TSO ( trattamento sanitario obbligatorio) nei casi di anoressia. La legge proposta, le voci contro, la testimonianza di una donna che l’ ha vissuto.

“E come si può salvare un corpo se non si salva prima un’anima?”

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Immagine da web

Riporto la testimonianza di un’amica conosciuta ormai tantissimi anni fa che ha subito, in quanto anoressica grave un TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO , il racconto di come l’ ha vissuto e quali sono state le conseguenze.
Di seguito troverete la proposta di legge sul TSO in caso di anoressia, che ha scatenato una diatriba enorme tra pro e contro, e il parere dell’ABA ( ABA – Associazione Bulimia e Anoressia http://www.bulimianoressia.it) decisamente contro, come lo sono io ( ex anoressica, sia pur non grave).
Ovviamente chiunque voglia portare altre testimonianze e pareri a favore puo’ lasciare commenti pubblici o scrivere alla mia mail: lucylor68@gmail.com.

LA TESTIMONIANZA DI CRISTIANA GELFI:

“Carissima Lucy,
sono passata dall’esperienza del TSO per anoressia nel 1988, esattamente nel febbraio.
Pesavo qualcosa come 25 kg. per cm.165, avevo le caviglie gonfie, il freddo non mi lasciava mai.
Mio padre si è consultato con il primario della psichiatria di allora , la psicolga, l’infermiera e l’assistente sociale che sono venuti a casa mia per farmi un “discorso” tipo : “O ti fai ricoverare o … ti fai ricoverare“.
Io ho detto: “Se mi fate ricoverare per ingrassare mi suicido“.
La risposta è stata lampante : “Se ti suicidi, muori, se vai avanti cosL, muori ugualmente. ”
Questo alle 10 di mattina. Alle 15 del pomeriggio è arrivata l’ambulanza e nonostante il mio dimenarmi e urlare (non so dove ho preso la forza) mi ci caricarono sopra per portarmi a Iseo (BS) dove mi avrebbero praticato la digiunostomia in chirurgia.
Ma il tarlo mi aveva già corroso, perchè alla proposta-imposta del dott. K. di bere un bicchiere di latte, io ho infilato la finestra aperta, mi hanno preso in quattro e mi sono ritrovata in psichiatria.
Lì, dopo aver cercato di sabotare il sondino, in quattro mesi mi hanno fatto aumentare di 15 kg con una dieta vegetariana.
Sono tornata a casa che sembravo un pallone e nel giro di un mese ho riperso 13kg cominciando con l’autolesionismo, il chiudermi in me stessa, l’isolarmi e iniziando una fitta corrispondenza con persone  che avevano o meno il mio stesso problema. Ma il quadro psichiatrico è peggiorato con gli anni, proporzionale al mio aumento di peso. Mi odio e avrebbero fatto meglio a lasciarmi morire piuttosto che caricarmi di psicosi, DCA, bordeline, bipolarismo
e non ti elenco tutte le diagnosi.
Sono stata bene per un certo periodo, quando ho conosciuto Dominic, (il fidanzato) poi tutto è tornato come prima.

Ti abbraccio forte.
Cris.”

PROPOSTA DI LEGGE E POSIZIONE ABA ( tratto dalla petizione suchange.org che richiede il ritiro della proposta di legge)

L’Onorevole Sara Moretto ha presentato il 19 maggio 2015 una proposta di Legge in materia di “accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori per la cura di gravi disturbi del comportamento alimentare”.

Il TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) è già regolamentato dalla legge 180 ed è anche GIA’ APPLICABILE IN CASO DI GRAVI COMPLICAZIONI MEDICHE DOVUTE ALL’ANORESSIA, previa valutazione specifica del soggetto da parte dei sanitari.

La nuova proposta di legge intende (per la prima volta nella storia) introdurre invece un principio secondo cui il TSO si attui “per legge” – e in ogni caso – nelle gravi anoressie, INDIPENDENTEMENTE DALLA SPECIFICITA’ DEL SOGGETTO, da eventuali comorbidità, dalla sua storia. Questa è un idea punitiva della psichiatria, priva di pensiero clinico e di specificità per il soggetto. Inutile ma anche potenzialmente rischiosa per le persone che soffrono di DCA (Disturbi del comportamento alimentare).

Contestiamo questa proposta di Legge e chiediamo che la politica si impegni, piuttosto che nell’incrementare e incentivare l’uso dei trattamenti forzati e di ricovero coatto, nell’incentivare la prevenzione e la formazione del personale sanitario e educativo sui Disturbi del Comportamento Alimentare, affinché non si arrivi più alle condizioni per le quali si rende necessario il TSO.

