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Amori Virtuali : “Un giorno ti diranno”

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Un giorno ti diranno che l’Amore non ha molte facce. Ti assicureranno che gli amori nati virtualmente non sono veri, sono solo infatuazione, non reggerebbero mai alla prova della realtà, del quotidiano.
Un giorno ti racconteranno che non ci si può innamorare di una voce, di un’ anima, attraverso risate e lacrime mai viste. Un giorno ti giureranno che non ci si può  perdere dentro occhi in cui non ci si è mai specchiati e non si trema per una carezza mai ricevuta.
Ti diranno che un mondo senza odori, sapori, tatto, è fantasia di una mente con poco equilibrio.
Un giorno ti diranno che innamorarsi così è un rischio che non va corso, un salto nel  vuoto senza ali nè protezione alcuna. Assurdo.
Ti diranno che sbagli, che non vuoi reali responsabilità, che stai fuggendo dalla realtà e dagli impegni di una vita.
Ti suggeriranno di lasciar perdere perché perdi tempo, sprechi sentimenti e vita. Ti diranno che se lui ti amasse davvero verrebbe da te o tu andresti da lui. Subito.
Ti diranno che devi pensare in modo concreto, costruttivo, e non perderti in illusioni.
Ti ripeteranno continuamente che se mai vi vedeste potreste persino non piacervi.
Ti diranno questo. Ti diranno molto di più.
Ridurranno i tuoi sentimenti ad uno stupido gioco. Cercheranno di sporcare tutto.
E tu li lascerai dire.
Forse un tempo pensavi le stesse cose. Ma non sapevi.
Non sapevi ciò che loro non sapranno mai.
Che l’amore ha mille sfumature e che non prevede la parola “impossibile” se entrambi la vogliono oltrepassare.
Che esiste un “oltre” dove tutti non hanno coraggio di andare e di restare, insieme.
Che ci si può tenere saldamente per mano e per sempre nel cuore anche a distanze enormi. 
Che l’intimità è un concetto particolare e ad un centimetro si può essere più lontani che a migliaia di km.
Che si impara a sentire le emozioni e a vedere con gli occhi di chi ami, se chi ami ti ha curato l’anima con l’amore.

Un giorno gli parlerai di voi…
E non capiranno.

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La vertigine e la pace

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Perché poi capita chi cancella il ricordi
di chi lo ha preceduto.
Perché solo lui ti sa toccare così, solo lui ti sa fare quella carezza, solo lui ha scoperto quel centimetro di pelle che se lo sfiora ti fa morire. Solo lui sa capirti senza che pronunci una parola e farti un sorriso che ti abbraccia.
Capita chi cancella il bello e il brutto. Quello per cui vorresti vivere tutto per la prima volta. Chè mica nessuno ti ha baciata così prima, mica nessuno ti ha fatto struggere di desiderio in quel modo e impazzire per altrettanta dolcezza.
Capita che ti trovi a piangere per l’emozione di amarlo. Per tutto ciò di cui ti riempie il cuore e il cervello.
Capita che ogni parola detta da lui suona nuova, piena di stelle e tu ti chiedi come hai vissuto prima. Chi hai amato. Se mai hai amato.
Perché la verità è tutta lí, che l’Amore vero é uno ed uno soltanto.
Altro che frase scontata.
E non vuol dire che non hai amato mai, vuol dire solo che erano amori in transito, erano un percorso che era da fare per arrivare laddove eri destinata.
Tra quelle braccia. In quel cuore. In quei pensieri.
Gli unici cui appartieni.
Poteva anche non succederti mai questo incontro. Se accade tutto cambia.
Tutto diventa scoperta e novità anche se hai tutta una vita alle spalle.
Un confine tra il finito e l’infinito.
La vertigine e la pace.

 

Appartenenza (di passione e d’amore)

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Io non so in quale mondo mi porti tu, in quale modo andiamo noi, quando stiamo insieme. So che non sono mai stata con nessuno in nessun luogo, così totalmente. So che sento visceralmente, e allo stesso stesso spiritualmente, d’essere tua come non era possibile essere di nessun altro. E non potrò mai essere più di nessun altro.
So che ti amo con una profondità assoluta.
So che ti desidero come nemmeno sapevo si potesse desiderare qualcuno.
So che mi fai sentire carne della tua carne e mi fai perdere qualsiasi limite.
Perché non lo so davvero più ad un certo punto dove finisco io e dove cominci tu.
So che in questo amore c’è tutta la bellezza che mi è stata negata nella vita.
So che la vita ora sei tu.
So che sei il mio respiro
E che non si vive più senza il proprio respiro.
E smetto…perché non bastano le parole. Non bastano neanche le lacrime che mi scendono.
D’amore, di passione infinite per te.
No non ci sono le parole ma tanto tu lo so che mi leggi l’anima. Solo tu l’hai saputa leggere.
Mai più senza di te. Mai più.

