Quando non sai piú se sei sei degna d’essere madre

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Stella 2 agosto 2015

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Stella "in volo" 2 agosto 2015

E avere paura dei miei pensieri.
Detestarli, ripudiarli e non riuscire ad impedire che vengano.
Sapere che non saranno capiti quasi da nessuno.
Non sapere se farsi aiutare dal cuore o dalla ragione.
Stare male e non trovare tregua da anni.
Stare male fisicamente e non trovare ascolto vero perché l’ascolto vero, la personalizzazione vera delle cure mediche, l”ad personam” è ancora utopia, in fondo, e prevale il procedere secondo “prassi” senza considerare che non si può applicare una “regola” se si è di fronte ad un’ “eccezione”.
Avere avuto una figlia, da sola,  sfidando mille rischi ma sognando un futuro, insieme ad affrontare tutto, e trovarsi travolti, da subito, da dolori fisici tremendi, a 20 giorni dal parto cesareo essere di nuovo in sala operatoria, con la mia neonata  lontana, affidata ad una parente e problemi che nel tempo non si sono ne’ attenuati ne’ risolti, nonostante mille visite, mille analisi, esami invasivi, terapie, migliaia di euro spesi, cure sbagliate che mi hanno danneggiato ulteriormente.
Ipotesi e diagnosi vaghe sul crollo del mio corpo dopo gravidanza e parto. Forse la conseguenza di tanti anni di anoressia e bulimia, forse aderenze, forse endometriosi , colon irritabile, anemia, problemi alla colonna ecc. ecc.
Alcuni esclusi, alcuni presenti e irrisolti.
Reazioni anomale a quasi tutti i farmaci di uso più’ comune. Difficoltà a controllare ogni sintomo, dolore cronico che a volte appanna la mente.
E non riesci più’ a fare neanche una passeggiata e non riesci più’ a programmare nulla.
Ostaggio del tuo corpo.
“L importante è che tua figlia stia bene” frase che arrivi a odiare.
No che non è importante solo quello. Mia figlia non ha un padre, mia figlia vive grazie anche alle pensioni dei nonni, che sono di enorme aiuto ma sono anziani e non ci saranno sempre.
È importante che stia bene anche io. Importante che io non soffra tanto, non pianga così spesso, importante che possa occuparmi di lei…importante che possa fare una passeggiata senza dolore.
E  quei sentimenti…quei pensieri che rifiuti e vengono lo stesso: “se non l’ avessi avuta…non starei così” e lo sai perfettamente che lei non ha colpa alcuna, ma a volte ti senti come se la tua vita fosse stata immolata alla sua, lei un fuoco che divampa, tu una candela che si spegne.
Lo sai che l’ami, e ti prende l’angoscia di un possibile rancore verso tua figlia, rancore che non deve essere.
“Non pensa così una madre…”
“Pensa a chi un figlio lo ha perso e farebbe qualsiasi sacrificio e sopporterebbe qualunque cosa…”
“Non eri adatta a fare la madre…”
Forse…Forse…
Forse sono solo un essere umano.
Forse sono condannabile e mi sto condannando anche io.
Forse un giorno anche i suoi occhi azzurri e innamorati di bambina mi rimprovereranno, mi giudicheranno, mi condanneranno.
Forse no.
T’amo come posso, come so.
Forse non è davvero abbastanza e non ho giustificazioni.
T’amo come quando mi sono giocata tutto, ho corso tutti i rischi paventati , per farti venire al mondo…o no?
Ci sei… Sei sicuramente ciò che di più bello ho fatto. Una bellezza commovente e un carattere d’oro…
E che tu mi possa perdonare.
Che io sia degna ugualmente, almeno un poco, del tuo chiamarmi  “mamma”.
Che io sia degna d’esserlo, nonostante tutto.

31 thoughts on “Quando non sai piú se sei sei degna d’essere madre

  1. Certo che degna, sei andata contro tutto e tutti per avere tua figlia, i tuoi sono solo i pensieri di una madre che sta male fisicamente e ha paura di non essere in grado di proteggerla….
    Ti auguro di riuscire a trovare una soluzione per i tuoi problemi di salute e non avere mai dubbi, sei una splendida mamma!

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    • Io lo spero Silvia…ho molta paura davvero.Anche di non saper convivere con la sofferenza se risolverla non sara’ possibile. Il tempo che passa senza esaspera.
      Forse dovrei fare di più. Ma a volte sono tremendamente stanca.
      Grazie.

