La capacità di sognare, di gioire ,di sperare di cambiare nascono anche dalla stima quotidiana di qualcuno, dalla sua fiducia . E non importa dove esso viva, quanto lontano, non importa nemmeno se non lo incontreró mai. Ci sono creature che sono regali nella vita, preziosi, che segnano un prima e un dopo;che riempiono il tuo bagaglio vuoto d’amore e ti aiutano a toglierne i macigni, ti danno mezzi per provare a vivere davvero e non solo resistere e sopravvivere.
Non sono religiosa eppure in qualche modo credo ci siano angeli, o magiche creature, che portano il miracolo in sé e che è immensa fortuna incontrare.
Starà a me continuare ad arricchire il mio bagaglio che è rimasto vuoto così a lungo e procedere nonostante le difficoltà, con occhi nuovi e capaci di vedere bellezza.
Spero di farcela. Spero di essermi. meritata questo magico incontro. Gli acciacchi, pesanti pure, ce li ho da quando ho 14 anni, sono allenata mio malgrado.
E quindi con la mano stretta in quella di Stella e un angelo nel cuore e nei pensieri, procedo.
Spero di non sentirmi mai troppo vecchia per sognare, ridere, giocare, essere ridicola e buffa.
50 anni…magari comincia ora lo spettacolo, non lo so, so però che me lo meriterei e lo meriterebbe chi mi ama davvero.

Lucia Lorenzon, 16 dicembre 2018

E sono arrivati anche i cinquanta
non è che ne sia poi così affranta,
son tanti son pochi,
alla fine che importa,
io oggi, intanto, mi mangio la torta.
Alla fine non son questi i pensieri
se si mantengon vivi
speranze e desideri.
E se si fa fatica
si riprova domani,
si lotta si lotta e mai si desiste
pensando sempre
che l’ “ormai” non esiste.

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Un bacio, per ogni bacio…

Ribloggo la mia pubblicazione mensile dal blog “Caffè Letterario”.
Buona lettura…sempre d’amore❤

Caffè Letterario

immagine di Frida Castelli

Una carezza
per ogni tua carezza,
per ogni volta che hai stretto
il mio viso tra le tue mani,
guardandomi con tenerezza,
per ogni volta che le tua mano
si è persa tra i miei capelli,
per ogni volta che il tuo dito
ha percorso, lieve, le mie cicatrici mal chiuse.
Un bacio,
per ogni tuo bacio,
per quelli sulle palpebre chiuse,
come di bambina,
e quelli sulle labbra aperte
ed avide delle tue,
per ogni centimetro che hai baciato,
baciato,
baciato,
baciato,
senza niente tralasciare, senza nulla trascurare,
senza farti dimenticare.
Una lacrima,
per ogni lacrima,
di commozione
di emozione,
di passione,
per quelle mie di tristezza e paura
e per quelle colme di sorpresa felicità.
Una parola,
per ogni parola
per ogni poesia,
ogni sogno, visione, colore, speranza,
per ogni buon senso ed ogni pazzia,
una parola per ogni canzone per te.
Un fiocco…

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Ho

Ribloggo da “Caffè Letterario” , la mia pubblicazione mensile. Buona lettura, mi scuso, con l’occasione, per le risposte ancora da dare a vari commenti sui miei articoli. Lo farò quanto prima.

Caffè Letterario

Ho solo un sacco di poesie,
di visioni e follie,
ho abbracci,
baci e dolcezze.
Ho sorrisi
e goffaggini buffe.
Ho viaggi mai fatti,
che affollano pensieri
di nuvole e sogni.
Ho occhi di muschio,
brulicanti di vita,
capelli che parlan
di fiabe del nord
e di suoni di arpe celtiche.
Ho scarabocchi,
colori e tante parole.
Ho sentieri ribelli,
dove mi inerpico e cado.
Ho ferite di spine
e ginocchia sbucciate
ma un anima certa di non volergesi indietro.
Ho bambole rotte,
un oceano di pianto
e felicità immense
a risarcire tutto.
Ho ferite mai chiuse
e speranze mai spente
Ho mani,
che stringono mani
che non lascerò,
occhi in cui perdermi
un cuore dove riposare,
e profumi amati che
son la mia casa.

Ho l’amore.

Lucia Lorenzon 13 novembre 2018

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Le fate tra noi: Gessica Notaro

In queste foto Gessica Notaro (credo ai più conosciuta) indossa una t-shirt modello corto con una grafica che ho creato per lei con @teeserofficial_app ispirandomi al film “Dirty Dancing” all’indomani di Ballando con le Stelle, dopo averla vista più volte volare sostenuta dalle braccia del suo ballerino Stefano Oradei. “Nobody puts Baby in a corner” (Nessuno può mettere Baby in un angolo) diceva nel famoso film Patrick Shwaize. Qui io lo adatto a lei “NOBODY PUTS GESSICA IN A CORNER”

Penso a lei come una fata e questa fiaba l’ho scritta per lei. Io la vedo così:

” C’era una volta una fata con ali grandi, lunghi capelli scuri e gambe chilometriche. Bella come possono esser belle solo le creature che la natura e il creato amano, chi la guardava ne restava incantato. Aveva la magia in sé, sapeva parlare agli animali, in particolare ai delfini, con cui giocava e coi quali si scambiava segreti, che solo loro potevano capire.

