STORIA D’AMICIZIA (perché SÍ, anche un uomo e una donna possono essere amici)

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"Selfie" Lucia e Leo 2009

Era la fine di novembre, la nebbia, “el caigo”, avvolgeva in una coltre impenetrabile Venezia e la nascondeva agli occhi del mondo, facendosi scrigno per il suo inestimabile gioiello, di cui, gelosa, spesso si riappropriava. Solo chi ci si muoveva dentro riusciva, fendendola passo dopo passo, a rivedere la bellezza della città, a restarne vieppiù incantato, come di fronte ad un regalo scartato pian piano.

Diciannovenne, al primo anno di Università, salivo su un piccolo ponte per tornare alla casa in cui, durante la settimana, abitavo e sul quel ponte tu mi hai vista. Io non ho notato te, tu me lo avresti poi ripetuto infinite volte nel corso della vita, mi hai guardata e non hai potuto non girarti, guardarmi, fissarmi nella memoria, dirti :”Devo ricordarla, è la più bella creatura che abbia mai visto”. Mi hai creduta una quindicenne che mai più avresti incontrato, ma non era stabilito così.

Ci ritrovammo all’Università, stesso corso, io matricola e tu, per mille problemi, ventisettenne infinitamente fuori corso. Allora timidissima, sono stata pian piano conquistata dalla tua loquacità, intelligenza, infinita cultura ed infinita empatia, tra un tramezzino e un caffè, nei piccoli bar della città io ti parlavo della mia breve e già sofferta vita, tu della tua, tormentata. Camminavamo, ore, per Venezia, dove tu eri nato.
E siamo diventati NOI.

Noi, senza innamorarci, noi, fratelli in una vita che ci era nemica.
Noi, così diversi, eppur con un nucleo d’anima così atavicamente simile.
Non siamo stati capaci di amarci… amici per destino.

L’amore che abbiamo creduto ad un certo punto di provare, ci ammalava, ci feriva, ci stava distruggendo e separando. L’amore non era per noi, ma l’amicizia, a volte, è sentimento ancor più forte.

Ci sei stato sempre. La mia mano la tua l’ha sempre trovata. Hai raccolto le lacrime sparse per altri uomini, hai ascoltato, a qualsiasi ora del giorno e della notte, le mie disperate solitudini e smarrimenti.
Sei stato tu e non suo padre che mi ha rifiutata, il primo a cui ho detto di aspettare un figlio. Tu hai cercato di lenire la mia disperazione la notte prima dell’aborto, che poi non avrei fatto, tu eri con me la sera prima della nascita di mia figlia e il giorno che è venuta alla luce.
E hai continuato ad esserci, mentre sono una mamma sola, eppure un poco meno anche grazie a te.

Venticinque anni dopo avermi incontrata guardi mia figlia con sguardo innamorato e stupito e ripensi a quella ragazza nella nebbia dicendomi: “Nessun’altra mi ha colpito come te, fino a che non l’hai messa al mondo tu, lei è la più bella creatura che abbia mai visto”.

Di madre in figlia… e tu continui ad esserci.
Siamo qui, sopravvissuti alle nostre vite e alle nostre liti furiose che le indoli, temprate dal dolore, scatenano, incapaci di compromesso. A volte la tua solitudine ti spinge a sentirci troppo tue, a rischiare di scivolare in sentimenti “altri’ che già ci hanno fatto male, ma, come dice Elena Oshiro: “Io credo nel tuo sorriso, finestra aperta nel tuo essere. Credo nel tuo sguardo, specchio della tua onestà. Credo nella tua mano, sempre tesa per dare. Credo nel tuo abbraccio, accoglienza sincera del tuo cuore. Credo nella tua parola, espressione di quel che ami e speri. Credo in te, amico, così, semplicemente, nell’eloquenza del silenzio e nella tenerezza delle nostre tante parole.”

Lucia

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Laura Pausini: “Un amico é cosí”:

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12 thoughts on “STORIA D’AMICIZIA (perché SÍ, anche un uomo e una donna possono essere amici)

    • Per noi a volte è complesso , facciamo liti furiose, che durano giorni,dove sembra non ci dovremo vedere mai più, poi torniamo amici come prima.Ne abbiamo passate tante.
      È un uomo senza alcun dubbio geniale,con una cultura abissale,difficilissimo, nevrotico, solitario, pretenzioso,paranoico piantagrane.Ma nessuno ha fatto tanto per me, è stato così presente, lungo un quarto di secolo.Nessuno sa di me quanto lui…e nessuno di lui quanto me.
      E adora Stella, ricambiato.
      Nessuno si spiega perché non stiamo insieme, ma noi siamo davvero destinati ad essere “solo” amici, ma l’amicizia non è sentimento inferiore all’amore.

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  1. Io credo in maniera prepotente all’amicizia uomo-donna e per essa ho combattuto e continuerò a farlo…

    mi fa molto piacere leggere queste righe… e nutrire ulteriormente il mio credo!

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