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  2. Tua figlia non si porra’ mai il problema se perdonarti o meno , perche’ non trovera’ mai nulla da perdonarti .E se e’ vero che il buongiorno si vede dal mattino , con lei ,il pomeriggio sara’ radioso …. Basta vedere come ti guarda ,per capire cosa prova per te …. e questo non e’ che …l’inizio ….

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  3. Lucia cara, stai combattendo una battaglia contro le sofferenze che ti riserva il tuo fisico, contro i pensieri del futuro. In questi casi le parole degli altri non servono, però una cosa mi sento di dirla: Stella ama e amerà sempre sua mamma che le ha donato la vita. Poi so che tu non mollerai mai perchè sei una grande combattente, perchè sei fatta così, sei la leonessa che deve difendere il suo cucciolo. Devi solo superare questo periodo bruttissimo, riacquistare un po’ di serenità. Combattere il dolore fisico, la fatica mentale che ti uccide i pensieri i desideri. Lo so che è difficile però vedrai che riuscirai a uscirne. non pensare troppo al futuro, vivi il presente. Difficile vero, ma un solo passo alla volta, con calma per avere un po’ di pace. Scusami Lucia sono le parole di uno che ti vuole bene e servono a poco, ma non posso credere che tu possa lasciarti trascinare in questa spirale di dolore e di pensieri negativi senza continuare a combattere come hai sempre fatto. Ciao Lucia un saluto

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    • No…io combatto. Comunque. Resisto. Nonostante tutte le prove ancora la vera depressione, quella che ti ferma davvero, non l’ ho conosciuta e spero di non conoscerla mai. Ma a volte sono prostrata,sí, e i pensieri vengono, purtroppo.
      E anche una forma di accidia…che la debolezza fisica acquisce.
      Grazie per le tue parole.

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  4. Tu non disperare , e vedrai che sara’ come ti ho sempre detto …. E lei quando non sara’ piu’ tanto bambina ti amera’ ancora di piu’ , perche’ iniziera’ a comprendere meglio le tue difficolta ?….

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  5. Tu non disperare , e vedrai che sara’ come ti ho sempre detto …. E lei quando non sara’ piu’ tanto bambina ti amera’ ancora di piu’ , perche’ iniziera’ a comprendere meglio le tue difficolta ‘…

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  6. Quando eravamo ragazzetti nessuno ci aveva raccontato che la vita, il più delle volte, non è per niente facile da vivere. Le scelte da fare, le difficoltà da superare, i problemi di salute in cui possiamo incappare molto più facilmente di quello che faceva presupporre la nostra adolescenza sono quasi sempre sproporzionati alla nostra predisposizione ad affrontarli. Sono quelli i momenti in cui ci assalgono i pensieri e i dubbi più biechi, su tutto, figli compresi.
    Nessuno ci aveva raccontato niente sulle difficoltà della vita, ma magari un po’, guardando i nostri genitori, avevamo fatto nostro il fatto che non doveva essere del tutto una passeggiata.
    Fortunatamente i figli fanno il loro percorso come noi, con alti, bassi, vicinanze e lontananze. Anche a seconda dei momenti della loro crescita. E, forse, tua figlia sta imparando cose importanti per il suo futuro anche dalle tue difficoltà.
    La tua testimonianza è molto toccante, e mi ha lasciato soprattutto il senso che il dubbio del titolo è un dubbio fuor di luogo. Dovresti rimuoverlo dai tuoi pensieri. Per far riposare il tuo spirito e poi concentrarti sulle mille difficoltà su cui devi ancora vincere.

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    • Che la vita non fosse facile l’ ho capito molto presto, crescendo in una famiglia disturbata dall’alcolismo di mio padre e dai miei problemi alimentari.
      E certe ferite per quanto provi a gestirle ed affrontarle, anche con l’aiuto di esperti, condizionano la vita.
      Annullano l’autostima, ti mettono alla ricerca di un amore che non hai ricevuto e che finisci col credere di trovare nelle persone sbagliate.
      E se non si arriva a una soluzione vera segnano per sempre la percezione della vita, delle persone , dei propri sentimenti.
      Nel mio caso hanno provato anche il fisico che ha fatto una sorta di “canto del cigno” mettendo al mondo una bambina bella e sana ma che da allora mi crea enormi sofferenze ,mi pone molti limiti, e mi costringe ad una battaglia quotidiana per non farmi sopraffare. In questo ultimo periodo in modo più pesante del solito.
      E il ricordo dell’assenza del dolore prima della gravidanza e del parto spinge a pensieri di rimpianto di un tempo in cui non c’era e non c’era nemmeno mia figlia.
      Un pensiero che sento “brutto” ; la sua nascita coincide con l’inizio di grandi sofferenze e i pensieri di come sarebbe diversa la vita se non avessi scelto di metterla al mondo.
      Lei meritava di esserci. E’ una creatura meravigliosa, ma a volte temo che il mio amore sia poco, non all’altezza, trattenuto dalla sofferenza e sporcato da una sensazione di “vita rubata”. Per questo quel titolo, per questo quel non sentirmi degna, e anche perché ho bisogno di essere chiara con me stessa di vedere quel che sono, anche ciò che più’ di me mi fa paura.
      Ma è vero anche che dovrei riposare i pensieri e raccogliere energie per tutto ciò che verrà.
      Grazie per ciò che hai scritto.