La politica deve impegnarsi a far si che il TSO sia l’ultima chance. Nello stesso tempo deve lavorare sulla prevenzione inserendo e istruendo personale competente.

NOTE SUL TSO:

Il TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) in Italia è istituito nel 1978 “Legge Basaglia” (L.180), e la regolamentazione è data dalla Legge n. 833/1978.

Con questa proposta di Legge, si andrebbe a eliminare – nel caso di anoressia – la discrezionalità che l’attuale legislazione in materia di “Trattamento Sanitario Obbligatorio” lascia alla valutazione clinica dei medici proponenti e dell’autorità sanitaria richiedente. Attualmente infatti non è possibile praticare TSO specifici per una patologia o per una condizione clinica ma la valutazione è sempre incentrata sul soggetto (unico elemento realmente “specifico”) e non genericamente “sul disturbo”, come avverrebbe se passasse questa proposta di Legge.

Per la prima volta sarebbe specificata, infatti, una categoria psicopatologica “disturbi del comportamento alimentare” per la quale nella previsione legislativa vi sarebbe l’introduzione dell’obbligo di TSO come “salva vita”, includendo al contempo l’obbligatorietà della nutrizione forzata (nutrizione meccanica).

NOTE SUI DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare):

I DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare), tra i quali viene fatta rientrare l’Anoressia, sono catalogati dal DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) tra i disturbi psichiatrici.  A differenza di ogni altra patologia psichiatrica, i DCA come esito diretto, possono condurre a numerose compromissioni organiche di carattere medico del corpo e anche alla morte del soggetto che nella maggior parte dei casi avviene per arresto cardiaco o per suicidio.

Quando parliamo di anoressia e bulimia o più in generale di DCA, ci riferiamo a patologie estremamente complesse, la cui eziopatogenesi è solitamente multifattoriale, ossia causata da un numero di variabili così fitto che non è quasi mai possibile enucleare una sola causa per l’origine e il mantenimento dei disturbi, che a seconda dei punti di vista e delle prospettive scientifiche possono riferirsi sia a caratteristiche psicologiche individuali, a traumi o abusi subiti, al sistema familiare, sino addirittura al sistema sociale.

Si deve anche ricordare che quando ci riferiamo a disturbi psichiatrici non si possono adottare le identiche categorie logiche utili per la medicina nel suo complesso. Il concetto di “malattia psichiatrica” è infatti differente da quello di malattia in senso strettamente medico o “malattia organica”: tant’è vero che lo stesso DSM li chiama “disturbi” psichiatrici e non “malattie” psichiatriche. Ciò vale specialmente per disturbi come le anoressie e le bulimie, quasi sempre accompagnati da altri disturbi psicologici: depressioni, disturbi d’ansia, disturbi di personalità.

I Trattamenti sanitari Obbligatori nei DCA: il punto scientifico e clinico

Le più recenti ricerche della letteratura scientifica esistente non evidenziano la sussistenza di prove circa l’efficacia del TSO come “salva vita” in caso di DCA. Il TSO in pratica non risulta salvare alcuna vita in caso di DCA, almeno non più delle tradizionali terapie.

Al di là delle prove di efficacia, rimangono irrisolte gravi implicazioni di natura etica, che non possono essere avulse al dibattito scientifico. Quando si parla di argomenti sensibili come la privazione dei diritti fondamentali, la ragione tecnica o l’efficienza non possono e non devono essere l’unico parametro di riferimento.

Inoltre come ricordato il TSO è già previsto e utilizzato nei casi più gravi di anoressia, spesso però l’esito del TSO è il suicidio del soggetto.

A chi servirebbe, dunque, una misura come il TSO specifico per l’anoressia se non è utile al paziente? Nei casi in cui la famiglia non riesca o non abbia la volontà di affrontare un disagio psicologico esistente al suo interno che frantumando l’equilibrio familiare, si preferisce rimuovere o estinguere attraverso l’occultamento, o la contenzione, non diverrebbe oltretutto questo un ulteriore possibile strumento di emarginazione?

CONCLUSIONI:

È possibile che nell’ideazione e formulazione di questa proposta di Legge non si sia dato il giusto spazio alle riflessioni di carattere clinico e scientifico. Sembra infatti, che sia gli orientamenti psicodinamici e relazionali che quelli cognitivo-comportamentali, seppur da prospettive differenti, siano entrambi giunti alle medesime conclusioni circa l’inadeguatezza di questo progetto.

