Archivio | gennaio 2017

Alfabeto antico

Appartengo ai tuoi sguardi,
nuda,
dono tremante
di un desiderio
che i nostri occhi si svelano,
insegnando percorsi
alle nostre mani,
alle nostre bocche,
ai nostri corpi.
Alfabeto  antico,
e segreto,
che solo chi si possiede,
 _da sempre_
può decifrare,
svelando
le reciproche mappe d’amore,
dove perdersi insieme,
e insieme sempre ritrovarsi,
sigilladoci
in un grido,
in un gemito
in un nome:
il mio,
il tuo.

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Ho

Non chiedo giorni,
chiedo vita.
So vivere di sogni
e di malìe,
di speranze e desideri.
So credere nell’impossibile
ed amarlo
fino a trasformarlo
In luminosi frammenti di realtà.
Ho segreti
svelati a un solo cuore,
dove sono fioriti,
o guariti.
Ho lacrime d’amore
e terrori di bambina.
Ho trattenuto carezze
mai ricevute,
e abbracci senza respiro.
Ho sfregiato di colori e stelle
il mio cielo nero
e coccolato ogni disperazione
col sussurro del mare.
Ho il verde negli occhi
che cerca sempre riverberi d’azzurro.
Ho poesie, fiori e canzoni.
Ho miracoli:
Ho te.

Fragilità 

Foto di Lucia Lorenzon


Ancora un attimo
prima di lasciarti.
Ti sono stata figlia,
nutrita
e superba di verde.
Cado, ora,
Diventando io
 _ai tuoi piedi_
cibo
per la vita che verrà.
Della mia estrema fragilità
nulla andrà perso.

Il desiderio dei fiori (versi e immagini)

Dal blog “Caffè Letterario” il mio post del mese di gennaio. Versi e fiori…

Caffè Letterario

Stavolta dei versi nati per accompagnare la prima di queste mie immagini, che è stata ispiratrice delle successive. La rappresentazione, con questi fiori, di un desiderio che si sente, ma si può solo sfiorare.


Si sfiorano,

sensuali petali.

Come dita di seta,

cercano

l’amato fiore

sbocciato insieme.

E’ il desiderio

di un brivido,

un solo brivido,

nell’algido

bianco e nero.


Immagine digitale di Lucia Lorenzon

Immagine digitale di Lucia Lorenzon

Immagine digitale di Lucia Lorenzon

Immagine digitale di Lucia Lorenzon

Immagine digitale di Lucia Lorenzon

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Dal sonno all’amore

Passaggio
Dal sonno all’amore,
Nell’avvogente tepore del mattino
_Mentre tutto tace_
Forse è sogno
la mano che mi sfiora,
tanto lieve quanto impudica.
Mi perdo,
nell’incantesimo
di un piacere
che incalza nel buio.
Un silenzio
fatto di fiati,
pelle che si fa umida,
grida soffocate
in baci profondi.
Scavi reciprochi d’anima
e di carne.
Pieni di noi,
diamo vita
ai sogni lasciati alla notte.