L’inopportunità dell’amore

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Come sa essere inopportuno l’Amore.
Ad un certo punto arriva in punta dei piedi, lieve, un sussurro e ti fa provare una sensazione piacevole, di cui sai che però potresti fare a meno, che puoi governare o comunque gestire…
Ma dentro qualcosa ti dice che non sarà  cosí.
E ti ritrovi in mezzo ad una tempesta che spalanca porte, che urla nelle orecchie, che brucia la pelle, che sommerge ogni altro pensiero.
E ti trovi travolta da risate e lacrime, da mancanze che ti tolgono il respiro, da desideri violenti e dimenticati.
E sei felice, sei triste, sei tutto. Ed è inutile dirsi che passa, che tutto scema col tempo, che la passione è un attimo.
Sarà un attimo, ma tu sei dentro quell’attimo, e per farlo durare un tempo che non sia niente di meno di un “per sempre” ci investi tutto l’investibile, scoprendo, sgomenta, che le priorità della vita si sovvertono, che potresti fare qualsiasi cosa per quel sorriso, per quella voce, per quegli occhi, per quella pelle.
Improvvisamente qualcuno diventa la tua vita stessa. Il primo pensiero del mattino, l’ultimo della sera, un costante sottofondo, qualunque cosa tu stia facendo, con chiunque tu sia.
Una follia consapevole. Forse.
Emozioni che valgono una vita intera. Di certo.
E ringrazi chiunque o qualunque cosa ti abbia permesso di conoscerle, perché alla tua vita sarebbe mancato un pezzo di infinito, senza quell’amore.
E ti parlano di innamoramenti che passano, di infatuazione, e tu mandi mentalmente tutti a quel paese, che magari scrivere affanculo non sta bene, e stai a cullarti in desideri scemi. A pensare che ti piacerebbe fargli una torta, che ti piacerebbe  sorprenderlo con una sciocchezza che sai fare solo tu, e sai che solo lui saprà apprezzare, e ti sorprendi a pensare che sarebbe bella anche la cosa più stupida se ti è concesso condividerla con chi ami.
E ti scopri a guardare con occhi diversi cose che non hai mai notato, o che non hai mai amato, e a volte ci  scorgi qualcosa di bello, e quella cosa sai che non la guarderai comunque più come prima, perché se lui l’ama qualcosa di speciale ce l’ha per forza.
Bisognerebbe prendere fiato, il cuore ti sta sempre in gola, ma non lo prendi il fiato chè quest’apnea la risolve solo il suo respiro vicino al tuo.
E non c’è pace, ma che senso hanno la quiete, la pace, la calma, che senso hanno, se gli uragani portano con sé odori inebrianti,  brividi sulla schiena e spazzano via le incrostazioni di un’esistenza.
Un’esistenza che ora ti sembra avesse come unico vero scopo l’arrivare qui,  dove sei ora, per potergli dire “ti amo”.
Come è meravigliosamente,  sfacciatamente, impietosamente inopportuno l’Amore.

IO Donna – 20 anni – Vent’anni nei tuoi occhi

http://20anni.iodonna.it/ventanni-nei-tuoi-occhi/500/

Per leggere aprire il link.

No…Non chiedetemi se esistono davvero questi occhi.
Esiste il sogno. Esiste la speranza che da qualche parte esistano.
#ioho20anni

P.s
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E grazie ❤

Giorgia

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Giò si era sorpresa a raccontargli cose di se a nessuno raccontate. Segreti che non credeva comprensibili a nessuno, e vicende che lasciano sporca l’anima, anche se non si è responsabili di quello sporco.
Conoscerlo era stato un viaggio a ritroso nel suo tempo malato, in un passato dove lui non era mai stato ma, chissà come, aveva riportato alla luce.
Sono brutte certe cose alla luce. Però le si possono finalmente guardare. E se qualcuno le guarda con te sembrano meno mostruose; più piccole, se non cancellabili, almeno gestibili.
E passo passo, con lentezza e, allo stesso tempo con una velocità mai avuta prima, qualche mostro lo stava affrontando.
Con una fiducia bambina si stava prendendo una confidenza mai avuta. Quel suo amare accogliente, comprensivo, sereno, e a lei sconosciuto, faceva sí che il suo cuore vicino quello si lui si sentisse arreso. Nessuna difesa. Nessun pericolo .
Non capiva come riuscisse a prevedere i suoi pensieri, che i più consideravano strani, eccessivi, fuori luogo; eppure.
.. lui li conosceva senza neppure bisogno di spiegarglieli e li ammansiva, li coccolava, li aquietava.
Quanto bello lo vedeva, con quel mondo immenso e meraviglioso dentro, dove la accompagnava per mostrarle e farle conoscere ciò che lei mai aveva visto e saputo e condividerne con lei le emozioni che ne derivavano
Quanto tardi lo aveva conosciuto. Troppo, per certi aspetti della vita.
Lo aveva perso in qualche tempo per ritrovarlo quando i tempi non combaciavano piú. Non qui. Non in questa vita, ma conoscerlo era stato amarlo e sapere che esisteva rendeva più bello il mondo. Sapere che esisteva valeva anche il sacrificio di non averlo accanto.

