Archivio per autore | Lucia Lorenzon

Borgo di Senarega (Genova) Alta Valbrevenna

Lascio per una volta il racconto dei borghi dell’Alta Marca Trevigiana per farvi fare un giro a Senarega. Senarega é un borgo dell’entroterra ligure a 723 m s.l.m , io non ero mai stata in Liguria, quest’ estate, dal Piemonte, dove sono rimasta quasi due settimane mi sono spinta, con Stella e il mio Pandino […]

Borgo di Senarega (Genova) Alta Valbrevenna

Viaggio fotografico tra i vecchi borghi dell’Alta Marca Trevigiana : 3)Revine Lago

Benvenuti a Revine Lago!

Caffè Letterario

Tutte le foto sono mie

𝙍𝙚𝙫𝙞𝙣𝙚 𝙇𝙖𝙜𝙤 𝙜𝙞𝙖𝙘𝙚 𝙦𝙪𝙖𝙨𝙞 𝙩𝙤𝙩𝙖𝙡𝙢𝙚𝙣𝙩𝙚 𝙨𝙪𝙡 𝙫𝙚𝙧𝙨𝙖𝙣𝙩𝙚 𝙢𝙚𝙧𝙞𝙙𝙞𝙤𝙣𝙖𝙡𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙋𝙧𝙚𝙖𝙡𝙥𝙞 𝙩𝙧𝙚𝙫𝙞𝙜𝙞𝙖𝙣𝙚, è 𝙪𝙣 𝙘𝙤𝙢𝙪𝙣𝙚 𝙞𝙩𝙖𝙡𝙞𝙖𝙣𝙤 𝙨𝙥𝙖𝙧𝙨𝙤 𝙙𝙞 𝙥𝙤𝙘𝙤 𝙥𝙞ù 𝙙𝙞 𝙙𝙪𝙚𝙢𝙞𝙡𝙖 𝙖𝙗𝙞𝙩𝙖𝙣𝙩𝙞 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙥𝙧𝙤𝙫𝙞𝙣𝙘𝙞𝙖 𝙙𝙞 𝙏𝙧𝙚𝙫𝙞𝙨𝙤 𝙞𝙣 𝙑𝙚𝙣𝙚𝙩𝙤. 𝙋𝙧𝙚𝙣𝙙𝙚 𝙞𝙡 𝙣𝙤𝙢𝙚 𝙙𝙖 𝙙𝙪𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙨𝙪𝙚 𝙛𝙧𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙞, (𝙘𝙤𝙢𝙪𝙣𝙞 𝙖𝙪𝙩𝙤𝙣𝙤𝙢𝙞 𝙛𝙞𝙣𝙤 𝙖𝙡 1868).
È n𝙤𝙩𝙤 𝙥𝙚𝙧 𝙡𝙖 𝙥𝙧𝙚𝙨𝙚𝙣𝙯𝙖 𝙙𝙚𝙞 𝙙𝙪𝙚 𝙡𝙖𝙜𝙝𝙞 (𝙙𝙞 𝙇𝙖𝙜𝙤 𝙚 𝙙𝙞 𝙎𝙖𝙣𝙩𝙖 𝙈𝙖𝙧𝙞𝙖),
𝙄 𝙙𝙪𝙚 𝙥𝙞𝙘𝙘𝙤𝙡𝙞 𝙡𝙖𝙜𝙝𝙞 𝙝𝙖𝙣𝙣𝙤 𝙤𝙧𝙞𝙜𝙞𝙣𝙚 𝙜𝙡𝙖𝙘𝙞𝙖𝙡𝙚.
𝘽𝙚𝙡𝙡𝙞𝙨𝙨𝙞𝙢𝙤 𝙚 𝙖𝙣𝙩𝙞𝙘𝙤 𝙞𝙡 𝙘𝙚𝙣𝙩𝙧𝙤 𝙨𝙩𝙤𝙧𝙞𝙘𝙤, 𝙥𝙪𝙧𝙩𝙧𝙤𝙥𝙥𝙤 𝙖𝙡 𝙙𝙞 𝙛𝙪𝙤𝙧𝙞 𝙙𝙚𝙞 𝙘𝙞𝙧𝙘𝙪𝙞𝙩𝙞 𝙩𝙪𝙧𝙞𝙨𝙩𝙞𝙘𝙞 𝙚 𝙘𝙤𝙣 𝙥𝙖𝙧𝙚𝙘𝙘𝙝𝙞 𝙚𝙙𝙞𝙛𝙞𝙘𝙞 𝙤𝙧𝙢𝙖𝙞 𝙖𝙗𝙗𝙖𝙣𝙙𝙤𝙣𝙖𝙩𝙞.