Tanta bellezza purtroppo può generare invidia, cattiveria, desiderio di possesso e anche in questa fiaba entrò un essere cattivo, finse di non esserlo, finse di amare veramente la bella fata, e la fata se ne innamorò.
Ma le fate non puoi tenerle in gabbia, le fate appartengono alla natura, al mondo, al cielo, hanno grandi ali per volare e se non volano libere muoiono.
Desiderosa di volo e libertà provò ad andar via ma il mostro si rivelò per quel che era: la voleva solo per sé, non voleva la sua bellezza fosse dono per tutti e così decise di portargliela via lanciado sul suo meraviglioso volto un liquido corrosivo.
La fata non morì ma il suo volto si riempì di cicatrici, credette di non poter più vedere, credette di morire.
Ma non possono morire le fate. Nessun mostro può rovinare il loro incanto. Nessuno può deturparne l’ anima, spezzarne le ali.
Si riprese, con forza, con dolore , con coraggio, e il suo viso riflettè la bellezza del suo cuore. Nessun mostro può sfregiare, in nessun modo, la vera bellezza.
Riprovò a distendere le sue ali e volò, altissima, a passo di danza, così che tutti la potessero vedere. Così che tutti traessero dalla sua luce forza per le loro vite.
I mostri hanno tanti volti ma noi ricordiamoci sempre che li possiamo sconfiggere.
Le fate sono fra noi.
Le fate possiamo essere noi.

Lucia Lorenzon, 28 settembre 2018

a Gessica il mio grazie per aver indossato questa t-shirt, la grafica è semplicissima, ma il ritorno di pubblicità per il mio store online di T-SHIRT, COVER, E FELPE, e per il mio profilo Instagram, vista la sua notorietà è stato significativo. Le avevo semplicemente scritto dicendole di volerle regalare la maglietta e lei si è offerta di farmi pubblicità. Una persona davvero bella, e le persone belle non le può davvero sfregiare nessuno, MAI.

Se avete voglia di vedere le mie altre creazioni le trovate in questo shop online : https://teeser.it/teesigner/lucial

il mio profilo Instagram invece è questo: http://www.instagram.com/lucialcreazioni

Ho conosciuto l’Amore

immagine dalla pagina instagram: https://www.instagram.com/regards_coupables/

Ho conosciuto l’ amore,
di pancia, di cuore;
l’amore gridato,
folle, sudato.
Ho conosciuto l’amore,
che cattura il cervello,
la passione è più grande,
se ci si mette anche quello.
Ho conosciuto l’amore,
di infinita dolcezza,
il mio viso appoggiato,
che la tua mano accarezza.
Ho conosciuto l’amore,
fatto di sesso sfrenato,
non c’è angolo che, insieme,
non abbiamo esplorato:
io di te,
tu di me,
niente ci è più nascosto
non centimetro, non odore, non gusto.
Ho conosciuto l’amore,
quello che porta lontano,
ovunque posso andare,
stringendo la tua mano.
Ho conosciuto l’amore,
che sconfigge la paura,
le tue braccia son porto,
dove sono sicura.
Le mie lacrime hai preso
e ne hai fatto collana,
perché la indossi, fiera,
fino a che sarò anziana.
I brutti ricordi, grazie a te,
li ho dipinti
e, tra nero e colore,
quasi tutti li ho vinti.
Ho conosciuto l’amore
che può esserci solo una volta,
quando incontri quell’ anima,
che ti è stata tolta,
in una notte dei tempi, dimenticata,
ma se la incontri capisci
che le sei appartenuta.
Ho conosciuto l’amore,
non ho dubbio alcuno.
Come te non potevo
così amare nessuno.

Lucia Lorenzon, 26 settembre 2018

Formula magica

Oggi il mio post mensile sul blog ” Caffè Letterario” è magico!!!😃
Buona lettura!

Caffè Letterario

Sangue di drago
il respiro di un mago,
di una fata
la risata,
di un folletto
Il suo berretto.
Gira e rigira nell’ aria la magia,
ora la catturo e diventerà mia.
Otterrò ogni cosa:
Il profumo di una rosa,
la bellezza di un diamante,
di qualunque persona
potrò leggere nella mente.
Gracidìo di rana,
mistero di bosco,
questa è una formula che solo io conosco.
Gira e rigira nell’ aria la magia
ora la catturo e diventerà mia:
di una strega il reggiseno
dell’ unicorno l’ arcobaleno.
La userò per dare a tutti
un momento un po’ sereno,
una fetta di allegria
anche dove è andata via.
No non voglio far malìe
nè cattiverie, naturalmente.
È solo uno scherzo,
(un poco divertente)
la formula di una magia,
che ha come potere
la sola fantasia.

Lucia Lorenzon 9 settembre 2018

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Ho solo bisogno

immagine di mia creazione

Ho solo bisogno

di un soffio,

di un alito di vento caldo,

che porti memorie

di profumi lontani,

di umidità segrete.

Ho solo bisogno

di un pezzo di cielo,

di sincronie di pensieri,

laddove discronico

è il tempo.

Assaggerò sempre i tuoi sapori nuovi,

guarderò le nuove emozioni,

che i tuoi occhi recano impresse

e il tuo cuore porta nel suo battito.

Lo riascolterò, attenta,

so che ci sarà una sfumatura diversa,

e proverò a farla mia,

se me la doni.

Voglio essere il tuo vaso comunicante

per sempre,

cosicché da me arrivi ciò

che in te entra.

Ho solo bisogno

di pioggia e di sole,

per coglierti nel loro abbraccio arcobaleno.

Ho solo bisogno

d’ essere attenta,

ogni senso vigile,

ogni canale aperto

Un’ antenna viva,

per captarti ovunque.

Lucia Lorenzon, 7 agosto 2018