Covoni di fieno

Non ho nostalgia
di un un’infanzia mal posta
in un luogo ancora antico,
e greve di regole
che la mia anima, fragile,
non sapeva portare.
Mi sono fuggita dentro,
senza sapere come sperare,
facendomi carezze
coi sogni,
alfine troppo grandi,
per non farmi male.
Ho attraversato un buio cammino
per arrivare in questo tempo.
Sono nata da poco.
Di quei giorni antichi
salverei i covoni di fieno,
ora desueti,
dove avrei voluto esser
non bimba
ma giovane donna, per te,
per ridere
e giocare a nascondermi,
e poi baciarti, lungamente,
sotto un sole ancora felice.
Non sapevo esistessi,
eppur mi mancavi.

Lucia Lorenzon, 18 luglio 2019

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4 thoughts on “Covoni di fieno

  1. Meraviglia🙃dammi la mano che saltiamo i covoni di fieno e l’aria si riempie del loro profumo e delle grida del contadino. Ma che importa lasciamoci cadere per darci un bacio che racconta una fiaba d’amore. Scusa, ma l’immagine dei covoni mi fa impazzire. Mille volte li ho saltati, mille volte l’amore è venuto a trovarmi. Bravissima. Gli dei parlano in cielo di una poetessa che sa affermare un attimo di gioia per donarlo alsuo amore.

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  2. Un’immagine fantastica. I covoni di fieno, se ci penso mi ricordano le estati della mia adolescenza trascorse sulle colline del Chianti e i primi meravigliosi amori (da me soprattutto immaginati). Ma il cuore batteva forte. Una poesia meravigliosa.

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