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Viaggio fotografico tra i vecchi borghi dell’Alta Marca Trevigiana: 2)Tovena

Un altro borgo, un’altra “passeggiata fotografica”…

Caffè Letterario

La Comunità di Tovena frazione di Cison di Valmarino (TV) ha una storia antica (compare infatti già nel diploma promulgato da Ottone I il 2 febbraio 962) Il toponimo di Tovena troverebbe la sua remota origine nella particolare conformazione del terreno sul quale sorge il piccolo borgo. Probabilmente Tovena deriva infatti da toff che sta ad indicare un terreno duro e impenetrabile. Tovena è a una decina di km da casa mia, é il borgo che si attaversa prima di salire a “passo San Boldo”, noto passo di zona, ma questo suo essere paese “di passaggio” fa sì che pochi ci si fermino, e non molti ci si addentrino, anche per chi abita vicino come me. Ed è un peccato, Tovena è un paese antico e meraviglioso, purtroppo molte case sono abbandonate, è stato luogo di grande miseria ed emigrazione, ma è bellissimo. Di recente una iniziativa lo ha messo…

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Viaggio fotografico tra i vecchi borghi dell’Alta Marca Trevigiana: 1) NOGAROLO

Benvenuti alla scoperta degli antichi borghi dell’alta Marca Trevigiana, quelli che non fanno parte dei “borghi più belli d’Italia” (ne abbiamo due anche in provincia di Treviso) ma sono, ugualmente, bellissimi.

Caffè Letterario

Tutte le foto sono mie.

Nogarolo è un piccolo borgo, una frazione della Tarzo “più profonda”, nella parte nord della provincia di Treviso, recentemente diventata patrimonio unesco per i “colli del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene” (anch’io abito in queste zone, Nogarolo è a una dozzina di km da me), che ha mantenuto alcuni elementi caratteristici, che lo rendono per alcuni aspetti persino più esclusivo rispetto a quei borghi che vengono frequentemente celebrati per la loro bellezza.

Passeggiando sulle strade, salendo le gradinate che dalla piazza portano alla chiesa, Nogarolo appare come un paese d’altri tempi: silenzioso e circondato da boschi e alture, tipiche architetture rappresentate da vecchi edifici con portici e fontane. Molte case sono abbandonate o in vendita, altre sapientemente ristrutturate.

Tutte le foto sono mie, buona passeggiata a Nogarolo, Lucia.

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Alla scoperta del romanico piemontese

Il “mio” Piemonte

Caffè Letterario

Nell’area compresa tra Astigiano, Monferrato, Chierese e Colline del Po si distribuisce una straordinaria rete di testimonianze storico-artistiche, di rilevanza europea: una galassia di chiese romaniche caratterizzate da uno stile unico, noto come «scuola del Monferraton. Piccole pievi, abbazie e campanili sorti tra l’XI e il XIII secolo in un territorio di grande importanza politico-commerciale e di notevole bellezza paesaggistica. Le chiese sono una cinquantina in questa zona. Vi mostro alcune foto di tre, fra quelle viste la scorsa estate, mi sono perdutamente innamorata di queste chiese e di questa terra.

Le foto sono tutte mie.