Come lo amava.

Il miracolo di Lory

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Sì era innamorata Lory, innamorata perdutamente in quel suo modo che tutti avrebbero definito immaturo, tipico di chi è cresciuto con le falle nel cuore, deluso nell’amore da chi, per ruolo, avrebbe dovuto amarla più d’ogni altra cosa al mondo.
E non aveva imparato ad amare sé stessa, no, quindi aveva dovuto sentirsi dire tutta la vita che chi non sa amare sé stesso non sa amare nessuno. E lei si sentiva sempre ferita da questa considerazione.
Sí, era un modo d’amare eccessivo, totalizzante, in cui l’oggetto d’amore diventa il fulcro dei pensieri, e spesso insicuro, perché, in questo avevano ragione, se non ti ami a sufficienza ritieni impossibile che qualcuno ti ami davvero.
I suoi rapporti sentimentali erano stati intensi. Agli uomini che aveva avuto si era dedicata in ogni modo. Accudente, accogliente, gratificante, fiduciosa, dolcissima.
Difficilmente era stata ricambiata in modo altrettanto intenso, ma, soprattutto, difficilmente era stata capita nella sua oscurità, nella sua sensibilità estrema, nel suo desiderio di costante confronto al primo attrito, incapace di reggere l’arrabbiatura di chi amava, nella sua ricerca di contatto, il più alto possibile, a tutti i livelli.
Una donna bella, sola, corrosa dalla mancanza d’amore nell’infanzia, dai tanti dolori patiti, bisognosa d’amore, sì, ma anche straripante di esso e desiderosa di darlo a piene mani, ma alla fine tutto era finito male.
Non sapevano stare con lei. Anche se poi si riscoprivano incapaci di starne senza e la tornavano a cercare. Ma Lory, che soffriva di un dolore insopportabile e lacerante, se veniva  lasciata, non riusciva più a riaprire il cuore a chi avrebbe voluto rientrarci.
Poi lui…una vertigine.
Lui non era un sogno. Lui era di più.
Lei non sarebbe mai riuscita nemmeno ad  immaginare che potesse esistere un essere umano così.
E si era persa.
Persa in quegli occhi azzurri, in quella voce piena di dolcezza.
In quella serenità, in quell’ottimismo, in quella gioia di vivere cosí vivida che non le appartenevano, ma che l’avevano accolta e avvolta come mai prima.
Lui capiva il buio pur vivendo nella luce.
Lui era sereno e forte ma si prendeva cura delle sue insicurezze senza stancarsene mai.
Lui anticipava i suoi sentimenti, sapeva prima ciò che lei stava provando e cercava d’esserci in ogni modo possibile.
Lui l’amava con tenerezza e delicatezza, come si ama una bimba, ma riconosceva la donna, che pur era, e la travolgeva di voglie e di passione in un vortice che lei non aveva mai provato. Nemmeno a livello fisico.
Lui le sapeva chiedere scusa se la sentiva piangere, anche per motivi cui un’altra non avrebbe nemmeno fatto caso.
Lory lo guardava come una bimba che vede per la prima volta una cosa bellissima: il mare, la neve, un treno che passa, un cucciolo appena nato, l’arcobaleno…
Lo sentiva come una bimba che per la prima “sentiva” certe sensazioni: le gocce di pioggia sul viso, il profumo forte di un fiore, il sapore della cioccolata.
Stupita. Incredula. Felice.
Ma quanta paura aveva il suo cuore intriso di abbandoni.
Paura di essere poco per quest’uomo pieno di meraviglie. Con mille cose da raccontare, mille conoscenze che le regalava senza mai pensare di “insegnare”.  Paura che la sua stessa paura divenisse un peso, un ostacolo.
Non sapeva capacitarsi  che la vita le avesse fatto un tale dono.
Viveva costantemente piena di emozione. Con gli occhi pieni di lacrime commosse di fronte alla sorpresa di essere amata così . A quella confidenza raggiunta in pochissimo tempo, a quel sentire di potersi fidare davvero, a quella intimità che in quel modo non aveva mai vissuto.
Lo sentiva parte di sé. Lo aveva dentro, era in ogni gesto, in ogni pensiero. La sua luce calda e sempre accesa.
E quel suo modo d’amare aveva trovato un porto. Un uomo che amava di lei ogni cosa, anche quel suo amore cosí totalizzante. E non ne aprofittava mai, ma la ricambiava con un amore altrettanto intenso seppur saldo e sicuro.
Forse un giorno la paura le sarebbe passata. Forse solo lui poteva davvero fargliela passare.
La vita è strana, pensava.A volte così crudele, poi improvvisamente, quasi a risarciti, ti sorprende con un miracolo.
Lui, Lui era il suo miracolo.