La politica può, altresì, fare moltissimo per la lotta ai DCA e incentrare i propri sforzi negli investimenti in prevenzione, attraverso la formazione e preparazione del personale sanitario oltre che di tutti i soggetti istituzionali che possono incidere sulla prevenzione di anoressie e bulimie: famiglie e genitori, insegnanti, pediatri, istruttori di ginnastica.

RIFERIMENTI:

I contenuti di questo testo sono parte della news pubblicata suhttp://www.medicitalia.it a questo link (leggi l’articolo “TSO per l’anoressia: una valida proposta di Legge?” http://www.medicitalia.it/news/psicologia/5755-tso-anoressia-valida-proposta-legge.html)

Per ulteriori approfondimenti leggi sul Blog di IO DONNA “Anoressia: TSO e alimentazione forzata (proposta di legge Moretto)” l’intervista a Fabiola De Clercq che definisce questa proposta dei TSO “crudeltà pericolose e inutili”. Fabiola De Clercq è una scrittrice con il best seller “Tutto il pane del mondo” ha portato alla luce nel 1991 questi gravi disturbi ed ha fondato l’associazione (ABA – Associazione Bulimia e Anoressia http://www.bulimianoressia.it) volta ad aiutare le persone malate di anoressia e di bulimia, con sedi in varie città italiane.

Questa la petizione se qualcuno è interessato a firmarla:

https://www.change.org/p/no-a-incremento-trattamenti-sanitari-obbligatori-tso-e-nutrizione-forzata-anoressia-si-a-vita-e-cure?recruiter=65132198&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=autopublish&utm_term=mob-xs-no_src-no_msg

Questa la pagina fb a favore del TSO che riporta opinioni di esperti, malati, familiari, appunto “pro“:
https://m.facebook.com/profile.php?id=382332565285899

Pareri favorevoli:

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/485096/Tso-per-anoressia-e-bulimia-familiari-favorevoli-Cosi-salviamo-i-nostri-figli
 

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14 thoughts on “TSO ( trattamento sanitario obbligatorio) nei casi di anoressia. La legge proposta, le voci contro, la testimonianza di una donna che l’ ha vissuto.

  1. Sono contrario al principio dei TSO “per malattia”, di qualsiasi genere… Il centro è la persona e, per quanto ne sappia, l’incapacità dell persona a rendersi conto del rischio per la propria salute, non potendo quindi decidere con cognizione di causa, per cui con il TSO altri se ne assumono la responsabilità. Non vedo come questa cosa si possa conciliare con i TSO per patologia…

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    • Non può e creerebbe sicuramente situazioni di “abusi di TSO”; e le famiglie, spesso smarrite disperate, ma anche incapaci di mettersi in discussione veramente e cercare l’origine e la causa di certi mali dell’anima finirebbero per vederlo come la soluzione “piu’ facile”.
      Uno psicologo che oggi ha condiviso il mio articolo sulla sua pagina, fermamente contrario, è convinto che la proposta di legge , legge non diverrà mai.Lo spero.

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  2. E’ un argomento molto, molto delicato. Sono contrario per principio al TSO, ma se la persona rischia seriamente la propria vita, che fare? Certo il TSO non è la soluzione definitiva, anzi…ma siamo su un terreno minato in cui il soggetto non ha più cognizione della realtà…non so cosa dire, bisognerebbe andare all’origine di questa patologia ma credo che si brancoli ancora nel buio…

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    • Esiste gia’ il TSO e in casi estremi vi si ricorre. Metterlo specificamente mirato su questa patologia non può che portare ad abusi. E allora perché no per i drogati,o gli alcolisti, o chi so io? Io non ne sono contraria per principio, ma a una legge siffatta e mirata a questi disturbi ,sí, totalmente.

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      • E quindi vanno preparati sempre di più psicologi, psichiatri, personale medico specializzato nel trattamento dei disturbi alimentari, capaci di prendersi questa responsabilita’,create ulteriori strutture apposite ( ne esistono di ottime ma ci sono molti vuoti anche). Ricoverare con la forza una persona per farla aumentare di peso puo’ essere in qualche caso l’unica via, l’estrema ratio, in qualche caso il colpo di grazia che spinge al suicidio o rovina una intera vita (vedi la lettera della mia amica che riporto nell’articolo, ma conosco molti altri casi, uno reso famoso anche dalla trasmissione le Iene, lí il TSO si é concluso in un suicidio.).

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      • Infatti…è un confine delicato…il baratro è da entrambe le parti. La differenza la fa proprio la preparazione del personale specializzato, come tu dici. E qui casca l’asino…perchè è difficile da trovare…sto leggendo un libro molto bello sulla mindfulness che parla proprio di questo…te lo consiglio. Si Chiama “Guarisci te stesso” di Saki Santorelli 😉

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