Benvenuti nel Medioevo

Lucia

Santi Nazario e Celsio, Montechiaro d’Asti (At)

San Lorenzo, Montiglio…

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17 dicembre 2021, 53 anni

A questi 53 anni, pieni di felicità e di dolore, di speranza e incertezza. Al mondo di emozioni nuove, conosciute solo oltrepassato il mezzo secolo di vita.
Alla tanta bellezza che ho conosciuto e mi ha arricchito e arricchisce il cuore. Alle difficoltà da superare che continuano ad insegnarmi che potevo fare più di quel di cui mi credevo capace.
Al mia indole indomita, che convive con tante fragilità e lacrime, con momenti di scoramento profondo, ma che resiste, e spero sempre resisterà, per combattere per me stessa e per chi amo
Ai kg, appoggiati qua e là, che hanno avvolto, ammorbidito, la magrissima donna che sono stata, anche se si sono poggiati un pochino in troppi eh! Ché, ve lo dico, la premenopausa è una rogna, e il metabolismo rallenta, altro che scusa, o leggenda metropolitana, rallenta!
Ai segni del tempo, che aumentano, ma gli occhi e l’espressione felice nelle foto degli ultimi due anni, nonostante la pandemia, e le tante difficoltà, le grandi stanchezze, e il dolore fisico, non li trovo mai nel mio, pur più bello, volto del passato, anche lontano.
Al mio continuare ad essere ingenua come una bambina, in certe cose, e come una bambina tanto buffa e giocosa.
Non mi si tocchino però le cose in cui credo e coloro che amo, perché quella bambina muta in una guerriera.
Alla consapevolezza dei limiti, delle paure irrisolte, dei lati “brutti” del mio carattere, a quella madre che non so perdonare, pur sapendo che, nel farlo, farei del bene in primis a me, consapevolezza che su alcuni aspetti di me posso ancora far qualcosa, altri non posso che accettarli e conviverci, anche se ne pagherò le conseguenze.
Ai sogni, alle speranze, alle fantasie, alle corse per far quella foto, proprio lì, proprio quella, che sennò perdo il momento.
Alle preghiere che talvolta ho reimparato a dire, dopo anni di silenzio, seppure non per me.
A ciò che credevo perduto, e non cercavo, e invece era solo ancora da incontrare.
Ai miracoli della mia vita che ritengo sia stata dura, e so lo sarà, ma mi ha regalato la mia meravigliosa Stella e un grande amore.
So che solo questo era il tempo giusto, so che solo il percorso fatto, per quanto sofferto, è il percorso che mi ha fatta diventare ciò che sono ed è l’unico che poteva condurmi dove sono ora.
Sono sempre una creatura inquieta, ma sono grata per ciò che di bello sento nel cuore.

Auguri a me.

self portrait
io e Stella, autoscatto

Un’autunno così giallo…

💛💛💛

Caffè Letterario

Castello di San Salvatore, Susegana (TV)

Non è affatto consueto che in questi giorni di novembre ancora ci siano tante foglie, soprattutto sulle viti, ma anche sugli alberi.
Non è consueta questa temperatura che se scende, anche di molto la mattina, tocca ancora i 18 gradi nelle ore centrali del giorno, e le foglie non seccano, non divengono marroni, brune, non cadono.
Nemmeno il vento che ha soffiato forte alcune notti, insieme alla pioggia le ha fatte cadere. In questo autunno 2021 il “si sta come d’autunno sugli alberi le foglie” é un poco meno vero, é comunque in ritardo.
Mi muovo in questo mondo di colline a predominante gialla dove l’impero del verde estivo non ha ceduto cadendo, ha solo cambiando veste, e la sta tenendo a lungo.
Sono incantata. In un periodo in cui ho in me tanta tristezza, vivo anche in una costante, contrastante, esperienza di bellezza…

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L’ARIA DI DOLLE (da “Conglomerati”)di Andrea Zanzotto

Foto di Lucia Lorenzon

In basso e basso e basso lungo la stretta valle di curve e curve e curveil tenebroso innamorato verdeche scava, bolle, eppure scorrein mille nomi di …

L’ARIA DI DOLLE (da “Conglomerati”)di Andrea Zanzotto