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      • Grazie a te Lucia, per la tua fiducia e per aver condiviso la durezza e il cuore della tua situazione. Ci sarebbe tanto da riflettere sulla complessità di vicende come la tua. Io non ho esperienze dirette dalla mia infanzia, ma le conosco bene perché la mia vita ne è stata più che sfiorata in maniera molto significativa, lasciando segni e rammarichi.
        Non mi dilungo oltre, non amo essere invadente e ho già parlato troppo. Ti lascio con una riflessione che spero possa essere di buon auspicio per il tuo futuro. Nella vita fino ad oggi, ho sempre constatato immancabilmente che le persone di cuore hanno molte più energie e voglia di vincere le avversità di quanto loro stesse siano convinte di poter avere. E credo tu sia in questa lista di persone.
        Un caro saluto.

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  7. Il problema non essere degni o indegni, Lucia. L’opportunità è quella che ci è data di esserci come siamo, di dare l’amore come siamo capaci di darlo, attraverso il corpo che ci troviamo nel momento storico in cui stiamo vivendo. L’amore non esiste a parole, esiste in quel percorso quotidiano che ci è dato di vivere. Se qualcuno, fosse anche tua figlia, un giorno dovesse giudicarti, darebbe voce solo al tuo giudizio. Ho conosciuto mamme sulla sedia a rotelle che ti assicuro hanno dato il loro amore molto di più di altre, perfettamente in salute. Il problema è amare.

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    • E’ una riflessione bellissima Sandro e, certo, l’importante e’ l’amore.
      Ma e’ proprio la mia capacità d’amore di cui mi trovo a dubitare quando arrivano sensazioni che sembrano e lo sottolineo “sembrano” quasi avvicinarsi ad una forma di rancore, assurdo e ingiustificato verso chi dovresti amare di più’. E io pero’ non so tacermele, nascondermele, sono ” mostri” che voglio guardare in faccia per combatterli o farli sparire perché magari non esistono.
      Il dolore fisico è compagnia dura e che coincida con la nascita di tua figlia crea destabilizzazione.
      La gioia più’ grande e i dolori più’ grandi.
      E non so se riesco a spiegarmi, perché comunque sono confusa.
      Hai ragione, comunque, probabilmente un giudizio di Stella sarà solo voce del mio.

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      • …ci vuole coraggio a guardare in faccia i mostri. E bisogna farlo con prudenza. Ti ricordi la storia di Teseo e della Medusa? Guardare in faccia un mostro significa spesso pietrificarsi. Abbiamo bisogno di uno specchio per farlo. E questo specchio è proprio l’amore. Non quello ipotetico, ma quello reale. I mostri vanno guardati. Abbiamo il dovere di farlo. Ma attraverso il filtro di un amore più grande… Un abbraccio Lucia. Non importa che tu ti spieghi. Si sente il cuore nel tuo scritto. E questo è quello che conta.

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  8. Lucia, per quel poco che ti conosco, tu sei una donna che ha un solo “difetto”: una sensibilità estrema, esagerata… ma questo è un dono, che devi sfruttare a tuo vantaggio. Stella è il tuo regalo al mondo ed allo tempo il regalo che la vita ti ha fatto. Devi esserne orgogliosa e continuare a darle l’amore che le stai dando…dalle foto che posti mi sembra una bambina bella e serena….e questo solo grazie a te. Stai facendo ciò che tantissime altre mamme non riescono a fare e questo non è poco. Siete un premio l’una per l’altra…lei ti sta dando e ti darà tutta la forza che ti serve in cambio del tuo amore incondizionato…scaccia tutti i brutti pensieri e goditi quel regalo meraviglioso….lei ha bisogno della tua serenità… Un abbraccio forte.

