Nella “terra di mezzo” tra maternità e menopausa.

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Autoscatto, Lignano Sabbiadoro, ottobre 2014

Ho partorito a quarantun’anni e mezzo la mia prima e unica figlia, dopo una vita passata con una diagnosi di infertilità e nessuna cura per provare a risolverla. È arrivata lo stesso, il “personaggio” voleva esserci, nonostante tutto ciò che aveva contro, e mi ha resa madre. Una madre ultraquarantenne, non certo una rarità oggigiorno, ma le differenze con le madri più giovani ci sono, pochi i pro rispetto ai contro. E i vissuti, come le prospettive, di chi anni non ne ha più né 20, né 30, sono ben diverse.

Ti trovi immersa in realtà sociali (asilo e varie) dove quasi tutte sono più giovani (o, altrimenti, sono al terzo figlio) e però hai per amiche donne della tua età, con figli che vanno dai dieci ai venti e più anni, matrimoni ultra decennali, più o meno sopiti o claudicanti, tranne qualche luminosa eccezione, o già divorzi alle spalle, nuove famiglie allargate; ma, udite udite, se sono di qualche anno più vecchie (ma non sono così rare le coetanee) senti parlare di problemi di premenopausa, menopausa, cicli che saltano o che non finiscono mai, ansia, vampate, insonnia, kg in aumento, calo a picco della libido, e ti viene un senso di smarrimento schizofrenico.
Hai appena finito le tappe canoniche: svezzamento, ciuccio, pannolino, inserimento all’asilo e qualcuno ti parla di ormoni per contenere disturbi che, la tua testa di madre recente considera, chissà perché, lontanissimi.
E allora, tu, che sei lì col tuo ciclo regolare come un orologio svizzero e tutti i dolori che lo accompagnano, cominci a rigirarti per la mente la parola ME-NO-PA-U-SA e mica ti piace: “Ma come? Ma se sono diventata madre “ieri”, come possono esserci tante che veleggiano verso la fine della produzione ovulatoria? Come è possibile?” e ti sembra che non ti debba proprio riguardare.
Eh, ma mica è così! Forse non ti riguarderà ancora per un po’, qualche anno magari, ma lì sei diretta e ben che vada ti troverai ad affrontare la predolescenza e l’adolescenza di tua figlia con gli ormoni in via di fuga e l’organismo in cerca di riassestamento e nuovo equilibrio.
Prospettiva non facile.
Diciamocelo, ben vengano le madri di ogni età, ma se fosse possibile fare i figli in età più giovane, certe faccende sarebbero più semplici. Affrontare travolte da vampate (e non sto ad elencare altro) la vostra tredicenne neo-mestruata che torna coi capelli verdi e vuole il piercing in luoghi innominabili, mica è una passeggiata tanto meno se, peraltro, come nel mio caso, nemmeno ci sarà un padre a far in qualche modo da filtro o punching ball.
Vabbè, avanti tutta!
Che Dio me la mandi buona e la figlia abbia pietà.

– Lucia

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22 thoughts on “Nella “terra di mezzo” tra maternità e menopausa.

  1. Da mamma non ancora in pre-menopausa, ma in età da esserci vicina, con due figli adottati cinque anni fa e oggi nel pieno dell’adolescenza, con tutti gli annessi e connessi, posso dirti che non solo “se po’ fa’”, ma che in realtà i pro non sono per nulla pochi. Dovessi dire, sono molto contenta che tutte le cose che stanno capitando adesso, stiano capitando adesso, e non siano successe, per dire, dieci anni fa. Con buona pace delle prospettive delle trentenni (eh, si potesse tornare indietro di 10-15 anni, ma con la testa e la vita di adesso, però!) 🙂 E l’energia, quando si tratta di figli, si trova. Garantito al limone 🙂
    Un saluto solidale
    Alexandra

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    • Alexandra, in realtà il discorso “età” è relativo nel mio caso.
      Il problema sta nel fatto che la gravidanza si è portata via tutta la mia salute già cagionevole, al punto di non permettermi più di lavorare. Il padre non l’ha riconosciuta, ed io sono stata costretta a tornare a vivere con i miei insieme a mia figlia.
      Ogni giorno è una lotta contro sofferenze fisiche che portano via energie e attenzione a mia figlia.
      Figlia che i medici avevano detto non avrei mai avuto.
      Non so se a 30 anni il mio corpo avrebbe reagito e retto diversamente una gravidanza, penso di sì, ma non ne ho le prove. Il destino ha deciso che questa donna che non doveva essere madre lo diventasse a 41 anni, togliendole molto ma dandole una figlia.
      È dura, in qualche modo ci provo, tutti i giorni.Lei mi ama così e si arrabbia se le dico “dai che andiamo a prendere una mamma nuova” ,scherzando.Ma, indubbiamente, i miei limiti limitano anche lei.
      Continuò a sperare che qualcosa cambi.
      Un caro abbracci a te e ai tuoi figli.

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  2. Mi dispiace, sicuramente così è ancora più dura, ma forse siamo noi a pensare che ci manchi sempre qualcosa agli occhi dei nostri figli Da. adolescenti ce lo sbattono anche in faccia, magari, che non siamo perfetti e che siamo così e cosà, ma non ci cambierebbero comunque con nessun’altra al mondo 🙂 Coraggio… sicuramente tua figlia sente più il tuo affetto e la tua forza nel darle ogni giorno tutto quello che puoi, piuttosto che i limiti. Un abbraccio anche a te e alla tua bambina.

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