COM-PASSIONE E FEDE di Pietro Carena

Di fronte a chi vive nel dolore la com-passione, intesa come capacità di immedesimarsi, vale piu’ della fede.

©Pietro Carena

MonDonna

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Qualche tempo fa, parlando con un mio amico, che nella vita aveva combattuto pesantemente contro le conseguenze dolorosissime della poliomielite, in tutto un calvario di cure sbagliate, sentii da lui una pesante invettiva contro i volontari ospedalieri.
“Tu sei lí, in ospedale – diceva – impegnato a tenere a bada il tuo dolore, e devi farti carico anche della loro bramosia di essere buoni”.
La stessa risonanza si trova nelle parole di un vescovo belga (non ricordo il nome), che – sul letto di morte per un cancro terminale – ammoniva i propri sacerdoti che lo venivano a trovare a non parlare più di dolore nelle prediche finchè non lo avessero sperimentato in prima persona.
Il dolore non si comunica, e non si capisce. Almeno, fino in fondo.
Il confine più radicale che possa dividere le persone non sono le barriere linguistiche o sociali, ma sono le sbarre del letto…

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