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    • Gigi…è difficile far convivere serenità e dolore fisico. A volte impossibile.
      Stella questo ormai lo ha imparato. Non lo avevo previsto. Non lo avrei voluto ma è stato cosí da quando é nata.
      Come ha imparato che per fare certe cose non ci sara’ mamma ma qualcun altro ad accompagnarla. Perché mamma tante volte non ce la fa.
      L’accettazione di tutto questo, mentre continuo in qualche modo a combattere, non mi e’ riuscita.

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  9. Non ti dirò che l’importante è che stia bene tua figlia, non te lo dirò perchè quando mi sono ammalata ho (egoisticamente?) pensato che “IO” dovevo stare bene perchè io sono sua madre e il punto di riferimentoi dei figli in tenera età è la madre. L’ho lasciata a sette mesi, l’ho ripresa ad un anno e tre mesi senza la forza per tenerla in braccio…fa niente ho compratro una sedia a dondolo la culla vo stando seduta, le mie braccia non ce la facevano; l’ho lasciata ancora quattro anni fa e per una anno sono stata madre a metà…ma solo fisicamente, il cuore, il mio cuore, la mia anima sono stati sempre con lei. E lei lo ha saputo, lo ha percepito. E’ serena, è in gamba, mi ama. Io vedo Stella felice, ha gli occhi limpidi, ha il sorriso, ha una madre che l’ama. Lei lo sa e mai ti rimprovererà, e di cosa poi? Se non di averla mata.
    Lucia tu e lei siete “il mondo”. Si fa fatica, lo so, quando stai male, lo so, io stò bene ora ma ho tanti di quei strascichi che solo io e nostro Signore e mia madre sa, ma niente al mondo mi fa pensare di non essere degna di essere madre. La natura ce lo ha concesso e non c’è altro da pensare. Amare con il cuore, il resto viene da se.
    Ti abbraccio. Vi bacio.

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  10. Quest’anno, per la prima volta, sono stata separata da mio figlio, partito per un viaggio studio: 15 giorni puri dove la mia riserva naturale di ossitocina era vuota. Perché quando le giornate storte arrivano, mi basta un suo abbraccio per sentir meno peso sulle spalle.
    La tua (la mia) dignità di madre (brutto termine, adoro di più “mamma”), eventualmente, la valuteranno i figli.
    Nel frattempo ci si prova, a far del nostro meglio 🙂

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    • Eh lo so…ma quando le giornate storte sono anni, quando il dolore fisico comincia con la sua nascita e non trova requie piu’, quando non puoi far niente di ciò che speravi ne’ per lei ne’per te, quando quell’umano ma triste pensiero che, prima di lei, tutto questo dolore non c’era e quel “prima” ti trovi a volte a rimpiangerlo…bhe io almeno la durezza di guardarmi e dirmi ” forse non eri pronta a sacrificare tutto per lei” ,”forse sei meno di quanto lei meriti” la voglio avere. Poi faccio quello che posso.Come posso. E spero…
      Grazie d’avermi letta.

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      • ho letto oggi, per la prima volta, la tua storia: la sto ancora assimiland
        o.
        Siamo entrambe mamme, con un percorso che più dissimile non poteva essere: non ho consigli, non ho giuste parole.
        Empatia, ma se mi chiedi il perché, non ti so rispondere.
        Di mio, quando sfioro la status di crisi, cerco di ricordarmi che mio figlio non mi ha di certo chiesto di nascere. Io l’ho fatto, quindi abbasso la testa e procedo (o ci provo).
        Poi le altre mamme, non so come fanno (o facciano).
        Abbraccio

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      • Faccio anche io così. Mi ricordo che non mi ha chiesto di nascere, mi ricordo che io ho deciso due ore prima di non abortire.
        Io ho deciso di rischiare anche di fronte a un responso che mi diceva che mia figlia poteva avere le più varie malformazioni a causa dei farmaci che assumevo al momento del concepimento e che non potevo smettere, che rischiavo che un serio problema che ho, ma che è “silente” , si svegliasse con gravi conseguenze, io ho deciso anche se il padre non l avrebbe e non l ha riconosciuta. Io ho deciso non lei.
        Lei è sana.Quel mio problema continua a dormire. Ne son venuti altri. Lei meritava di essere qui. È una bambina ma già si coglie una splendida persona.
        Io non mi meritavo tutto quello soffro.
        Lei non ha responsabilità alcuna.
        Non posso che dirmi che sono una mamma, che sono la mamma di Stella, che l’amo come riesco, e che sono umana e piena di fragilità.
        Non importa il perché dell’empatia…è già molto provarla verso una sconosciuta e non giudicarla
        Un abbraccio a te.

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